19 -February -2019 - 03:22

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Il questionario di Holden: Brunella Canobbio

Nome e cognome: Brunella Canobbio
Città: Albenga (Sv)
Autrice di: Il tesoro nascosto
 
- Scrittore per passione, professione nella vita? Assistente Amministrativa nella scuola.
- Parliamo del libro in uscita… lo descriva con tre aggettivi. Emozionante, incisivo e reale.
- Un buon motivo per leggere il libro? Per il messaggio di ricerca interiore, di coraggio e di rinascita che il libro trasmette.
- Qual è il suo lettore ideale? Quello che valuta un libro dalla trama e dai valori trasmessi anche se scritto da un autore non famoso.
Quando è arrivata l’ispirazione per la scrittura del testo? Quando ho conosciuto Luca perché volevo provare un’esperienza nuova nello scrivere.
Quanti manoscritti ha ancora nel “cassetto”? Due appena iniziati.
Il prossimo libro parlerà di…? Dolce morte o problematiche sulla dipendenza da droghe, alcool, farmaci.
Se potesse fuggire su un’isola deserta… Non ci andrei mai.
Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura? La lettura e il cinema.
Il suo modello d’ispirazione… Nessuno.
Consigli di lettura… Classici e contemporanei, autori preferiti Pirandello e Hemingway.

Il questionario di Holden: Daniele Traverso

Nome e cognome: Daniele Traverso
Città: Novi Ligure (Al)
Autore di: Bussole senza nord
 
Parliamo del libro in uscita… lo descriva con tre aggettivi. Irrequieto, promiscuo e leggero.
- Un buon motivo per leggere il libro? Credo che faccia riflettere e viaggiare allo stesso tempo. Fa riflettere ma non troppo, fa sognare ma non troppo, un buon equilibrio mixato da un linguaggio attuale, diretto e comprensibile.
- Qual è il suo lettore ideale? Difficile avere un lettore ideale per un libro che riprende in maniera più diretta un tema da sempre affrontato: quello della ricerca di un valore a cui aggrapparsi per sopravvivere. Per un motivo o per un altro credo che in molti per il tema trattato potrebbero leggerlo, rispecchiandosi in maniera diversa. Forse il lettore ideale in questo caso è da ricercare per il tipo di scrittura, che “sa di reale”, è diretta, e quindi un lettore a cui piace di più confrontarsi con una frase corta, fatta di aggettivi “concreti e tangibili” che di lunghe descrizioni pindariche. Inoltre è sicuramente un libro per la nostra generazione, riporta un tema classico nel mondo che viviamo tutti i giorni, l’irrequietezza che si respira, l’affanno del viaggio ma soprattutto le sregolatezze del mondo attuale dove è più facile perdersi che ritrovarsi.
- Quando è arrivata l’ispirazione per la scrittura del testo? L’idea di tornare a scrivere (avevo scritto il primo romanzo “Le spiagge di Johnny” andato parzialmente perso e mai pubblicato a vent’anni) era già un po’ che “spingeva”, poi si è trasformata in qualcosa di più concreto mentre ero in vacanza a New York, una mattina mentre facevo colazione da Starbucks e osservavo il viavai di gente. E’ nato un racconto che si è evoluto in un romanzo.

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Il questionario di Holden: Benedetta Moroni

Nome e cognome: Benedetta Moroni
Città: Milano
Autrice di: La danza degli spettri
 
Scrittore per passione, professione nella vita? Attività principale consulente aziendale per sistemi di qualità e marcatura dispositivi medici. 
- Parliamo del libro in uscita… lo descriva con tre aggettivi. Onirico,  accattivante e  streghesco.
- Un buon motivo per leggere il libro? Fa viaggiare in un mondo antico rimanendo ancorati alla realtà del presente.
- Qual è il suo lettore ideale? Coloro che amano ancora le fiabe.
- Quando è arrivata l’ispirazione per la scrittura del testo? Sono diversi racconti scritti in epoche diverse della mia vita.
- Quanti manoscritti ha ancora nel “cassetto”? Un po’, e aumenteranno!
- Il prossimo libro parlerà di… ? I dubbi di un inquisitore.
- Se potesse fuggire su un’isola deserta… Non ho bisogno di fuggire su un’isola deserta, dentro di me ho tanti mondi che vogliono prendere forma.
- Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura? Leggere, fare il riflessologo, i felini e tanti altri.
- Il suo modello d’ispirazione… Tolkien.
- Consigli di lettura… Tolkien senza esclusioni, Gaskell “La città delle nobili signore”, Austen “Orgoglio e pregiudizio”,  atti processuali dell’inquisizione,  Adams “I cani della peste”, J.K. Rowling “Harry Potter”, Santucci “Tutto l’amore”, Kubler Ross “La morte è di vitale importanza”.

Il questionario di Holden: Claudio Foti

Nome e cognome: Claudio Foti
Città: Roma
Autore di: Gli occhi di Adanedhel
 
Scrittore per passione, professione nella vita? Ho fatto l’avvocato, il giornalista e adesso lavoro come addetto stampa. Ho vinto alcuni premi letterari tra cui l’ex Premio Tolkien con il romanzo storico-fantastico Ombre su Campo Marzio incentrato sulla giovinezza misterica e esoterica del papa mago Silvestro II. Collaboro da anni con diverse riviste(tra cui Hera, Arcana, Signs,) e vari siti web (tra cui www.turismoinsolito.com, www.portaledelmistero.it, www.acam.it) di rilevanza nazionale. Varie volte sono intervenuto presso emittenti televisive e radiofoniche, e partecipo come giurato ad alcuni premi letterari. Articoli e interviste riguardanti me e i miei lavori sono apparsi tra gli altri anche sul settimanale Chi e su Radiodeejay. Ma in generale, qualunque cosa faccia nella quotidianità sono sempre nel mezzo di una storia che cerco poi di scrivere in modo tale che il lettore ‘veda’ quello che racconto.
- Parliamo del libro in uscita… lo descriva con tre aggettivi. Accattivante, introspettivo e Tolkeniano.
- Un buon motivo per leggere il libro? Un High Fantasy abbastanza duro che cerca di far immergere e perdere il lettore in un mondo di fantasia. Perché spero di aver ricreato quella particolare magia che S. T. Coleridge e J.R.R. Tolkien chiamavano “la sospensione dell’incredulità”. E soprattutto perché non avete mai letto un fantasy così.
- Qual è il suo lettore ideale? Quello che vuole uscire dagli schemi.
- Quando è arrivata l’ispirazione per la scrittura del testo? Scrivo sempre. In continuazione. Il problema è quando l’ispirazione se ne andrà. Ma per fortuna o per sfortuna sono anni che bussa alla porta della mia mente ogni singolo giorno.
- Quanti manoscritti ha ancora nel “cassetto”? Tanti. Davvero tanti. Nel mio p.c. ci sono varie cartelle intitolate: Protoromanzi, Romanzi, Romanzi in lavorazione, Romanzi che decantano. E piano piano, si riempiono e si svuotano una dopo l’altra senza soluzione di continuità.
- Il prossimo libro parlerà di…? Sto scrivendo un saggio sulle Defixiones e un romanzo sulla Terra Cava.
- Se potesse fuggire su un’isola deserta… Spero di fuggire a Fernando di Noronha o in Polinesia e sono sicuro che smetterei di scrivere. O forse no.
- Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura? I viaggi, l’antropologia, la filosofia, l’archeologia, le scienze proibite e il passato più che il futuro. Ho come la sensazione che l’umanità vada regredendo invece di progredire.
- Il suo modello d’ispirazione… Per quel che riguarda la narrativa sono innumerevoli: da J.R.R. Tolkien a Philip K. Dick, da H.P. Lovecraft a J. Lermina, da E.A. Poe a Kafka, ma non escluderei certe opere dei Classici come quelle di Tacito, Orazio, Plinio e Svetonio.
- Consigli di lettura… Anche qui la lista sarebbe infinita. Facciamo così alle opere degli autori appena citati aggiungerei così, in ordine sparso, i romanzi di Robin Hobb, di J. Rousseau, di J. Verne, di I. Calvino e via dicendo.

Il questionario di Holden: Alessandro Dinelli

Nome e cognome: Alessandro Dinelli
Città: Viareggio (Lu)
 
- Scrittore per passione, professione nella vita? Tecnico direttivo del Consorzio Bonifica Versilia Massaciuccoli, Ente che si occupa della tutela idraulica del territorio.
- Parliamo del libro in uscita… lo descriva con tre aggettivi. Itinerante, introspettivo e stimolante.
Un buon motivo per leggere il libro? Piccole nozioni storiche sugli avvenimenti del passato nelle tappe del viaggio, la riscoperta del rapporto uomo natura.
- Qual è il suo lettore ideale? Un lettore animato da spirito di osservazione dell’ambiente che ci circonda e delle piccole cose di tutti i giorni, con uno sguardo agli avvenimenti storici che hanno contribuito a completare l’ambiente in cui viviamo. 
- Quando è arrivata l’ispirazione per la scrittura del testo? Era un po’ di tempo che avevo in mente di provare a scrivere un qualcosa, un diario, un racconto ma essendo un grezzo geometra mi sono sempre trattenuto. Poi per la ricostruzione di un ponticello in comune di Camaiore, mi sono trovato sulla via Francigena. Da qui il via, la storia di Sigerico, il diario, e perché non provare a scrivere un qualcosa anch’io?

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