14 -December -2018 - 01:26

Cerca


Inserisci la tua mail:

Delivered by FeedBurner

Il questionario di Holden: Andrea Verger

Nome e cognome: Andrea Verger
Città: Torreglia (Pd)
Autore di: Insurrexit

100 battute per dire lei chi è.
Sono figlio, marito, padre, dirigente, risk manager, giurista, musicista, runner, lettore e scrittore.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Dirigente bancario, mi occupo di rischi, in passato anche di organizzazione e progetti per la finanza. 

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Dopo vivere e fare progetti con la mia famiglia, mi appassiona studiare musica per chitarra, correre da solo per campagne e colline, leggere libri di storia e di narrativa, vedere grandi film e analizzarne la struttura, allevare animali domestici. 

Leggi tutto: Il questionario di Holden: Andrea Verger

Il questionario di Holden: Marco Rizzo

Nome e cognome: Marco Rizzo
Città: Cavallino (Lecce)
Autore di: Donne, malintesi ed euro maltesi

100 battute per dire lei chi è.
Uno che crede che le parole siano uno dei mezzi più potenti che esistano.

Scrittore per passione, professione nella vita?
In primis, studente prossimo alla Laurea Magistrale in Scienze Criminologiche per l’Investigazione e la Sicurezza. E poi faccio l’educatore part-time in una Casa per la Vita. 

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Il calcio su tutte e credo che nel libro si intuisca, soprattutto in “Kant e Godin”. Datemi un televisore che trasmette partite di calcio e vi scorderete della mia esistenza. Poi, ovviamente, la lettura, anche se è una passione che sto trascurando un po’, a causa dello studio (quando passi mezza giornata su libri universitari, è difficile staccare e mettersi a leggere altro) ma comunque riesco sempre ad avere un libro da leggere. Mi piace il cinema, i film di vario genere (a parte quelli smielati o che io amo definire “senza obiettivo”: Bridget Jones e affini, per intenderci). E quando ci vuole, ascolto la musica. 

Leggi tutto: Il questionario di Holden: Marco Rizzo

Il questionario di Holden: Claudia Fiorotto Zampieri

Nome e cognome: Claudia Fiorotto Zampieri
Città: Cison di Valmarino (Tv)
Autrice di: Il corpo sottile

L'intervista è stata realizzata da Stefania Nardi ed è parte integrante della sua tesi di Laurea magistrale in Filologia e Letteratura italiana "Il potere seduttivo del corpo malato: dall'isteria all'anoressia. Un caso letterario: Fosca."

Seconda fatica letteraria per Claudia Fiorotto Zampieri, la scrittrice della Marca che nel 2011 ha esordito con il volume Un fratello senza lacrime, pubblicato per Europrint Edizioni. Nel 2013 è la volta de Il corpo sottile (Giovane Holden Edizioni), una raccolta di otto racconti in cui la parola d’ordine è il controllo, declinato in otto memorabili tracciati su cui le protagoniste, poste al centro delle vicende narrate dall’autrice, tessono le fila dei loro vissuti mentre tra le righe affiorano quelle ferite che le hanno rese più o meno vulnerabili: «E sono esattamente le donne, le ragazze, le bambine, che emergono nell’apparente normalità di quell’esistenza che spesso si tinge di cronaca nera, che ne pagano il prezzo e sono pronte a rinascere come l’araba fenice dalle ceneri del proprio dolore».
I personaggi maschili avanzano come ombre solitarie ed ambigue, tingendo di nero le quinte di uno spettacolo informe, da loro profanato. Sono storie il cui minimo comune denominatore è la violenza. 

Quale è il filo rosso che collega tra loro le storie descritte nel suo libro?
Il filo conduttore è, innanzi tutto, il raccontare delle storie femminili, esperienze che possono capitare ad ogni donna (non è detto che tutte vengano inglobate nella stessa persona), nel corso della propria vita. Riguardano situazioni che sono come dei gradini per l’evoluzione femminile: hanno a che fare con il dolore, le ferite e su queste ferite le donne, molto spesso, tessono la loro esistenza. 

Quindi, il filo conduttore è la presenza femminile?
Sì, esatto. Nel costruire le varie storie che racconto sono partita proprio da questo aspetto: ho voluto collegare le vicende attraverso le protagoniste che sono tutte donne. 

Leggi tutto: Il questionario di Holden: Claudia Fiorotto Zampieri

Il questionario di Holden: Fabio Rossi

Nome e cognome: Fabio Rossi
Città: Modena
Autore di: Consapevoli circostanze

100 battute per dire lei chi è.
Sono modenese classe ’77, sposato con Chiara, sono papà di quattro bimbi. Abito in periferia, un ottimo punto di vista per osservare le cose che accadono senza esserci “troppo dentro”. Probabilmente nella mia ipotetica lista ingredienti, leggerei: pragmatico, creativo, permaloso, dissacrante, tenace, vanesio… ma non saprei dire in quali dosi!

Scrittore per passione, professione nella vita?
Più che altro direi, passione per la vita… la pagnotta me la procuro disegnando strade, che poi non sono altro che “trame” che uniscono storie e relazioni.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Adoro correre, mi fa stare bene, mi mette alle strette con me stesso… mi piace cucinare, mi fa essere creativo, mi rilassa il cinema (sia quello domestico che quello “poltrona e pop-corn”), mi intriga leggere (romanzi, saggi, fumetti, a volte persino il catalogo Ikea!), mi stimola la politica, perché occuparsi del bene comune riguarda tutti (l’esperienza di consigliere comunale mi ha dato tanto). 

Leggi tutto: Il questionario di Holden: Fabio Rossi

Il questionario di Holden: Giulia Colombo

Nome e cognome: Giulia Colombo
Città: Busto Arsizio
Autrice di: Coordinate

100 battute per dire lei chi è.
Molto di quello che sono sta in quello che amo, e lo dico qua sotto.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Studio Biologia a Milano e penso di specializzarmi nel ramo fisiologico. Il mio desiderio è di poter studiare il sistema nervoso centrale, perché, sin da quando ero bambina, voglio cercare di capire da dove vengono e come funzionano i pensieri.
Questa è anche la ragione per cui ho cominciato a scrivere: il primo è stato il diario personale che scrivevo verso la fine delle scuole elementari, una sorta di resoconto scritto di quello che raccontavo in casa se mi chiedevano: “Cos’hai fatto oggi?”. È stata un’esperienza breve, perché scrivere ciò che mi andava di ricordare della giornata trascorsa mi è cominciato subito a sembrare noioso: non era abbastanza sforzarsi sulla resa della descrizione, rimaneva uno sforzo da esercizio scolastico. Man mano che crescevo mi rendevo conto che c’era bisogno di mettere in discussione le cose per poterle descrivere e raccontare; nel frattempo studiavo più testi, imparavo più parole, cominciavo a capire la realtà delle parole che usavo e, non so esattamente quando, alle scuole medie, ho cominciato a scrivere poesie. Erano un po’ esercizi di lessico, un po’ di stile, ma parlavo di quello a cui tenevo, delle riflessioni e dei sentimenti che provavo nel vivo. Lentamente ho cominciato a collegare l’esigenza di esprimermi in merito a qualcosa di personale con il bisogno di provare a scriverlo, così ho provato a scrivere racconti, testi di canzoni, storie più lunghe - qualche capitolo di quelle che ora so chiamarsi fanfiction - ma non mi svincolavo mai, in realtà, dalla dimensione riflessiva e lirica della poesia. Quando è arrivata l’età dei segreti, non ho ripreso a scrivere un diario, ma ho cominciato a usare nelle poesie, che scrivevo ormai quasi ogni giorno, i costrutti criptici della sintassi e dei traslati, fino a usare le parole delle lingue diverse che stavo studiando tutte insieme, perché ho iniziato ad associare alle parole il loro significato denso: l’etimologia, il corpo, il suono.
Negli ultimi tempi scrivo poesie e racconti brevi, non più frequentemente come prima e con uno stile diverso, più aperto e calmo, perché spero di concentrare nelle parole il corpo e l’anima del pensiero che indago e del sentimento che provo.

Leggi tutto: Il questionario di Holden: Giulia Colombo