22 -September -2018 - 13:05

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Il questionario di Holden: Matteo Bianchi

Nome e cognome: Matteo Bianchi
Città: Massa
Autrice di: Creature selvatiche

100 battute per dire lei chi è. 
Non ho mai saputo inquadrarmi, non in 100, non in 10000 battute. Ma forse questo spazio è per i meri dati anagrafici. Permettetemi dunque di introdurmi: mi chiamo Matteo Bianchi, classe ’79, vengo da Massa, e, nel bene come nel male, ogni cosa che ho fatto o non fatto nella vita, ogni decisione che ho preso, tutto, ha avuto come risultato questo libro. 

Scrittore per passione, professione nella vita?
Aspirante scrittore per professione – tutto il resto fa da cornice; anche se la cornice, spesso, è tutto ciò che ci è dato esplorare.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
La Musica, il Gioco / la Vita, la Scrittura.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Il Tempo, le conseguenze del suo passare, quella cosa sempre ingannevole che lascia: il ricordo; l'inamovibile relatività di tutto; e poi le molteplicità che compongono l'individuo; la commedia che ci permette di convivere con gli altri, con noi stessi, e che ci sveglia ogni giorno al suono dell'illusione che oggi, proprio oggi, chissà come o perché arriveremo a capire realmente qualcuno.

Un buon motivo per leggere il suo libro?
Il mio non saper rispondere a questa domanda potrebbe essere il migliore dei motivi.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Essendo, al netto del cinismo, un sognatore incallito, andrei subito a tentarvi la sorte. A condizione che sia un'isola paradisiaca, piena di frutti succulenti, cibi esotici, disponibili, con un mare da favola e un clima da metterci la firma; e da cui io possa far ritorno in qualsiasi momento. Una sola richiesta: ho un sogno – ostinato, ricorrente, indicibile – che adora la natura, l'oceano, la lontananza tanto quanto me; per cui, per favore, che la mia isola deserta sia deserta assieme a lei.

Il suo modello d’ispirazione…
La persona che ho ben in mente di diventare, se solo non cambiasse in continuazione.

Consigli di lettura…
Ovvie, egoistiche, lucrative considerazioni a parte, dopo aver eliminato, per criteri di simpatia e di spazio, una serie di opzioni che non meriterebbe altrimenti di essere eliminata, mi sento di distinguere tre fasce: 1) tutto il tempo da dedicare (verrà interamente ripagato con gli interessi, credetemi) – Alla ricerca del Tempo perduto, Marcel Proust; 2) molto tempo da dedicare (attenzione! vi convincerà a dedicargliene ancora e ancora, tanto che finirete al punto di cui sopra) – La macchia Umana, Il Professore di Desiderio, Philip Roth 3) Poco tempo... X-men, Tex, Topolino, un Quotidiano, ovvero Nulla.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
D: Perché, dopo tanti progetti cominciati e abbandonati, proprio questo fra tutti è giunto a concretizzarsi?
R: A
nzitutto grazie per la domanda, interessantissima e, mi permetto di dire, arguta. Così su due piedi posso solo osare una congettura, ma credo che il motivo sia da circoscriversi alla sensazione che mi ha accompagnato durante tutte le fasi della lavorazione: assieme a momenti di gioia creativa e crisi di aridità, sorrisi ed emicranie, insofferenza e passione morbosa per i miei personaggi, ho sempre avuto la costante sensazione di non-poter-fare-altrimenti: dovevo concludere questa storia e darla in pasto a chiunque ne avesse avuto fame. Accettarlo è stato liberatorio e corroborante. Ho scritto, insomma, perché era l'unica alternativa rimasta.

Dopo questa raccolta, sta preparando qualcosa di nuovo?
Uno scrittore dovrebbe scrivere di ciò che più gli appartiene. Sempre. Ogni posto ha la sua dignità, la sua Verità. Non provare a descrivere Parigi se è a Massa che hai vissuto; non provare a comprendere o spiegare com'è vivere in una piccola città, se quando apri la finestra entrano odore fragrante di baguette e il caos di Rue de La Palice. Essendo che la bellezza di un quadro, di una fotografia, non sta in ciò che vi è rappresentato ma in come questo viene reso, per il prossimo romanzo vorrei calarmi completamente nel mondo che più conosco, che così a lungo mi ha intrattenuto e interessato. Lavoro in discoteca, e, quando la luce tramonta, è lì che le personalità si rivelano allungandosi come ombre sui muri. È lì che sento di poter contribuire.