24 -February -2020 - 23:54

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Il questionario di Holden: Stefano De Angelis

Nome e cognome: Stefano De Angelis
Città: Roma
Autrice di: Cerco un'anima

100 battute per dire lei chi è.
Dopo una vita intera alla ricerca smaniosa, più o meno consapevole, dell’amore di mamma e papà, vedo un uomo stanco. Che finalmente, si riposa un po’.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Scrivere è una necessità che diventa gusto, passione. Una dipendenza se vogliamo. Non potrei farlo per professione. Non saprei che fine farebbe la mia spontaneità.
Nella vita faccio l’imprenditore. Ho creato un sistema produttivo di cose artigianali in metallo applicando delle semplici regole: ordine, pulizia, bellezza, gioco di squadra, precisione. E’ bello vedere le cose che funzionano. Non ho altre passioni.
Con la scrittura mi sfogo, piango i miei dolori, digrigno la mia rabbia, come la iena ridens sghignazzo la mia perfidia. Poi, se ho colto l’anima, l’essenza di quello che dovevo “tirar fuori” mi diverto in modo maniacale ad aggiustare. A perseguire il bello con la forma.

 

Un buon motivo per leggere il suo libro?
Un buon motivo per leggere un libro, soprattutto di poesie, è di incontrare l’anima di chi scrive che con mano esperta suona le tue stesse corde, ti emoziona, ti arricchisce e ti lascia meno solo su questa terra.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
L’isola deserta è il sogno che non ho mai fatto. Mi evoca paura, solitudine e noia. Magari un’ isola con poca gente… 

Il suo modello d’ispirazione…
Non ho dei modelli veri e propri. Per dirla tutta non ho neanche una grande cultura. Sono stato folgorato qua e là. Ora dalla spontaneità de Il giovane Holden (fatalità), ora dalla modernità provocatoria di Wilde, dalle angosciose atmosfere senza soluzione create da Kafka, dalla schiettezza sfacciata del Belli e di Trilussa… 

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Mi piacerebbe che qualcuno mi domandasse se ho condotto un’esistenza felice e se lo sono ora.
No, non ho condotto una vita felice. Ho cercato tanto quello che non ho avuto e per conseguenza ho sbagliato tanto, moltiplicando così dolore, vuoto, confusione.
Tuttavia ora, al ritorno dalla guerra, mi sorprendo a sorvolare su tutte le vicende che mi hanno cagionato tanta insofferenza.
Con la serenità che si deve al tempo che passa, alle prove che forgiano sempre più e all’onestà con la quale ho cercato nonostante tutto di vivere… penso e sento che non sarebbe potuta andare altrimenti. E non vorrei che fosse andata altrimenti.