25 -February -2020 - 00:12

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Il questionario di Holden: Lidia Cerioli Mazzoni

Nome e cognome: Lidia Cerioli Mazzoni
Città: Muttenz (Svizzera)
Autrice di: Storia di una donna che voleva remare

100 battute per dire lei chi è.
Sono una donna diversamente giovane in perenne attività nonostante la mia carriera d’insegnante sia finita da un pezzo. Ho vissuto i primi ventun anni della mia vita tra le nebbie della Pianura padana, che ho abbandonato per sposarmi e seguire mio marito a Basilea, in Svizzera, sicura di restarci pochissimo. Ci abito invece da 49 anni, ho una figlia e due nipoti. Ho conservato il mio carattere vulcanico di Italiana esuberante, espansiva, fantasiosa pur essendomi perfettamente integrata in questo Paese da cui molto ho assimilato. Sulla mia attuale identità preferisco non interrogarmi. Ho le idee un po’ confuse!

Scrittore per passione, professione nella vita?
Sono diventata scrittrice per passione o forse, all’inizio, quando espatriai, anche un po’ per solitudine. Non conoscendo il tedesco e di conseguenza con difficoltà di relazionarmi se non con un ristretto gruppo di italiani, scrivevo. Pagine e pagine zeppe di avvenimenti nuovi che mi capitavano, comportamenti che mi sconcertavano, e poi di emozioni e di pensieri che la vita fra persone sconosciute, diverse per mentalità e temperamento mi suscitava. Come tanti innamorati, sempre in quel periodo mi cimentai nel comporre anche sdolcinate poesie, ma non era il mio genere. Dopo la nascita di mia figlia mi diedi alle favole animate da strani personaggi, cose e animali parlanti. Più tardi, durante l’insegnamento, che mi assorbiva parecchio, ho scritto racconti per ragazzi, che in parte ho poi raccolto in un’Antologia. Pensavo però già da tempo a qualcosa di più consistente. Finalmente pensionata e con tanto tempo libero a disposizione, mi sono cimentata nel mio primo romanzo.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Nella vita oltre scrivere dipingo a fasi alterne, e secondo l’umore del momento. Quadri astratti che non mi interessa vendere perché è per me stessa che dipingo. Amo tantissimo leggere, ascoltare musica, andare a teatro, fare qualche viaggio interessante; dedico molto tempo alla famiglia e in certi giorni faccio volontariato in parrocchia; guardo la tv soprattutto per tenermi informata, rilassarmi con qualche bel film o con Montalbano; adoro intrattenermi con gli amici anche se ora la loro cerchia si è ristretta ai soli italiani e a qualche svizzero. La mia casa un tempo ne ospitava tantissimi, di ogni razza e colore, provenienti da lontane parti del mondo. Tutti a mangiar spaghetti e specialità italiane! Era bellissimo! Col tempo però la maggior parte è tornata al suo Paese d’origine. E ora com’è inevitabile con la lontananza, ci si sente raramente. Ma è stata un’esperienza che mi ha arricchito.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Come ho già detto i miei scritti iniziali erano brevi favole e racconti di pura fantasia di argomenti vari e divertenti. Il primo romanzo invece è una delicata storia d’amore, che ho voluto creare in seguito a una discussione fra amici sul celibato dei preti, a favore del quale al mio paese svizzero erano state raccolte firme poi inoltrate a Roma. Un argomento spinoso, ma qui molto sentito perché viviamo a stretto contatto con i pastori protestanti riformati e… sposati. In un altro libro narro, con accenni autobiografici manipolati, una storia sulla diversità così difficile da accettare e di cui io stessa ho fatto esperienza al primo impatto in un Paese in cui nel ’70 la xenofobia trionfava. Nella raccolta di racconti di quest’anno sono le varie sfaccettature dell’amore che si concretizzano in narrazioni di vicende in cui chiunque potrebbe riconoscersi. Il romanzo Storia di una donna che voleva remare affronta nell’intreccio la tematica dell’insoddisfazione, della scontentezza che regna nella società di oggi dove l’uomo è perennemente inquieto e scontento, alla continua ed estenuante rincorsa del di più, talora dell’impossibile in una escalation che lo porta spesso a non apprezzare il tanto che già possiede.

Un buon motivo per leggere il suo libro?
Un motivo per leggere il mio libro? Passare piacevolmente il tempo con una storia originale, appassionante, sconvolgente, se vogliamo, ma che fa riflettere sulla fragilità dell’animo umano e invita a non agire sconsideratamente. A mio parere un libro avvincente, con un finale davvero sorprendente e inatteso. Un libro insomma da comprare e da leggere d’un fiato, ma… ai lettori l’ardua sentenza! Il disco di Orietta Berti con la canzone Fin che la barca va potrebbe fare da ottimo sottofondo.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Se potessi fuggire su un’isola deserta… lascerei sfumare la possibilità. Perché dovrei andarci? In cerca di pace, di solitudine, di avventure o perché esasperata dal mondo in cui vivo? Nell’oasi felice della Svizzera, sto benissimo, ho benessere, amore, soddisfazioni, amici, divertimenti, serenità, pace. Che altro dovrei pretendere? Anche se qualche inevitabile avversità talora mi affligge, perché fuggire? Su un’isola deserta poi! Non ho uno spirito avventuroso alla Robinson Crusoe e amo le comodità. Beh, forse con George Clooney e ben fornita di carta e penne potrei anche per un po’ viverci, così per sfizio. Ma poi carta e penne finirebbero e anche il bel George col tempo… sai che noia sempre la stessa minestra! 

Il suo modello d’ispirazione…
A chi e a cosa mi ispiro quando scrivo? Certo a nessun scrittore in particolare. Sicuramente ad alcune esperienze della mia vita che poi però aggroviglio con avvenimenti puramente immaginari; a volte lavoro di fantasia sopra qualcosa che un tale mi ha raccontato; traggo spunto da discorsi o discussioni fatti fra amici o conoscenti, da qualcosa che ho visto per strada o che ho sentito per tv o ho letto su un giornale; oppure semplicemente mi frulla per la testa improvvisamente e chissà da dove, un’idea che poi, una volta al computer, prende corpo e si sviluppa da sola in direzioni sorprendenti.

Consigli di lettura…
Consigli di lettura? Ho sempre letto, fin da piccola. Leggo di tutto, purché ben scritto, preferibilmente a letto prima di addormentarmi, come molti del resto, e, alla sera, nello scegliere il libro mi lascio guidare dall’umore del momento. La mia biblioteca è fornitissima e gli acquisti li faccio su consiglio di amici, in base alle presentazioni lette, alla copertina che fra migliaia di libri mi colpisce e alla trama che giudico avvincente. Escludo solo la fantascienza, per il resto spazio dal genere comico, al poliziesco, ai libri impegnati, all’affascinante narrativa asiatica, ai romanzi storici, a quelli d’amore, alle biografie, ai saggi, scritti da autori stranieri o italiani indifferentemente. Leggo con piacere anche autori esordienti che spesso mi regalano una lettura sorprendentemente gradevole e il piacere del nuovo. Preferisco il formato cartaceo, ma ora mi sono convertita anche al formato e-book, molto pratico soprattutto in viaggio o in ferie. L’importante è leggere perché non c’è miglior compagnia di un libro sia per il corpo che per lo spirito.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Che cos’è, secondo te, il mistero della vita?
Il mistero della vita è restare un mistero!