24 -February -2020 - 23:56

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Il questionario di Holden: Daniele Bavoso

Nome e cognome: Daniele Bavoso
Città: Genova
Autrice di: Il sagrato della cattedrale

100 battute per dire lei chi è.
Mi chiamo Daniele Bavoso, ho 32 anni, sono nato e cresciuto a Genova. Ivi ho frequentato il Civico Liceo Linguistico Grazia Deledda che mi ha permesso di viaggiare molto e dato la dolce opportunità di confrontarmi con culture diverse, contribuendo alla formazione di una menta aperta e disponibile a cercare sempre cose nuove. Dopo il liceo ho seguito la mia grande passione decidendo di iscrivermi alla Facoltà di Storia, realizzando sin da subito il sogno che avevo da bambino ovvero studiare storia e archeologia medievale, mi rendo conto che possa sembrare un sogno un po’ particolare ma secondo me conoscere la storia è indispensabile per capire il presente e costruire un futuro migliore.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Indubbiamente per passione e già da ragazzino mi divertivo a scrivere sdolcinatissime poesie alle ragazze che mi piacevano. Nella vita, invece, lavoro come educatore nelle scuole occupandomi di sostegno scolastico e favorendo l’integrazione dei bambini e della bambine diversamente abili.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Le mie più grandi passioni, fortunatamente, vanno tutte d’accordo tra di loro: infatti mi piace viaggiare, la fotografia, andare in bicicletta e direi che si incastrano tutte alla perfezione! Un’altra attività che mi gratifica parecchio è quella che svolgo come volontario da dodici anni con il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (Cisom) con il quale ho partecipato a numerosi interventi di Protezione Civile, come per esempio il terremoto in Abruzzo nel 2009 e le tremende alluvioni che negli ultimi anni hanno colpito la mia Regione. Con il Cisom ho partecipato anche a diverse missioni umanitarie come quelle con la Guardia Costiera a Lampedusa e prestando soccorso ai migranti nel Canale di Sicilia. 

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
La mia scrittura subisce sicuramente l’influsso del mio ottimismo cosmico e quindi i protagonisti delle mie storie sono persone che nei momenti peggiori riescono a sempre a trovare dentro di loro la forza necessaria per lottare per il bene, facendo trionfare la vera umanità dell’uomo.

Un buon motivo per leggere il suo libro?
Perché viviamo in una società in cui sta vincendo un capitalismo sfrenato che sta schiacciando la persona umana e distruggendo l’ambiente. Nel mio libro, in cui un misterioso fumo nero avvolge Genova, è facile percepire una chiara allusione ai danni che un selvaggio processo di industrializzazione ha causato nella mia città e soprattutto a quei cittadini che abitando vicini ai complessi industriali, come l’Ilva, sono stati più esposti a contrarre malattie causate dall’inquinamento.  

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Prima di partire farei una bella rapina alla Biblioteca del Congresso di Washington ovvero la biblioteca più grande del mondo!

Il suo modello d’ispirazione…
Ho sempre avuto una grande passione per la letteratura romanza medievale. Sin da piccolo sono cresciuto con il ciclo delle storie di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, dei paladini di Carlo Magno. 

Consigli di lettura…
In primis ovviamente il mio libro! Scherzi a parte consiglio: La Notte, di Elie Wiesel; Storia di un’amicizia, di Wanda Poltawska.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Ha un obiettivo che non ha ancora raggiunto e che, in qualche modo, vanifica tutti i risultati positivi raggiunti finora?
Sì, io sono un inguaribile romantico ed essendo cresciuto con i romanzi cavallereschi credo veramente nella cortesia e nell’amore e il mio sogno più è quello di creare una famiglia tutta mia con una persona alla quale il destino finora non ha avuto ancora la bontà di manifestarsi.