22 -September -2018 - 13:44

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Il questionario di Holden: Barbara Giorgi

Nome e cognome: Barbara Giorgi
Città: Massa
Autrice di: Il quaderno di Jo

100 battute per dire lei chi è.
Sono una formatrice laureata e certificata, una blogger, un’attivista per i diritti delle donne e una delle operatrici antiviolenza dell’Ass. Sabine di Montignoso. E sono una scrittrice “in cammino”. Ma soprattutto, sono una femminista. 

Scrittore per passione, professione nella vita?
La mia laurea in Scienze della Formazione (Università di Firenze) mi ha condotto, professionalmente e umanamente, verso i temi del sociale, verso quel “terzo settore” tanto discusso, ma indispensabile in uno Stato carente di Welfare. Prima ho collaborato con agenzie formative, onlus e scuole nell’ambito dell’interculturalità. Poi, dopo aver frequentato un corso sul tema della lotta antiviolenza (violenza di genere), ho iniziato a occuparmi di temi pertinenti il mondo del femminismo, della parità di genere, del contrasto alla violenza sulle donne.
Attualmente, sono operatrice presso il centro antiviolenza Associazione Sabine di Montignoso (Ms).
Tutto questo si ricollega poi all’attività di scrittura: nel mio blog “Parola di strega” (aperto nel 2012) e nei miei racconti e libri, tratto spesso il tema della violenza sulle donne, nelle diverse forme (a livello psicologico, fisico, sessuale, etc). 

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
La mia passione è riferita a tutte le forme d’arte (scrittura, scultura, pittura, fotografia, danza, musica…): per questo, organizzo spesso eventi in location diverse, con l’obiettivo di dare spazio, visibilità e voce soprattutto ad artiste locali.
A marzo 2017 organizzerò la terza edizione dell’evento “Emozioni e parole di donne” (evento artistico-culturale con cadenza annuale, da me creato qualche anno fa). Quest’anno ho previsto anche il conferimento di un Premio per la donna che maggiormente si è impegnata-distinta in attività di genere, nel territorio (attività che valorizzano la figura femminile).
La giuria sarà composta da due Assessore Pari Opportunità, dalla Presidente dell’Ass. Sabine e da altre donne meritevoli.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Il tema principale da me affrontato nella scrittura è il dramma della violenza sulle donne. Tramite il costante confronto con vittime di violenza, operatrici, psicologhe, avvocate, storiche e sociologhe del femminismo, sono arrivata a sviluppare storie di donne (tutte frutto di fantasia, ma ispirate dal confronto reale-quotidiano con questo dramma). Alcune donne da me descritte sono inserite nel “cerchio della violenza” e non riescono a uscirne. Altre riescono a rompere il cerchio e a uscire dal silenzio. E questo, ovviamente, è l’augurio che rivolgo a tutte le vittime di violenza.

Un buon motivo per leggere il libro?
Il quaderno di Jo tratta un tema drammaticamente antico e attuale, collegato al radicamento di una società patriarcale, misogina e sessista. Nel mio libro si parla di una violenza sessuale, ma dobbiamo ricordare tutte le forme-modalità di violenza contro le donne (dall’inizio del 2017 abbiamo già terribili notizie di donne bruciate, acidificate, uccise per mano dei loro compagni ed ex).
Vorrei che il mio libro fosse letto anche e soprattutto da uomini: vorrei che provassero un po’ di “empatia” con Jo, vorrei che riuscissero a intuire-percepire (anche solo lontanamente) il dramma personale della violenza subita. 

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
No, non riesco a ipotizzarlo. Già il termine “fuggire” non mi appartiene. E il concetto di “deserto” ancora meno. Mi piace vivere tra le persone. Mi piace la “contaminazione” di pensieri, di linguaggi, di corpi, di abbracci.
Se vivessi su un’isola deserta, morirei.

Il suo modello d’ispirazione…
Nel 2012 scrissi il monologo “Chiamatemi strega” dedicato alla grande Franca Rame. Lei, generosamente, lo pubblicò nel suo blog. Il monologo è contenuto in un mio libro, una raccolta di racconti e monologhi, intitolato appunto Chiamatemi strega, del 2013.
Scrissi quel monologo dopo aver riflettuto sulla grandezza artistica e umana di questa Donna.
Se dovessi scegliere di seguire una strada già tracciata, vorrei percorrere la sua. Ma non è possibile: lei è troppo grande. Franca Rame ancora oggi, dopo la sua morte, è una figura di riferimento per tutte le donne e non solo in campo artistico.

Consigli di lettura…
Amo leggere libri che aiutano a pensare, a crescere, ad aprire la mente. Per cui, i libri di cui non vorrei e potrei mai fare a meno (anche perché li rileggo spesso) sono: Storia della colonna infame di A. Manzoni, Osservazioni sulla tortura di Pietro Verri, Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria.
Poi ancora: Zoo umani, dalla Venere ottentotta ai reality show  a cura di S. Lemaire, ed. Ombre corte. E anche Perché siamo musulmane di Giovanna Campani, ed. Guerini e associati.
Gli ultimi due mi permetto di consigliarli a chi si occupa di intercultura e immigrazione.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Siamo in “modalità marzulliana”. Bene. Cito il film di Aldo, Giovanni e Giacomo Chiedimi se sono felice. Lo chiedo a me stessa, spesso. La risposta è… credo di sì.
Forse perché spero di aver dato un senso alla mia vita.