25 -February -2020 - 01:11

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Il questionario di Holden: Antonio De Palma

Nome e cognome: Antonio De Palma
Città: Napoli
Autrice di: Il primo passo

100 battute per dire lei chi è.
Purtroppo definire se stessi è sempre molto difficile: mi piace l’espressione “appassionato della vita”.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Insegno la lingua italiana negli Stati Uniti. Ho collaborato con la Kent State University e attualmente dirigo un corso presso il Cuyahoga Community College, promuovendo lo studio dell’italiano con tutta la passione che ho in corpo. Qui negli States il metodo di studio è completamente diverso, ma una volta capito il meccanismo, le soddisfazioni possono essere tante, e le esperienze davvero interessanti.
Collaboro inoltre ad alcuni progetti legati alla creazione e allo sviluppo di campagne pubblicitarie, prevalentemente sul web, per clienti di levatura nazionale e internazionale. Si tratta di un impiego divertente perché lascia spazio a un tipo di creatività educata a rispettare i margini del foglio, le regole della realtà.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Sono fermamente convinto che ogni forma di comunicazione sia degna di essere studiata a fondo per capirne le più autentiche ragioni d’esistere. Blog, giornali e social media, hanno da sempre unito la passione con la professione nel mio percorso formativo; è per questo motivo che mi sento molto fortunato.
Adoro i cani: sono convinto che la loro purezza d’animo possa farci tanto bene.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Nello specifico, la raccolta di racconti Il primo passo si focalizza molto sulle nostre “prime volte”. Innamoramento, creazione artistica, sogno, incubo, dubbio, tristezza, delusione, pazzia e morte: cosa abbiamo sentito nel più profondo di noi stessi la prima volta che ci siamo dovuti misurare con queste esperienze?
Io credo che queste siano gemme della nostra coscienza, cristalli puri che abbiamo il dovere di conservare e curare. In che modo? Con la riflessione, la meditazione e una sana pausa di riflessione. 

Un buon motivo per leggere il libro?
Molti ci hanno trovato alcune risposte, altri delle domande. In ogni caso, se la lettura dovesse essere valsa un sorriso o una smorfia di dubbio, potremo ritenerci soddisfatti.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Ne approfitterei per ascoltare la mia voce interiore: a volte mi fa morire dalle risate, quando non mi pone quesiti dalla profondità di un baratro. Un po’ di leggerezza si troverà pure in mezzo all’Oceano, suvvia!

Il suo modello d’ispirazione…
Tanti, troppi e inarrivabili. Calvino è il mio padre letterario, Dalì quello artisticamente più puro, ma anche Mann, Verga, Manzoni, Verne e altri contemporanei di scarsa fama ed estro infinito.

Consigli di lettura…
Non sono così presuntuoso. Ogni lettura che ci entusiasma – dai fumetti americani alle etichette del sapone quando siamo in bagno – merita il nostro tempo.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Questa l’avete copiata, vero? Naturalmente scherzo.
A essere sincero, le domande che mi piacciono di più sono quelle semplici, nate da un bisogno di conoscenza profondo: “Chi sei tu?” è un buon esempio. A questo punto non vi aspettate però una risposta secca: sono un tipo da conversazione, io.