25 -February -2020 - 00:41

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Il questionario di Holden: Pasquale Mincione

Nome e cognome: Pasquale Mincione
Città: Caserta
Autrice di: Caro Buk...

100 battute per dire lei chi è.
Sono 2 cucchiai di malizia, 3 di discontinuità… e un po’ troppo umorismo; ma in fondo in fondo sono una persona seria: 60% lupo (sensibile ed empatico) e 40% lumaca (ho smesso di avere fretta dal 1987). Sono un po’ pazzo e un tipo comodo ambizioso. Mi innamoro facilmente e perdo la testa. La mia anima è piena di euforia, godo le piccole cose della vita con il sorriso. Ho un brusio continuo di nuove idee dentro la testa. Ho fatto molte esperienze sia negative che positive. Quando ascolto la musica mi lascio fortemente guidare dalle emozioni. Sono allegro e malinconico… ma non credo di essere depresso! Sono ottimista, anche se non lo dico mai per cautela. Vedo ciò che succede.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Impiegato frustrato. Forse devo ringraziare la frustrazione per essere stata la molla che mi ha fatto scoprire la passione per la scrittura? In passato, forse per noia e/o nausea, sono stato un compulsivo redattore della mia vita, con accurati diari della mia vita: l’estrema sincerità con cui descrivo le mie pulsioni erotiche e sessuali, i rapporti con varie donne. Tutto è stato un contraltare ai miei falliti tentativi di ascesa sociale e di effimera affermazione professionale.
Ora i ricordi mi arrivano da soli, uno alla volta, nell’ordine che hanno scelto. Basta attendere. Non ho altro da fare.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
La pittura. “Non sono un gran pittore, né un gran poeta (né un gran scrittore); so soltanto che faccio quel che penso per esprimere quel che provo.” (C. Monet); “La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.” L. da Vinci. “Chi si nutre d’Arte è ricco come un re ma chi fa Arte è già ricco di per sé.” “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’Arte, ma non c’è via più sicura per entrare nel mondo che l’Arte.” (G.W. Goethe). “L’Arte è una ferita che diventa luce.” (G. Braque); “Si alza il vento e bisogna tentare di vivere.” (P. Valéry)

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Provo ad essere testimone del mio tempo osservando tra la vita reale e quella percepita; quest’ultima non è che una minima parte della prima. Cerco delle tregue al nostro nulla quotidiano. Provo a suggerire, con ostinazione, di trovare sempre il lato comico in ogni evento della nostra esistenza, spesso dissacrando certezze opportuniste. Oggi “l’intelligenza artificiale” risolve quasi tutti i nostri problemi ma manca ancora di senso dell’umorismo che è l’unica cosa che ci distingue dalle “macchine”. 

Un buon motivo per leggere il libro?
Aiuta a vedere il lato positivo delle cose anche quando la vita ti lancia più di una sfida sulla tua strada.
“È bene vedere nell’altrui sfortuna le cose che sono da evitare!” (Publilio Siro): un po’ quando si leggono le poesie del Leopardi o si ascoltano le canzoni di Marco Masini.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Sarei l’uomo più felice del mondo, respirerei ogni attimo del giorno al ritmo delle stagioni, senza cupidigia, e in armonia con l’ambiente naturale. 

Il suo modello d’ispirazione…
Charles Bukowski e John Fante.

Consigli di lettura…
I promessi sposi di A. Manzoni; Factotum di C. Bukowski, Chiedi alla polvere di J. Fante, Perché dovrei affliggermi ora!? di Osho, Chi ama torna sempre indietro di G. Musso; La preghiera della rana di Tony De Mello. Caro Buk… di Pasquale Mincione; Dylan Dog.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Cosa c’è di nuovo nella sua attività letteraria?
Niente. La Letteratura (come la Poesia, l’Arte etc.) si ciba di se stessa, si autoalimenta perché tutto è già stato scritto e nulla di nuovo si può creare, ci ispiriamo a storie canzoni per raccontare altre storie che saranno però diverse. La creatività è fissare le emozioni. Fai creatività per comunicare, perché comunicare è un’ossessione e il maledettissimo è una scusa a non mettersi in gioco. Quando scrivi, sei tu ed esclusivamente tu a suscitare un’idea, un segno, un’immagine. Non ci sono alibi! E niente è nuovo. La novità non esiste. Perché ogni nuovo che conosciamo è pieno di cose già viste, di ambienti conosciuti, di figure latenti. L’arte di questo secolo non è basata sulla creazione, ma sulla manipolazione di cose conosciute. Diceva Paul Valery: “Ciò che non somiglia a niente non esiste”. L’ultimo estremo atto creativo: saper ascoltare.