25 -February -2020 - 01:20

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Il questionario di Holden: Alessio Castiglione

Nome e cognome: Alessio Castiglione
Città: Palermo
Autrice di: Vanità soldi fango

100 battute per dire lei chi è.
Alessio Castiglione, nato a Palermo nel giugno del 1994.
Capelli lunghi, barba lunga, occhi grandi e scuri.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Studente in educazione di comunità a Palermo, lavoro come educatore al Centro Tau, bellissima e rarissima realtà palermitana che aiuta i ragazzi e bambini del territorio, dove seguo progetti con Save the children “Sottosopra” e laboratori scritti da me: Coro di Voci Colorate, e il Newbookclub, laboratorio esperienziale di scrittura e comunità. Tutti progetti di cui vado fiero.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Ciò che accompagna la mia scrittura è la musica. Non posso dividerle, anzi: sono strettamente collegate. Posso definirmi sempre per passione fotografo part-time e viaggiatore low-cost.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Affronto con la scrittura quello che non trovo tra gli scaffali, e che ho potuto rubare dalle vite degli altri e anche dalla mia. Storie che vale la pena raccontare, storie forti, con una radice di verità, sempre. Oltre che della prostituzione maschile, ho scritto un racconto “preventivo” sull’Hiv e un racconto sui minori non accompagnati. Non posso prescindere dalla realtà, di oggi.

Un buon motivo per leggere il libro?
È un racconto vero, di un disagio, di un invisibile, Dario. Un ragazzo che come molti si perde per le strade della sua città, dentro una periferia povera, e un lavoro sporco. Credo sia giusto attenzionare questa piaga che coinvolge minori, e li segna per tutta a vita. In qualche modo Vanità soldi fango insegna, o almeno, informa. Non sono temi facili da trattare: è implicita la pedofilia, e l’omertà di una mentalità mafiosa.
In poche pagine.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Se potessi non andrei; fuggire per cosa? Fuggire per chi?
Sto bene qua, a Palermo, nella mia isola: la bedda Sicilia!

Il suo modello d’ispirazione…
Ho letto John Cheever come un riflesso, come una mia estensione. Sicuramente vedo in lui lo stesso mio malessere esistenziale, così come in scrittrici contemporanee: Margaret Mazzantini, che sa raccontare storie diverse sempre con ispirazione. Ciò che mi ha divertito e alleggerito sono libri di case editrici indipendenti che mi hanno fatto capire che i grandi scrittori non hanno per forza grandi major dietro di sé.

Consigli di lettura…
Una specie di solitudine di John Cheever, Le 13 cose di Alessandro Turati, Frankenstein di Mary Shelley, Strada che spunta di Alli Traina. Sono tutti molto diversi, e tutti si avvicinano al mio immaginario.