25 -February -2020 - 01:42

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Il questionario di Holden: Giuliano Conconi

Nome e cognome: Giuliano Conconi
Città: Busto Arsizio (Va)
Autrice di: Il custode del cimitero

100 battute per dire lei chi è.
Giuliano Conconi, nato il 21 aprile 1980 a Busto Arsizio (Va), città dove vivo. 

Scrittore per passione, professione nella vita?
Avvocato. Ho conseguito anche l’abilitazione all’insegnamento, ma per il momento l’avvocatura assorbe tutte le mie energie.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
La mia fidanzata Silvia, la lettura, i viaggi. Ho girato mezza Europa e ho vissuto alcuni periodi della mia vita a Londra, città che amo. 

 Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Se penso a tutto ciò che ho scritto, posso affermare che la tematica principale è la morte. Non solo in senso macabro, ma anche come condizione ultima alla quale non possiamo non pensare tutti. Che ne sarà di noi?

Un buon motivo per leggere il libro?
È una raccolta di sette racconti, ma è anche un concept. Sono tutti collegati per luoghi, tematiche e attraverso la figura del custode del cimitero. Un po’ in stile “I racconti della Cripta”.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Porterei con me Cornelius Stone, il custode. Altrimenti sa che noia, tutto solo, senza nessuno che possa raccontarmi qualche storia interessante?

Il suo modello d’ispirazione…
Devo citarne tre, per forza. Lovecraft, per le tematiche e lo stile, Conan Doyle, per la sua produzione letteraria legata allo spiritismo, e Hoffmann, il precursore del genere. Mi affascina la sua vita trascorsa tra la scrittura, la magistratura, e la musica (era anche direttore d’orchestra).

Consigli di lettura…
Oltre ai tre autori sopra menzionati non posso non consigliare Poe, Howard, Blackwood, Rhodes James, e tutta la letteratura del terrore classica, americana e inglese. Per citare solo due opere: La mummia di Conan Doyle e La casa sull’abisso di Hodgson. Mi permetta però di consigliare anche la narrativa horror italiana contemporanea. Conosco, anche personalmente, autori di grande talento.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Quale obiettivo si pone con la scrittura?
Mi piacerebbe essere “pensato” decenni dopo la mia morte. Magari un nipote, trovando qualche mio racconto esclamerà: “Però, forte il bisnonno Giuliano!” Oppure qualche appassionato, gironzolando tra bancarelle di libri usati e ammuffiti acquisterà un’antologia e scovando un mio racconto dimenticato si chiederà “chi è stato costui?”