24 -February -2020 - 10:11

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Il questionario di Holden: Luciana Mei

Nome e cognome: Luciana Mei
Città: Massarosa (Lu)
Autrice di: Storie d'amore

100 battute per dire lei chi è.
Sono una donna che ha cercato per tutta la sua vita. Che ha fatto un lungo viaggio dentro di sé alla ricerca della “Divinità perduta” come racconta una leggenda indiana. Un viaggio faticoso, talvolta anche doloroso alla ricerca di una consapevolezza che intravvedevo a sprazzi, avanzando al buio e a tentoni. Qualche volta una “Illuminazione” a convincermi che quella era la strada giusta, per me una strada obbligata per cercare il senso dell’equilibrio universale. Proprio da queste illuminazioni, avute lungo il mio viaggio, al principio rare, poi col tempo, premiando forse la mia perseveranza, sempre più frequenti è scaturita la mia scrittura creativa. Le mie poesie talvolta mi sono parse scritte da una mano che non fosse la mia, scaturite dal vuoto “pieno” della mia anima.

Scrittrice per passione, professione nella vita?
Scrittrice per passione.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
La pittura.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Per la scrittura creativa sono piuttosto eclettica, per la poesia ascolto l’onda energetica dell’ispirazione e mi lascio andare ad essa. Mi sono cimentata con le poesie d’amore, vedi questo libro. Sono anche attratta dai temi sociali che talvolta mi hanno dato input importanti. Ho un “filone”, se così si può chiamare, di poesie che disegnano poeticamente la natura, le sue trasformazioni e l’influenza sull’animo umano, c’è chi ha chiamato queste poesie “acquarelli”. Per la scrittura in prosa scrivo racconti di genere molto diversi con una attenzione particolare all’umanità dei personaggi. In ultimo, ma non per importanza, mi piace immergermi nelle atmosfere fiabesche, vedi il mio libro La Magia del Carnevale e una collana di fiabe Le avventure della Fata Zenzolina che hanno l’originalità di ambientarsi in luoghi reali, tanto che i personaggi fantastici diventano testimonial del territorio in cui si svolgono le avventure.

Un buon motivo per leggere il libro?
Perché è un libro emozionale che permetterà al lettore di lasciarsi coinvolgere, di cercare similitudini, di diventare parte integrante delle storie. È un libro con una struttura insolita, difatti ognuna delle cinque storie poetiche è arricchita da una evocazione del professor Francesco Alberoni, il sociologo italiano più famoso, con libri tradotti in più di venti lingue sulle tematiche amorose e da un “abbraccio” pittorico del maestro Giorgio Michetti. Perciò un libro che potrà lasciare un’impronta e che vale la pena di leggere.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Mi basterebbe avere a disposizione carta e penna.

Il suo modello d’ispirazione…
Non ho avuto mai nessun modello, sono stata ispirata dagli odori, dai colori, dalla musica della natura e da una profonda e costante ricerca interiore. La mia consapevolezza è cresciuta di pari passo con la creatività letteraria. Mi si riconosce una buona attitudine ad entrare nell’umanità dei personaggi e su questo forse sono inconsciamente influenzata dalla letteratura russa che ho molto amato.

Consigli di lettura…
Sul libro in questione ho aggiunto delle “Istruzioni per l’uso”, ma consiglierei al lettore di leggere le storie in maniera “intima” nel luogo e nel momento adatto, affinché il proposito emozionale dello stesso potesse essere goduto appieno, con la possibilità di provare similitudini ed evocazioni con il proprio vissuto personale, tanto da diventare partecipi dell’essenza delle storie. Un altro piccolo consiglio è quello di rileggerlo in periodi diversi per scoprire il fascino del “libro di poesie” che riesce a dare sempre emozioni e sensazioni diverse.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Se mi chiedessero: “Le storie d’amore sono state vissute?” Risponderei: Il dono che offre la vita al “creativo” è quello della fantasia con cui è possibile filtrare le proprie emozioni e anche quelle degli altri. Sono riuscita ad appropriarmi così profondamente delle storie che le ho fatte mie ed è come se le avessi vissute tutte personalmente.