24 -February -2020 - 10:06

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Il questionario di Holden: Laura Bertolotti

Nome e cognome: Laura Bertolotti
Città: Lodi
Autrice di: Ritratti in carta bollata

100 battute per dire lei chi è.
Sono Laura, essere umano nato per caso un giorno d’estate del 1987 e ancora cerca di capire da che parte si inizia. 

Scrittrice per passione, professione nella vita?
“Scrittore” (mi sembra doveroso usufruire delle virgolette per onorare questo appellativo) direi per caso. Le parole sono strumenti magici, eclettici, che hanno il potere di creare dimensioni intrecciate, trame sottili e tele machiavelliche; mi appassiona provare a giocare con le parole, cercare di assemblare dedali nei quali, inevitabilmente, finisco col perdermi miseramente. Confido nel fatto che prima o poi mi ricorderò di identificare l’uscita e con maestria raggiungerò il livello successivo, per ora conservo gelosamente questo sogno e mangio e bevo parole.

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Sulle passioni non posso che fare outing immediato; sono una gattofila professionista, recidiva. I gatti, con i quali quotidianamente discuto per definire il rispettivo spazio vitale domestico, sono la mia più grande passione. Amo gli animali, in generale e sogno che un giorno potranno godere tutti del sole, del vento, dei prati: della Libertà. Amo la musica densa, da assaporare, amo i libri che ti tolgono il sonno, quelli che con brama divori, leggo le persone con le dita e le parole con gli occhi. E mi sembra la cosa più bella dell’universo. Amo la dimensione naturale delle cose e mi appassiona l’essere umano nel suo caleidoscopico, curioso insieme.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Credo che il filo conduttore dei miei racconti sia riconducibile a uno, che si insinua nella chiave di lettura di ciò che ogni giorno ci può capitare: l’ironia, il saper prendere le cose con quel poco di leggerezza che basta a farle galleggiare un po’ più in là. E allora scrivo d’amore, scrivo di morte, scrivo di personaggi familiari, con la speranza di rendere ogni tema più piuma e meno macigno.

Un buon motivo per leggere il libro?
Il libro è lo specchio della fine che tutti vorrebbero. Rapido e indolore.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
Porterei una buona scorta di autoironia, non basta mai.

Il suo modello d’ispirazione…
Uno tra tutti, Stefano “Lupo” Benni. Eroe d’ironia per antonomasia.

Consigli di lettura…
Tutto ciò che si possa sfogliare, annusare. I libri di Benni da mordere, Baricco per dondolare, Vettorato per aprire la coscienza, Pennac per non crescere.

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
Questa è la miglior domanda che mi sia mai stata posta. Giuro.

Le parole più belle mai state scritte?
Quelle che ancora devono nascere.