30 -May -2020 - 20:41

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Il questionario di Holden: Alice Agostinelli

Nome e cognome: Alice Agostinelli
Città: Ranica (Bg)
Autore di: Buio artificiale

100 battute per dire lei chi è.
Sono Alice, sono nata la notte del solstizio d’estate del 1986 e vivo nella provincia bergamasca. Sono diplomata al liceo scientifico e lavoro da qualche anno nell’azienda di famiglia come softwarista. Inoltre sono Life Coach e mi sto impegnando perché questa diventi la mia professione per l’avvenire. Gioco a calcio a livello amatoriale in una squadra femminile nel ruolo di attaccante. Mi piace scrivere, leggere, la fotografia e le camminate nei boschi lontani dalla civiltà.

Scrittore per passione, professione nella vita?
Lavoro in una software house come programmatrice da qualche anno, ma questo impiego non rispecchia quello che vorrei fosse il mio futuro. È un lavoro troppo statico, monotono e decisamente poco creativo. Ho, per questi motivi, studiato per diventare Life Coach e, dopo aver superato il corso con il massimo dei voti, mi sto mobilitando per far sì che a breve possa diventare la professione del mio avvenire.

 

Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura?
Penso che il calcio sia l’unica vera altra passione che posso dire di avere. Tutto il resto (fotografia/escursioni/musica/lettura) non sono vere e proprie passioni, ma solo attività che mi piace fare a seconda dello stato d’animo, del periodo e del contesto in cui mi trovo.

Quali tematiche affronta con la sua scrittura?
Donne feroci, amori infedeli, famiglie sorde, discussioni voraci.
Una denuncia a questa società ottusa che li nutre tutti.
Ho cercato di esaltare le parole e le immagini che creano per sfogare la rabbia, la frustrazione e il dolore di ferite aperte e cicatrici sempre fedeli negli anni.
Sono tematiche che possono sembrare comuni e quotidiane, ma mai banali: introspezioni e riflessioni come spunto per vivere molte situazioni da un altro punto di vista.

Un buon motivo per leggere il libro?
Nel libro non troverete le classiche poesie romantiche in rima baciata. Le mie poesie sono diverse: non sono ispirate da sentimenti positivi e trattano tutti quei temi e quelle emozioni per cui di solito ci si vergogna e che si tende a nascondere agli altri.
Non sono sempre immediate, ma, se ci si riconosce almeno in parte, possono svelare le parole e la forza che vi sono mancate nei momenti difficili, nelle situazioni di rabbia e di dolore.

Se potesse fuggire su un’isola deserta…
La mia idea di fuga su un’isola deserta è abbastanza particolare.
Prima di tutto lo farei solo se per il viaggio potessi usare il teletrasporto: poter decidere quando andare e quando tornare sarebbe fondamentale. Alla fine è una prigione sia l’essere troppo legati, controllati e vincolati alla società, sia la troppa libertà e solitudine.
Come secondo punto, nel momento in cui decidessi di andare, penso che il più delle volte vorrei essere completamente sola. Vorrei che fosse qualcosa di solo mio, il mio angolo di tempo e spazio per poter riflettere e trovare la pace e il silenzio.
Per adesso (finché la tecnologia non supporterà le mie richieste peculiari di viaggio) le mie fughe continuano a puntare al bosco verso nord non lontano da casa. 

Il suo modello d’ispirazione…
Dal punto di vista letterario, Bukowski è stato una grande fonte di ispirazione per me.
Spesso ho sentito i suoi detrattori parlare di banalità e del fatto che sia un autore ripetitivo e squallido.
Io, al contrario, ho sempre trovato una grande anima e una forte sensibilità dietro alle sue parole.
Mi ha aiutata a vedere e capire l’altro lato dello scrivere e la vera libertà nella quotidianità: ognuno può essere esattamente ciò che è senza porsi limiti né essere influenzato dai giudizi delle altre persone.
Non c’è nulla di male nell’essere diversi, anzi… Spesso i grandi capolavori sono nati da persone non comuni che hanno avuto la forza di credere nelle proprie capacità.
In definitiva penso che Bukowski sia uno dei modelli letterari che più mi ha influenzata nella scrittura.

Consigli di lettura…

  • Bukowski (“Panino al prosciutto” / “Donne” / “Post office” / “Niente canzoni d’amore” / “Storie di ordinaria follia” / “Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze”)
  • Fante (“Aspetta primavera Bandini” / “Strada per Los Angeles”)
  • Quasimodo (“Tutte le poesie”)
  • Lorca (“Sonetti dell’amore oscuro”)
  • Eliot (“La terra desolata”)
  • Auden (“Funeral Blues”)
  • Beckett (“Aspettando Godot”)
  • Zafon (“L’ombra del vento”)
  • Orwell (“1984”)

Si faccia una domanda che vorrebbe le fosse stata posta e si dia una risposta.
D à Che significato ha la sua dedica all’interno del libro: “A voi tutti. Voi sapete chi siete.”?
R à La dedica è stata pensata per avere un doppio possibile significato.
Il primo è quello per cui spero che chi legge il libro possa trarre forza dalle mie parole per sentirsi meno solo nell’affrontare situazioni emotive complicate, per far sì che possa credere in se stesso e possa ritrovarsi nella libertà di essere ciò che è, consapevole della propria splendida unicità.
Il secondo significato racchiude tutte le emozioni negative che hanno dato vita alle poesie: il libro è dedicato a tutte quelle persone che mi hanno inferto ferite, per cui ho reagito con rabbia, per cui ho provato amore e frustrazione, per cui ho imparato ad amare il silenzio, per cui ho sentito il bisogno di scrivere.
È per tutte le persone che sono state scettiche nei miei confronti, è per chi non ha creduto in me. È per chi pensa che io sia solo quello che mostro e niente di più. È per chi non capisce che, spesso, le maggiori potenzialità di una persona sono nascoste e inespresse, non sono il lato di noi che riusciamo a mostrare a tutti.
Il libro è dedicato a tutte queste persone, fonte di ispirazione. A tutti quelli per cui ho imparato a guardare questa società da lontano per non farmi inghiottire, per non diventare come tutti gli altri.
Questo libro è per loro, loro sanno chi sono.