24 -February -2020 - 08:37

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Il questionario di Holden: Gerardo Ferrara

Nome e cognome: Gerardo Ferrara
Città: Roma
Autore di: L'assassino di mio fratello
 
- Scrittore per passione, professione nella vita? Devo dire che attualmente sto cercando di far divenire la scrittura anche una professione. Infatti, ho iniziato a frequentare una scuola di narrativa di Roma, la Scuola Omero, e mi sto dedicando con passione e fatica al mio secondo romanzo. Lavoro, invece, presso la Pontificia Università Gregoriana, dove mi occupo di amministrazione, comunicazione, archivistica e rapporti con il pubblico, specie quello di lingua non italiana.
Parliamo del libro in uscita… lo descriva con tre aggettivi. Profondo. Personale. Positivo.
Un buon motivo per leggere il libro? Il libro costituisce essenzialmente un viaggio, il viaggio del protagonista fuori e dentro di sé. Ognuno di noi è costretto, prima o poi, a uscire un po’ da se stesso per guardarsi meglio, capire che cosa c’è che non va, aver voglia di ritornare a casa per darle una sistemata. In più, vi sono nel romanzo tantissimi richiami storici e la descrizione di paesaggi meravigliosi che il lettore può visitare attraverso i miei occhi, le mie parole e le pagine che scrivo. 
Qual è il suo lettore ideale? Il mio lettore ideale è colui che è disposto a lasciarsi guidare dall’autore, a farsi prendere per mano e condurre sui sentieri della fantasia ma anche della storia, dei luoghi, dei paesaggi, dei sentimenti del protagonista del mio romanzo. Devo comunque dire che qualunque libro, a mio parere, può essere letto a diversi livelli e può rappresentare qualcosa di diverso per ogni persona che lo legge. Questo è ciò che amo di più della letteratura e dell’arte in genere: ogni opera, ogni brano musicale, ogni quadro, ogni scultura va ben al di là delle intenzioni dell’autore, dell’artista che li crea e li compone. Un libro è, per il suo autore, come un figlio che somiglia sì a suo padre e, tuttavia, cresce autonomamente, si sviluppa e segue un proprio cammino indipendente, sfuggendo al controllo di chi l’ha prodotto e imparando a volare da solo. Sogno che il mio romanzo sia proprio così: che voli ed entri nel cuore di ogni lettore e, per ognuno, possa rappresentare quantomeno un bel ricordo, una piccola oasi nella fatica della quotidianità.

Quando è arrivata l’ispirazione per la scrittura del testo? Per questo testo, in particolare, l’ispirazione è arrivata nel 2003. Mi trovavo, a quell’epoca, a Buenos Aires per qualche mese, svolgevo lì uno stage al consolato italiano, subito dopo la laurea. Un pomeriggio mi sentivo un po’ solo e avevo molta nostalgia di casa, mi sono seduto al computer, mentre ascoltavo un notturno di Chopin, e ho immaginato una scena. Poi ho scritto la prima pagina e l’ho abbandonata lì, in una cartella, per ben nove anni, finché alcuni cari amici mi hanno spinto a tirar fuori dal cassetto appunti, ricordi e ispirazioni che avevo messo da parte nel corso del tempo.
Quanti manoscritti ha ancora nel “cassetto”? Almeno tre o quattro. Sono già a metà del secondo romanzo e spero di poterlo terminare per la fine dell’anno. Ovviamente, spero che possa essere pubblicato anche questo.
Il prossimo libro parlerà di…? Donne. Una donna, in particolare; una figura complessa, estremamente volubile ma, allo stesso tempo, forte, sensuale, indomabile come un’onda del mare che travolge qualunque cosa trovi sul suo cammino ma che, alla fine, è destinata a infrangersi su una scogliera. Ed è allora che sarà costretta a fare i conti con se stessa e la sua vita le chiederà il conto. Dopotutto, i forti contrasti dell’animo umano e la crescita che questo provoca in un personaggio sono alla base di ogni romanzo che si rispetti. Non amo i personaggi semplici, buoni o cattivi senza forti conflitti interiori. Non mi appassionano le figure grigie.
Se potesse fuggire su un’isola deserta… Non si può chiedere a uno scrittore e a un artista in generale di fuggire su un’isola deserta… La vita, le persone, le gioie e i dolori di ogni giorno sono l’ispirazione che permette la nascita di ogni buon libro. Vivere – e vivere insieme agli altri – è indispensabile per essere uomini ed artisti.
Quali sono le passioni della sua vita oltre alla scrittura? La musica, innanzitutto. Ho studiato il pianoforte per molti anni e mi ritengo prima di ogni altra cosa un musicista, anche se non ho fatto del piano la mia professione. Tuttavia, la musica è presente ogni giorno nella mia vita: la ascolto, la percepisco in ogni cosa, si trasforma in parole, in pensieri, in pagine ed è, credo, un filtro attraverso il quale percepisco la realtà. Ogni cosa è mediata dalla musica ed essa è la mia ispirazione anche quando scrivo.
Adoro l’amicizia e gli amici che ho, sono molto grato per questa benedizione e cerco di passare più tempo che posso con ognuno di loro. Sono coinvolto in tantissime attività legate alla parrocchia di cui faccio parte e ai miei interessi in ambito storico, musicale, politico e filologico. Ho studiato Scienze politiche, specializzandomi in storia, lingue e culture dei Paesi arabi e di Israele e continuo ad approfondire tematiche legate a quest’area del mondo, a volte anche tenendo conferenze in diversi circoli culturali e collaborando con riviste specializzate del settore. Mi piace molto viaggiare e accompagnare le persone nei luoghi che conosco e ho studiato, cercando di trasmettere loro la mia passione per quei posti. Gioco a tennis e amo particolarmente la buona cucina italiana e le cene in famiglia e con amici.
Il suo modello d’ispirazione… Da un punto di vista letterario, sicuramente C.S. Lewis, ma anche scrittori come gli israeliani Avraham B. Yehoshua (senza dubbio il mio preferito), Amos Oz e Sami Michael. La letteratura israeliana è certamente la mia favorita. Ultimamente, per il mio secondo romanzo, cerco di ispirarmi anche a Tolstoj, un maestro nella caratterizzazione dei personaggi. Trovo, inoltre, che nessuno scrittore occidentale possa prescindere da quella che è l’opera più bella che sia mai stata scritta: la Bibbia. Ovviamente, mi sono particolarmente cari anche i classici greci e latini, la mitologia e la letteratura italiana, sacra e profana, e francese. Umanamente e spiritualmente, ho un unico modello: Gesù. 
Consigli di lettura… Senza dubbio Lewis e gli israeliani che ho già citato, la Bibbia, Omero, Manzoni, ma anche ottimi autori arabi come Najib Mahfouz.