14 -December -2018 - 01:43

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"Qunellis" di Ugo Mauthe

Qunellis è un racconto di fantascienza così impropria da non essere solo fantascienza. Qunellis è un serpente di stoffa, forse un giocattolo, incongruamente sopravvissuto a millenni di mutazioni che lo hanno trasformato in un essere vivente e senziente con facoltà e caratteristiche molto speciali. È lui il protagonista principale di questo breve romanzo ambientato in un tempo indefinibile e in un mondo brutale dominato, anzi martoriato, da una tecnologia deteriorata capace di autoriprodursi, la cui origine si perde in un passato remotissimo che di tutto è il solo colpevole e che forse altro non è che il nostro presente. Un mondo infernale e sospeso, in cui imperversa un'imprevedibile capacità di combinazione genetica che ne fa un luogo affollato di vite incompiute e incomplete, fragili e disperate ma al contempo tenaci nella ricerca, ognuna a modo suo, di una ragione d'essere. Ecco perché accanto a Qunellis si muovono anche altre creature, strane e straordinarie. Mulinello. Il vortice alto come una montagna che vaga per il mondo e prende vita e coscienza grazie alle relazioni che s'instaurano fra gli oggetti e le entità che vanno a orbitare nelle sue spire. Ombra Cangiante. Dalla bellezza feroce e opportunista dedita alla realizzazione di un sogno egoista, forse perché lei stessa è ciò che rimane di un egoistico sogno di grandezza. Tibya. Di tutti l'unica che derivi direttamente e coscientemente da chi abitava quei luoghi millenni prima. Il Pozzo: sensibile e solitario fino alle estreme conseguenze. E infine Bomba, l'ordigno intelligente in cui si evolve qualcosa di simile a una coscienza. Loro sono i protagonisti di una rapida vicenda che attraversa momenti di disperazione ma approda a un finale aperto, di speranza.

"Qunellis" di Ugo Mauthe, Giovane Holden Edizioni, 208 pagine

"Intermundia" di Salvatore Santamaria

Dove nascono l'odio, la violenza, il sadismo? Qual è l'origine del male? Non esiste una risposta facile al più antico dei quesiti teologici e morali. Gli intermundia sono le dimensioni alternative che si aprono nell'universo della coscienza umana. Le chiavi per accedervi sono i pensieri malvagi inespressi, negati, le preghiere inascoltate e quelle male indirizzate. Una volta aperta l'anima a tali piani del reale, in cosa rischiamo di imbatterci? Ma, soprattutto, cosa potrebbe uscirne, trovando un varco nella nostra quotidianità per annientarla? Ognuno dei dieci racconti che compongono la silloge di esordio di Salvatore Santamaria è un tentativo di dissezionare i meccanismi e le cause dietro le più torbide passioni umane, uno squarcio aperto su questi intermundia.

"Intermundia" di Salvatore Santamaria, Giovane Holden Edizioni, 152 pagine