18 -June -2019 - 00:46

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"Versi diversi dal cuore alla mente" di Salvatore Babuscia

Una lirica semplice e pura.

Salvatore Babuscia, che ha nel greco Stesicoro il proprio maestro e modello, è il cantore di una poesia corale. Raffinata eppure fruibile con estrema semplicità. Attento osservatore e fine conoscitore dell'animo umano, il Poeta affronta temi diversi e dipinge frammenti di vita quotidiana e vissuta con sofferta partecipazione. La poesia ha, per sua natura, la grazia di darsi a ognuno, senza veli, senza remore, senza nulla chiedere in cambio. Si dà per condurci nell'altrove della parola destinata a durare e del pensiero che rende chiari e colmi i giorni della vita. Così, nella silloge di Babuscia, nei suoi versi, ritroviamo il molto che ci portavamo dentro inespresso, la vicinanza di chi rivelandosi ci rivela a noi stessi. E daremo, grazie alle sue rime, voce a sentimenti che fremevano dietro mura di silenzio, traverseremo mondi che ci appartengono e che mai prima avevamo nemmeno intravisto. Una lirica semplice e pura, senza inutili complicazioni verbali o sfoggio di erudizione, per questo potente e capace di donare a ognuno di noi quella serena e ineffabile saggezza che ci portiamo dentro senza saperlo.

"Versi diversi dal cuore alla mente" di Salvatore Babuscia, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"Buio artificiale" di Alice Agostinelli

Il puro sentire si tramuta in esigenza di scrivere.

Una poesia avvolgente e intensa, dove il puro sentire si tramuta in esigenza di scrivere e le parole sono solo uno strumento al servizio del tumulto emozionale che si agita dentro, che sgocciola e prorompe. Protagoniste indiscusse sono le emozioni, suscitate dalla pluralità di sentimenti che permea ogni tipo di rapporto: amore, amicizia, affetti familiari e avventuroso aprirsi al mondo. Legami tanto forti quanto complessi e stratificati: è qui che si rivela, epifanica, la forza della poesia che si fa, per la Poetessa, rifugio sicuro per poter fingere, almeno qualche istante, di essersi salvata. Un caleidoscopio di introspezioni e riflessioni, ferite e cicatrici che sono state amiche fedeli negli anni. In una società ottusa che li nutre tutti, il dolore, la sofferenza, si trasformano in inchiostro che la carta assorbe e intrappola. I versi di Alice Agostinelli sfogano per ogni notte insonne, per ogni giorno sprecato, per ogni pezzo di cuore devitalizzato alla radice, per ogni goccia caduta sull'asfalto tutta la sua rabbia e la sua frustrazione. E si fanno specchio su questo mondo così avido da costringerla a nascondere i pezzi della sua anima tra le pagine di un libro.

"Buio artificiale" di Alice Agostinelli, Giovane Holden Edizioni, 56 pagine


"Opera al Nero" di Silvia Chiarante

Vincitrice Premio Letterario Nazionale Streghe Vampiri & Co. 2014.

Opera al Nero è una silloge di poesie gotiche che indagano, celebrano e si inchinano alla condanna della non corrispondenza tra lo sguardo, l'anima e il fato. Sono la veglia eterna di un amore senza speranza e la biografia di una lontananza, da esso e dalla propria vita, preda di una sensibilità inquieta ed esasperata. L'assenza, la morte e il dolore da esse causato sono il filo conduttore della raccolta: la solitudine percepita nel sentire che la persona amata, il tempo e l'esistenza non corrispondono, la difficoltà a vivere l'istante con il peso del distacco e dello smarrimento addosso. Il titolo denuncia l'idea di una prima, fondamentale e forse perenne, fase di trasformazione: la dissoluzione del punto di vista impressa nella vena decadente dei versi, la tendenza a indugiare sulla caducità e sui richiami simbolici. Un verso indiretto nella composizione ma, forte del suo simbolismo, più diretto al sentire; liriche che nella loro oscurità criptano messaggi permeati di richiami metaforici, malattia, pathos e anagrammi che danno origine a inevitabili gorghi di ossessione. Per chi percepisce in maniera più sofferta il contatto con la realtà e con l'Altrove, deve poter esistere un modo diverso di vivere le parole e la poesia deve rivendicare questa esigenza, richiamare immagini e musicalità che marchino coscienza e orecchio con suadente brutalità, portando in superficie alterità celate all'immediatezza dei sensi.

"Opera al Nero" di Silvia Chiarante, Giovane Holden Edizioni, 88 pagine

"Coordinate" di Giulia Colombo

Un tentativo, quasi epifanico, di rispondere all’esigenza di mettere ordine nel vissuto.

Giulia Colombo esordisce con una silloge pura e densa di atmosfera. È strutturata come una sorta di miniatura - circostanziata e soggettiva - di un sistema del mondo organizzato in tre parti corrispondenti alle relative sezioni in cui è suddivisa: la storia e la cultura in "Affari esteri", l'intimità in "Affari interni", le visioni e le sperimentazioni del pensiero in "Creature meravigliose". Un tentativo, quasi epifanico, di rispondere all'esigenza di mettere ordine nel vissuto. Infatti, come una mappa in formato tascabile, descrive il mondo come può vederlo una ragazza che vive in Italia nel secondo decennio del Duemila, raccontandolo attraverso i dettagli delle cose comuni o le visioni dai lunghi orizzonti. Il linguaggio della voce che riflette non è mai da solo a raccontare il pensiero, perché trascina con sé tutto il peso grezzo delle cose che nomina: per questo ogni parola, dai vocaboli letterari ai neologismi inglesi, ha diritto di cittadinanza nelle poesie. La volontà è quella di fare da guida, attraverso coordinate emozionali che per loro natura sono approssimative, a trovare il proprio posto nell'ordine delle cose e cominciare a vivere.

"Coordinate" di Giulia Colombo, Giovane Holden Edizioni, 80 pagine


"Circonvoluzioni" di Giulia Maria Ciampolini

Una poesia fresca, armoniosa e raffinata.

Giulia Maria Ciampolini ha sperimentato in prima persona tutti i sentimenti che scrive: l'amore, in tutte le sue forme e sfaccettature, è predominante, è acerbo, immaturo, irruento, testardo, è vissuto come tragedia ed è totalizzante; ha vissuto la rabbia, le delusioni, la paura non tanto degli altri quanto di se stessa e di tutte le parti più o meno importanti di noi stessi che non riusciamo a capire, ad ammettere, ad accettare. Ad amare. Con una punta di catastrofismo parla dell'ansia, dell'angoscia, dell'amarezza per una vita che, paradossalmente, a volte non sembra nemmeno degna di essere definita tale, affronta a testa alta la frustrazione che si perde dietro agli stessi errori, commessi fino allo sfinimento. È la storia di un'adolescente che ha combattuto. Un'adolescente che ha combattuto contro di sé, prima di imparare a combattere per sé. Questo libro è un campo di battaglia e la poetessa è al centro. Le poesie le si avvolgono attorno, anche quando sembrano parlare di altro, anche quando sembrano rivolgersi al mondo fuori da lei. Pur tuttavia, al centro c'è sempre lei, l'adolescente in dialogo con se stessa. Un dialogo che è un fiume di parole e non sempre è amichevole, spesso è lotta, è sangue, è litigio e incomprensione, ma che ha portato alla definizione e al delineamento, alla sua trasformazione.

"Circonvoluzioni" di Giulia Maria Ciampolini, Giovane Holden Edizioni, 112 pagine