20 -July -2018 - 03:10

Cerca


Inserisci la tua mail:

Delivered by FeedBurner

"Invidio il vento" di Stefano Massetani

Una sorta di percorso, epifanico e dialettico, volto all'ascolto di quella parte tacita ma non sempre consenziente del nostro Io interiore che assembla parole, ricordi, sensazioni e li catapulta nel vivere quotidiano nascondendo le nostre nudità emozionali a occhi indiscreti. Il poeta viaggia, con esiti ed effetti di notevole suggestione, entro uno spazio sensoriale quasi senza confini, reclamando a sé la sua cifra di dolore e meditazione e forza, di bagaglio sentimentale nel duro viaggio quotidiano, di accensioni, cadute e nuove ascese, di abissi e paradisi. E ci offre tramite la piana, e pur piena, potenza del suo versificare un'interpretazione esistenziale che ha un misterico sapore agrodolce. Invidio il vento è quasi una dichiarazione programmatica, indagine dei casi e delle cose che creiamo e in cui capitiamo, del caos in cui siamo gettati e dell'armonia che sempre tentiamo di recuperare, con la scrittura poetica quale prezioso viatico. Non basta lo spettro della razionalità per gestire le relazioni, l'eterno conflitto, fra il sublime e il terribile, che l'amore, in ogni sua declinazione, rappresenta ed è maschera, totem. Le vite degli altri ci sfiorano ogni giorno e lasciano tracce di dolore su una pelle sensibile. Voci nel dramma che ogni dì ci investe e riveste. Voci che abbiamo a un certo punto smesso di ascoltare, confinandole nella dimenticanza. Ma infine è la capacità di amare che dà un senso e ci può salvare, per sempre.

"Invidio il vento" di Stefano Massetani, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"Echi del mio tempo" di Mariano Doronzo

Echi del mio tempo è una raccolta di liriche quasi interamente scritta durante gli ultimi due anni di viaggio dell’autore. Una poesia calata nel reale, impegnata a riconoscerlo e viverlo con un’intensità umana e sentita. Si ha l’impressione che le liriche siano state scritte al calare del sole, momento in cui la vita si sgretola e l’anima si rompe lasciando libero spazio alle parole. Una ricerca al senso di finitudine della vita e dei pensieri in contrapposizione con l’immagine del mare, emblema di tutto quello che non potrà mai esaurirsi, immagine di pienezza e di totalità, aldilà dei limiti dell’esistenza umana.
 
"Echi del mio tempo" di Mariano Doronzo, 104 pagine, Temperino Rosso





"Altre sponde" di Adele Bevacqua Cambon

Una poesia che guarda al diverso con anima aperta.

Le poesie di Adele Bevacqua Cambon nascono da un profondo bisogno interiore di esprimere e testimoniare in forma poetica il suo avvicinamento, scevro da pregiudizi e con anima aperta, a zingari e detenuti. Sia gli uni che gli altri ispirano diffidenza nelle persone le quali si approcciano loro solo se costrette e quasi mai con atteggiamento propositivo. La poetessa, invece, coniuga nel ritmo cadenzato dei versi, passione e dolore - sociale e umano e, con dignità, con rispetto, si fa portavoce della sofferenza di un popolo che non ha mai perso il sorriso e la speranza e di una parte della società troppo spesso abbandonata a se stessa. Le sue poesie non sono semplicemente liriche, quasi immediate, effusive e ritmiche manifestazioni dei suoi stati d'animo quanto piuttosto un caleidoscopico arcobaleno di sentimenti e immagini, di sogni e di pensieri che ha la giusta pretesa e la non tenue ambizione di lasciare un'impronta di sé. Esse, infatti, per un verso lasciano trasparire il profondo e ben assimilato bagaglio o sostrato culturale di cui la poetessa dispone e per altro verso evidenziano come la causa occasionale e il motivo ispiratore, che sono alla sorgente o alla radice dei suoi versi, vengono sempre mediati e arricchiti da sovrasensi che conferiscono loro non univoche ma variegate e inattese risonanze.

"Altre sponde" di Adele Bevacqua Cambon, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"La figlia che non fu" di Giancarla Melecci

Guardarsi dentro ieri con gli occhi di oggi.

Giancarla Melecci tenta un singolare esperimento poetico e suddivide la sua silloge in due parti distinte: nella prima "La ribelle che è in me" raccoglie liriche e versi scritti in piena età adolescenziale, nella seconda, "La ribelle matura che è in me", invece, esplora la maturità e la piena consapevolezza di ciò che è il suo vissuto. L'originalità sta nel fatto che, l'età della ribelle giovanile non è l'età che sta vivendo una qualsiasi ragazza adolescente, ma un'età che ha già alle spalle una vita vissuta di dolore e di esperienze atroci. Pertanto, la poetessa si osserva e si ritrova in un mondo che non le appartiene, in un mondo che non capisce, dove vuole mettere alla prova tutti quelli che la circondano, vuole capire quanto gli altri siano veramente sinceri con lei, quanto le vogliono bene. Ha paura di essere nuovamente abbandonata, ha il terrore di ritrovarsi nuovamente da sola a combattere contro gli spiriti malvagi e i fantasmi che l'hanno terrorizzata. Fino all'oggi, quando i dolori assumono una dimensione diversa, altra, dolori che si ripropongono nella perdita di qualcuno tanto amato, nel chiedersi perché sapendo già la risposta ai numerosi quesiti. Conferme di ciò che non si può più cambiare, ma solo accettare con l'amaro nel cuore.

"La figlia che non fu" di Giancarla Melecci, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"A piedi nudi" di Alessia Bresciani

Una poesia semplice e pura.

Alessia Bresciani debutta con una silloge semplice e pura dall'inusuale potenza; nelle sue liriche si avverte tutta la sincerità della giovinezza, il desiderio di affrontare la vita a piedi nudi, in misterico rispetto dell'alito fresco della terra ma pronta a riconoscerne le infiorescenze, in apparenza splendenti, delle asperità. Aleggia, lungo il percorso che la poetessa ci invita a compiere, un vento leggero di apparente discontinuità che si ricompone tuttavia in un melodico e accattivante complemento: la volontà di offrirsi al mondo, di farsi leggere dentro, di condividere la parte più profonda del sé. I suoi versi si fanno musica, libera da orpelli letterari e desueti, e spesso assurgono in forma di istantanee a testimonianza della complessa e caleidoscopica geografia fisica ed emozionale delle relazioni umane.

"A piedi nudi" di Alessia Bresciani, Giovane Holden Edizioni, 64 pagine