18 -June -2019 - 00:39

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"Il Tempo e l'Attesa" di Pierluigi Gronchi

Nelle liriche di Pierluigi Gronchi colpisce la musicalità del dettato, il canto disteso, il ritmo e il respiro di un'anima pura. E su tutto una vena di melanconia pervasa di pensosa riflessione che placa nel verso piano e lineare l'intensità delle emozioni. L'attesa, intesa come vibrazione dell'ansia sottesa all'esistenza stessa, si trasfigura in sommessa osservazione del passare del tempo, spiragli su una realtà intravista più che posseduta, perché non si può trattenere ciò che continuamente si ridefinisce quale pennellata su pennellata come in un dipinto impressionista. L'esperienza, la memoria prima ancora di cristallizzarsi si abbandona sulla pagina, spazio ideale e reale in cui il Poeta raccoglie le inquietudini e trasforma la sofferenza in speranza. La poesia, in questo senso epifania dell'esistenza, si fa espressione della pluralità dei sensi che l'essere umano coglie nello scorrere del suo tempo e consente di rileggere il senso del nostro cammino restituendo a ogni passo il senso di un ritorno a se stessi.

"Il Tempo e l'Attesa" di Pierluigi Gronchi, Giovane Holden Edizioni, 80 pagine

"Le terre sognate" di Massimo Vecoli

Il viaggio è memoria, racconto, affabulazione, percezione di realtà e di sogno, nascita, trasmigrazione di parole. Di rara intensità pittorico-espressionista le singole liriche che si ricompongono in una sorta di preludio visivo-musicale in cui la natura riesplode ogni volta in visioni interiorizzate. La modulazione ritmica dei versi precisa il senso musicale dell'intera composizione e ne riassorbe le tensioni, le apparenti interne lacerazioni. La poesia di Massimo Vecoli ci consegna un tempo reso eterno nell'attimo, nei singoli accadimenti, parole appena pronunciate a fior di labbra, in un monologo interiore di cui la vera chiave di lettura non è l'oggettività, il reale, ma il sogno, la musica del sogno. Per vivere pienamente la vita è necessaria la fascinazione del gioco linguistico e la fonica espressiva della poesia che ha, appunto, la stessa funzione di un sogno che si realizza, dove ogni parola esercita su quelle contigue una forza di attrazione irresistibile. Le terre sognate è una silloge composta da coordinate emozionali e razionali che si intrecciano in una relazione indissolubile e, talvolta, inconsapevole, attraverso un reticolato in versi di alto ed elegante livello stilistico e linguistico.

"Le terre sognate" di Massimo Vecoli, Giovane Holden Edizioni, 88 pagine

"Pietre e amarene" di Chiara Nobilia

Le pietre -massicce, dure, taglienti- e le amarene -intense, agrodolci, rotonde- sono le due anime di questa silloge, che spazia tra tematiche intimiste e sociali, rivolge lo sguardo alla storia del recente passato così come agli eventi del presente, racconta la passione amorosa fotografandola sia nella potenza che i piccoli momenti di ogni giorno hanno, sia attingendo a immaginari favolistici e rarefatti che suscitano una gamma emozionale più impalpabile. Il coraggio dei singoli alle prese con difficoltà di vario genere, le patologie e le contraddizioni della società contemporanea, l'affascinante varietà delle dinamiche interiori, e poi i tracolli esistenziali, il disagio e i tentativi di superarlo, lo straordinario che si sprigiona nel quotidiano, il tutto nell'imprescindibilità di una contestualizzazione storica: su questi argomenti si soffermano le liriche della silloge: pietre scagliate per denunciare e offrire un punto di vista netto; amarene porte nella semplicità e nella particolarità del loro sapore.

"Pietre e amarene" di Chiara Nobilia, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"Petali di donna" di Donatella Pardini

Viatico emozionale, la silloge di esordio di Donatella Pardini. Un mosaico di epifanie sull'amore, il tradimento, la fiducia che vacilla, l'eros, la non arrendevolezza, struggente come la tempra inesauribile delle donne, che dopo le cadute diventano più forti come figlie e come amanti, come compagne e come amiche, mantenendo e rafforzando la dolcezza che, mista alla sensualità, crea un connubio vincente. La musicalità di versi coglie l'essenza di ogni straordinario aspetto dell'essere donna, il significato che sottende a ogni più lieve sfumatura. Un florilegio di eleganza e raffinatezza stilistica nella sua apparente linearità. La poetessa traccia una sorta di labirinto emozionale raccontandosi, svelandosi con candido pudore eppure con fermezza, trascendendo l'esperienza personale e arrivando al cuore del lettore. "E... adesso/ comincerò a raccontarmi./ Io non sono che una silente/ parola che batte contro i denti./ Non ho voce per gridare,/ i miei pensieri, gridano per me./ Li scrivo su carta, sono indelebili/ come inchiostro di fuoco". Quando arriva il momento di chiedere alla vita qualcosa per se stessi, quando si è dato tutto e tanto si è avuto ma... Una sensazione di appartenenza, un alito di freddo desiderio, la melanconia che abbraccia come una danza di specchi. Mettere nero su bianco la propria determinazione a rispettarsi di più, a darsi spazio e tempo, a perdersi nel profumo di una notte d'autunno. Essere donna. Petali di donna: infiniti adesso dell'anima.

"Petali di donna" di Donatella Pardini, Giovane Holden Edizioni, 80 pagine

"Storie d'amore" di Luciana Mei

Una silloge intensa, versi sensuali e ritmo avvolgente. Luciana Mei, Poetessa che ha ottenuto ottimi riconoscimenti da pubblico e critica negli ultimi anni, tali da porla tra le voci più interessanti nel panorama lirico italiano, conferma la propria volontà di avvicinare la poesia anche a chi si ostina a celarsi dietro l’impeccabile e immancabile refrain io non la capisco. Volontà che la spinge a curare e a limare i suoi versi sì da renderli immediatamente fruibili, salvo celare al loro interno un misterico universo di sensazioni che si scompone e ricompone in forme sempre differenti. Storie d’amore è concepita dalla Poetessa come un cammino non solo in versi attraverso i vari stati d’amore. Perché si fa presto a dire amare, ma quanti di noi possono dire di essere o essere stati innamorati davvero? E quanti sono capaci di andare oltre l’innamoramento, esplorare i bisogni e i desideri dell’altro, lasciarsi andare fino all’amore? E ancora affrontare i fallimenti, le battute d’arresto, risorgere come araba fenice dalle ceneri di un lutto d’amore, intatti e se possibile ancora più forti? Il cammino è supportato in modo ineccepibile e arricchito dal contributo del più noto sociologo italiano Francesco Alberoni. Egli, con lo stile inimitabile che lo ha reso familiare a migliaia di lettori, si addentra nei vari stati d’amore e ce ne fornisce una chiave di lettura. Completa il cammino d’amore una raccolta di illustrazioni a cura di Giorgio Michetti, pittore viareggino di fama internazionale. Un libro che rischia di far innamorare i delusi, riempire di gioia chi oggi è già innamorato e consolare chi ha pene d’amore. Ma ancora di più, rischia di farsi leggere e apprezzare da chi fino a oggi non ha mai letto un libro di poesia.

"Storie d'amore" di Luciana Mei, con il contributo di Francesco Alberoni, Giovane Holden Edizioni, 112 pagine