19 -June -2019 - 06:44

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"Vento, muschio e conchiglie" di Emanuela Lello

Esiste un luogo dentro al nostro cuore da cui le parole sgorgano come timidi ruscelli e lentamente si fanno spazio fino a ricomporsi in versi: ponte tra diverse solitudini. È il nostro mondo interiore che reclama di essere ascoltato, di disancorarsi dalla meschinità, dalle piccole miserie dell'animo umano e innalzarsi verso Dio. Aspira a toccare un animo nobile che lo sappia consolare e lo renda luminoso di virtù. Rimane sospeso a nutrirsi d'amore. E osserva quanto intorno a lui si muove e vive. Ecco allora le stelle, avvinghiati al nostro dolore, bramiamo un barlume di gioia per cui brillare e osare speranza. Ecco i girasoli, alla ricerca della felicità e del calore del sole. Ecco le foglie, tanto verdi e rigogliose d'estate, accese di rosso fuoco in autunno, cadono d'inverno ai piedi dell'albero, riparandone le radici dal gelo: come le nostre rinunce che conservano intatta la vera essenza. Siamo farfalle dalle ali tenere e fragili, che guardano al mondo con occhi puri. Timide prima e poi d'un tratto coraggiose, sfioriamo le acque placide del fiume: la vita. I nostri ricordi, le nostre esperienze che ci hanno fatto ciò che siamo oggi. Una sinfonia di emozioni liberamente catturata tra i lemmi di uno spartito d'amore.

"Vento, muschio e conchiglie" di Emanuela Lello, Giovane Holden Edizioni, 64 pagine