23 -November -2017 - 04:54

Cerca


Inserisci la tua mail:

Delivered by FeedBurner

"In utile" di Ilaria Cipriani

"Leggere le poesie di Ilaria Cipriani è come bere, o meglio gustare, un vino di qualità, forte, invecchiato al punto giusto, da servire in un calice trasparente per valorizzarne la cromia, da assaporare lentamente, a piccoli sorsi, per apprezzarne le molteplici sfumature di odore, di sapore, di colore... Guai a berlo tutto d'un fiato! Guai a perdere l'intensità del suo profumo variamente speziato, il gusto severo e complesso dal finale imprevedibile, dolce e persistente! Poesia inebriante, complessa, ricca di corpo, poesia dove le parole hanno il potere, proprio come i sorsi di un buon vino, di far dialogare i sensi, di esaltarli, di cambiarne i ruoli tradizionali. Poesia come un frutto sapiente di parole selezionate da vitigni autoctoni, esperienza sinestetica da servire alla giusta temperatura emotiva." (dalla prefazione di Alberta Stefanini)

"In utile" di Ilaria Cipriani, Giovane Holden Edizioni, 104 pagine

"Il Ponte di Revery" di Monica Silvestrini

La poesia, secondo alcuni, si riconduce a una scepsi. L'istinto che si perde nella notte dei tempi, per alienarsi e ricomporsi in frammentarie bramosie liriche. Ricostituendo quindi uno stato enigmatico doppio condotto dal sentimento che diffonde interrogazioni a ogni verso, il plausibile contiguo fittizio, il desiderio equiparato alla ragione. Dualità pregnante. Un'anima come vergine d'esca, che prestandole adito in scomposte acque occulte, descrive alla fine discinti misteri umani orecchianti, retinici e consci. Le poesie sono schizzi suggestivi, per i quali non servono autorevoli e ragionevoli garanzie estetiche. Già in prima ed estemporanea lettura, la loro potenzialità inespressa, è da amare con i sensi, da accarezzare con occhi e dita genuflesse affinché ci parlino. E il silenzio dura poco. La pagina è sempre generosa e selvaggia percorrendo tutte le vene visibili del foglio. Il verso si adagia piano e ricopre di un fitto strato di tinte forti e suggestive. Una convulsa fascia sonora intessuta in un filo di perle che di lemmi e di cuore prendono forma. La poesia è l'esito cicatriziale di un ideogramma d'emozione, nell'appuntamento Principe con il Grande Sentimento. Una silloge impegnativa, ammaliante, capace di annullare il qui e ora per tessersi in un altrove immaginifico in cui la realtà diventa il controcanto della vita.

"Il Ponte di Revery" di Monica Silvestrini, Giovane Holden Edizioni, 104 pagine

"Il tavolo antico" di Marisa Cecchetti

Una silloge lieve come una canzone animata da una profonda ricerca di senso, dal continuo scavo sotto la superficie dell'esistenza per raggiungerne il messaggio più autentico. Marisa Cecchetti attinge al suo vissuto e si conferma una voce originale, mai assuefatta alle mode del momento, sempre attenta a rinnovarsi, con la sua scrittura precisa e intensa che nasconde dietro l'apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, saldamente ancorata al reale eppure percorsa da una vena di sogno, in un equilibrio pieno di grazia. I suoi versi esaltano la pienezza dei sensi, cantano la quotidianità, narrano l'avventura dell'essere umano di fronte al proprio destino, esprimono una visione sostanzialmente positiva della vita, la felicità di dire l'indicibile delle cose e celebrano il mondo nel suo continuo mutare, la metamorfosi degli eventi che ne scandiscono il ritmo, il nascere e il morire delle cose e degli uomini. Una sorta di ricognizione per epifanie, impegno preso con se stessa accanto a un tavolo antico fedele compagno, alleato e muto testimone del fluire del tempo. Io voglio essere felice adesso, pare confessargli mentre ogni ricordo acquista il volto, la voce di un mondo vitale che non si rassegna e si sfuma in una rapsodia di vivaci colori.

"Il tavolo antico" di Marisa Cecchetti, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"Il cuore respira" di Francesca Lupi

Le liriche che compongono la silloge sono state composte tra il 2012 e il 2015. Le tematiche principali sono l’amore, l’esperienza della perdita, le relazioni interpersonali collegate alla natura circostante.
La giovane Francesca Lupi trae ispirazione dall’ambiente toscano che la circonda: la bellezza dei boschi, il mare e in particolar modo le colline pisane; un ambiente che sposa la sua passione per le camminate all’aria aperta. Costante il riferimento a un amore molto forte, vissuto pienamente e finito per volontà dell’altra persona, lasciando così la Poetessa ad affrontare le conseguenze di un amore perduto e del dolore che ne deriva. Inoltre, si fa riferimento all’esperienza della perdita intesa come morte di una persona cara, affrontata sia attraverso il sentimento della rabbia che quello della rassegnazione.
La scrittura poetica le permette di esternare ciò che per indole caratteriale e timidezza non riesce a esprimere come vorrebbe. La composizione delle liriche è strettamente legata alla musica, ingrediente indispensabile e alla natura in una sorta di misterico panismo, ma, soprattutto, è influenzata dal suo vissuto e la sua voce delicata e originale si impone con la libertà espressiva e la naturalezza proprie delle generazioni più giovani.

"Il cuore respira" di Francesca Lupi, Giovane Holden Edizioni, 48 pagine

"Carmina" di Luca Centoni

I versi di Luca Centoni sono una discesa nell'abisso del cuore delle donne che ha incontrato, amato, perduto, abbracciato. Un cuore illuminato da lampi, popolato di progetti, di sogni e di delusioni, di confessioni, e di contrasti, altamente vitale. Carmina, silloge emblematica a partire dal titolo, è la sintesi delle sue esperienze relazionali. Liriche legatissime fra loro, in parte concatenate, in parte attraversate da fili addirittura lessicali non mancano di scissioni interiori, proliferare di voci intime e talvolta laceranti che pure accompagnano il poeta lungo un percorso di felicità istintivo e infuocato, ma nello stesso tempo pacificante.

"Carmina" di Luca Centoni, Giovane Holden Edizioni, 48 pagine