14 -December -2018 - 01:42

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"Last days of California" di Mary Miller

«Questa è la storia di un inizio, non di una fine» New York Times
«Una bellissima riflessione sulla giovinezza e sulla famiglia e su cosa significhi essere vivi (e aver paura di morire) nell’America contemporanea» Los Angeles Review Of Books 

Jess ha quattordici anni e il mondo sta per finire. Il padre, fervido credente, ha deciso di lasciare Montgomery, Alabama, e portare la famiglia a ovest, destinazione California, con la speranza di assistere alla Seconda Venuta e nel tragitto convertire quante più anime possibile. In compagnia di una madre rassegnata e una sorella adolescente (ribelle e segretamente incinta), Jess si confronta con i non credenti che incontra lungo la via, nei fast food, in diner polverosi dove il tempo sembra essersi fermato, in stazioni di servizio semideserte, in squallidi motel, sviluppando di riflesso una comprensione sempre maggiore di se stessa. Via via che si avvicina il Giorno del Giudizio, però, Jess scopre di non temerlo quanto pensava: la gravidanza segreta della sorella e il rapporto sempre meno saldo che lega i genitori incombono all’orizzonte con un’aria molto più minacciosa. In questo brillante debutto dai toni taglienti, le ansie adolescenziali e l’ardore evangelico seguono Jess nel suo pellegrinaggio attraverso un’America che sembra essere solo deserto, asfalto e cielo senza fine. Con sensibilità e finezza, Mary Miller reinventa il classico romanzo on the road, ravvivandone la tradizione e raccontando i disagi, le ingenuità e gli onnipresenti dubbi degli adolescenti, per i quali la fine del mondo sembra sempre a un passo e le illusioni sono indispensabili per proteggersi da ciò che non si è in grado di controllare.

"The last days of California" di Mary Miller, Edizioni Clichy, 250 pagine 
 

"Non conosco il tuo nome" di Joshua Ferris

Un libro meraviglioso! Toccante e profondo. Forte come un pugno nello stomaco, ma necessario.

Tim è un uomo giovane e attraente, e il passare degli anni sembra avergli donato il fascino luminoso e intenso di un attore di teatro. La moglie Jane conserva intatto il suo amore per lui, e attraverso le piccole difficoltà di ogni giorno il loro matrimonio ha acquisito la forza di un vero legame, complice e sentimentale. Nonostante le lunghe ore passate in ufficio, Tim lavora con passione. È socio di un autorevole studio legale di Manhattan, e ciò che fa è importante per i colleghi e per se stesso. A casa, quando la figlia Becka si nasconde dietro la sua chitarra, con i capelli da rasta e un corpo che non ha ancora superato le rotondità paffute dell'infanzia, Tim riesce sempre a donarle le bugie oneste di un padre, convinto che la figlia sia la ragazza più bella del mondo. Tim ama sua moglie, la propria famiglia, il lavoro, la sua casa. Ma un giorno Tim si alza ed esce. Esce dalla casa, dalla famiglia, dall'ufficio, dalla calda dimora degli affetti, dell'amore, della sicurezza. Esce e inizia a camminare. Per non fermarsi mai più. La sua è una malattia che lo spinge a mettersi in marcia senza potersi arrestare, perdendosi nei meandri della città, nelle periferie, nei sobborghi, nelle strade di campagna. Fino a quando, senza forze, come in trance, crolla e si addormenta. Per ritrovarsi privo di memoria in un luogo sconosciuto, e chiamare e implorare la moglie perché lo venga a recuperare. È una malattia senza nome, insinuante, che non lascia scampo.
 
"Non conosco il tuo nome" di Joshua Ferris, Neri Pozza, 350 pagine

"In un milione di piccoli pezzi" di James Frey

Un uomo di 23 anni si risveglia a bordo di un aereo in uno stato al confine tra la vita e la morte, in seguito a una sequenza di abusi di alcol e droghe. La famiglia, sbalordita e disperata, lo accoglie all'aeroporto di Chicago per trasferirlo in una clinica di riabilitazione del Minnesota. Qui, dopo una prima visita, un medico gli garantisce che morirà nel giro di pochi giorni se ricomincia a bere. Qui, Frey passerà due mesi spaventosi per disintossicarsi e confrontarsi con la furia interiore che da anni lo spinge a distruggersi. E soprattutto si troverà a dover fare una scelta: accettare di non vedere mai i suoi 24 anni oppure raccogliere i rottami della propria vita e agire. Il libro riporta la testimonianza di dura e sconvolgente di James Frey.
 
"In un milione di piccoli pezzi" di James Frey, TEA, 459 pagine

"Adulterio" di Paulo Coelho

"È meglio non vivere piuttosto che non amare."

Linda ha 31 anni e, agli occhi di tutti, la sua vita è perfetta: vive in Svizzera, uno dei paesi più sicuri del mondo, ha un matrimonio solido e stabile, un marito molto affettuoso, figli dolci e educati, e un lavoro da giornalista di cui non si può lamentare. Ma d'un tratto inizia a mettere in dubbio questa sua quotidianità, la prevedibilità dei suoi giorni. Non riesce più a sopportare lo sforzo che le richiede fingere di essere felice. Tutto questo cambia quando incontra per caso un suo innamorato degli anni dell'adolescenza: Jacob. È diventato un politico di successo e, durante un'intervista, finisce per risvegliare un sentimento che la donna non provava da ormai troppo tempo: la passione. Ora Linda sarà disposta a tutto per conquistare quell'amore impossibile, e dovrà esplorare fino in fondo tutte le emozioni umane per poter poi trovare la redenzione.
 
"Adulterio" di Paulo Coelho, Bompiani, 265 pagine
 

"Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson

Allan Karlsson compie cento anni e per l'occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un'altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell'unico luogo dove la megera direttrice dell'istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell'attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l'attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all'ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l'allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l'arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino.

"Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" di Jonas Jonasson, Bompiani, 446 pagine
 

"Il nostro nido d'amore" di Kate Forster

Willow Carruthers è una donna di successo: attrice di fama, è considerata un'icona di stile e ha persino vinto un Oscar. Ma ora sta attraversando un momento davvero difficile: ha scoperto che suo marito la tradisce. E per di più è in bancarotta: da un momento all'altro la sua casa sarà pignorata e lei finirà in strada con i suoi tre figli. Anche Kitty, la tata, è disperata. Se perde il lavoro non saprà proprio cosa fare. Per fortuna lei e suo fratello hanno ereditato una casa di campagna vicino Bristol: Middlemist House. È una cascina vecchia e decrepita, ma lì le due donne potranno finalmente trovare un po' di tranquillità e ovviare per qualche tempo ai problemi finanziari. E così Kitty, Willow e i bambini lasciano Los Angeles per trasferirsi nelle campagne inglesi. Ma il loro isolamento durerà ben poco. L'improvviso ritorno dell'affascinante Merritt, fratello di Kitty, e l'arrivo di una troupe cinematografica per filmare una nuova serie ambientata a Middlemist House, riporterà nella loro vita la giusta dose di sesso, scandali peccaminosi e appassionanti intrighi.
 
"Il nostro nido d'amore" di Kate Forster, Newton Compton, 336 pagine