14 -December -2018 - 02:59

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Recensione "Tenero & violento" di Adam Thirlwell



"Tenero& violento" ha uno stile di scrittura unico, i personaggi sono grotteschi, tormentati, a volte ripugnanti, uomini che provano vergogna e tanta paura.
Il protagonista del libro di Thirlwell è un tipo anormale, si droga, si comporta a volte come un "mostro" e l'autore lo descrive superando il realismo, il modernismo tipico di grandi autori come Burroughs o Faulkner, ma è un mostro con una morale. E la sua mostruosità non è il fatto che sia un tipo con un senso morale, bensì che questi due attributi contraddittori siano uniti nel pensiero e nelle azioni che vengono narrate nel romanzo: agisce comunque in ciò che sa essere sbagliato e allo stesso tempo è pentito di quell'azione in modo sincero. Ciò che viene affermato è, allo stesso tempo, negato o contraddetto, solo gli opposti catturano la realtà del romanzo, come se la nostra moralità fosse anche la nostra immoralità.
Thirlwell riesce bene a far passare il suo messaggio morale, e se vogliamo anche politico, attraverso le pagine del libro: noi che vivono in una società contemporanea, occidentale, liberale e siamo onesti con noi stessi (ammesso che ciò sia possibile) possiamo renderci conto che siamo tutti dei mostri morali. Sappiamo ciò che è giusto ma nonostante ciò continuiamo a fare ciò che è sbagliato: lo sfruttamento e l'oppressione degli altri ne sono l'esempio lampante e lo attuiamo in modo singolo e collettivo, povertà in mezzo all'abbondanza, guerra perpetua per la pace perpetua ecc. 
Ma il "tenero" (o "cute" nella versione originale del titolo) si contrappone al "violento" ("lurid") perché il protagonista, come molti di noi, è tenero a immaginare e riconoscere la sofferenza degli altri, ma è violento nel mettere i propri interessi e piaceri prima degli altri. Avere coscienza e morale è facile, tutti nasciamo e veniamo educati a sviluppare queste caratteristiche, ma è altrettanto facile ignorarle. Come dice Thirlwell, questo è lo stato "triste" delle cose e "tristemente" questo è il solo modo in cui vanno le cose. Oppure no? 

"Tenero & violento" di Adam Thirlwell, Guanda Editore, 362 pagine

Recensione "Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas



Solitamente si è portati a ricercare, nelle prime pagine di un libro, la trama, il filo conduttore da seguire per tutta la durata del romanzo, i personaggi ricorrenti, il loro carattere, il loro viaggio. Beh, non aspettatevi questo da "Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas. Ecco, ora qualcuno di voi a questo punto penserà che il libro non sia un buon libro e che risulti farraginoso o di difficile lettura. In realtà questo romanzo è un inno all'amore, sull'amore inteso nel senso più ampio del termine. I temi fondamentali in queste pagine sono la vita, l'amore ovviamente, quel sentimento che divora, attanaglia, fa male, dà forza, distrugge, che è tutto ed è niente allo stesso tempo, ma ti fa andare avanti e ti dà la forza per superare ciò che più ti fa paura nella vita. Questo libro sorprende, è un romanzo forte, che attacca deciso e non fa prigionieri, che ruba l’anima e la trasporta in un altro Universo, che non molla la presa fino all’ultima pagina. I personaggi (tanti) narrati nelle 400 pagine sono raccontati frugalmente, come note su un immenso spartito, a volte hanno nome ma a volte sono soltanto uno di noi, noi che ci ritroviamo in quelle parole e aspiriamo a quei sentimenti, alla forza di quei palpiti. Qualcuno potrebbe cogliere un principio di trama nella vicenda che lega i due amanti che si ritrovano dopo anni di lontananza, ma faccio fatica a rilegare a loro il ruolo di protagonisti della storia. L'Amore è il vero protagonista e le frasi che raggiungono quasi vette filosofiche accompagnano noi lettori verso il tumulto di emozioni che suscita e che vorresti non ti abbandonassero mai. L'unico modo per leggere questo libro è lasciandosi andare ad esso, alla sua poesia, facendo proprie le frasi lette, quei sentimenti così magistralmente descritti e quelle emozioni che troppo spesso, nella vita reale, diamo per scontate. Da rileggere, certo, anche da metà o dalla fine, non importa, lasciatevi catturare dalla vertigine dell'amore di Pedro Chagas Freitas.

"Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas, Garzanti Libri, 399 pagine

Recensione "Non siamo più noi stessi" di Matthew Thomas



«La mente è un mistero e così, il cuore. Con Non siamo più noi stessi Matthew Thomas ha scritto un capolavoro su entrambi. C’è tutto: come viviamo, come amiamo, come moriamo e come teniamo duro…» 
Joshua Ferris

Thomas ha impiegato dieci anni a scrivere questo romanzo e anche senza avere questa informazione prima di leggere il libro si intuisce che tra le pagine c'è stato un lavoro minuzioso e lungo, una costruzione dei personaggi curata nei dettagli, il loro carattere, le loro aspirazioni. Aspirazioni che ci portano verso il "sogno americano", quello della bella casa in un bel quartiere con un bel lavoro, ma affrontato con la capacità di un narratore di altri tempi, senza cadere nel banale, nel già visto e letto. Eileen, la protagonista del romanzo, è questo che vuole dalla vita, per se stessa e per la propria famiglia, pagina dopo pagina continui a chiederti cosa sia disposta a fare per raggiungere quel sogno, se riuscirà a farcela da sola o qualcuno verrà in suo aiuto. "Non siamo più noi stessi", per fortuna titolo tradotto fedelmente dall'originale "We are not ourself", è un libro di 733 pagine, le ultime 400 lette (personalmente) in una sola giornata, e quando lo finisci senti quel vuoto triste e solitario tipico dei libri che lasciano il segno, che vorresti fossero di un numero indefinito di pagine, che ti raccontassero quello che manca tra le righe, quello che manca dopo la fine. Personaggi ben costruiti, ti ci affezioni nonostante a volte facciano degli errori madornali, pagine in cui ti chiedi: "Ma cosa diavolo sta facendo, perché si comporta così?!" Ha una grande capacità, l'autore, di trasmettere le emozioni attraverso le parole semplici, non c'è niente di aulico nelle sue pagine, ma non per questo il suo stile descrittivo è mai banale o prolisso né tantomeno semplicistico. Le 733 pagine sono tutte necessarie, lo spaccato è quello di una famiglia newyorkese che fa fronte alle belle e terribili prove che la vita mette loro davanti, con vigore, coraggio e spirito di sopravvivenza. Un libro onesto, una saga familiare forse tra le migliori degli ultimi dieci anni. "Empatia" è la parola chiave di questo romanzo, l'emozione più forte che proverete leggendolo.

"Non siamo più noi stessi" di Matthew Thomas, Neri Pozza, 606 pagine

"Gli anni della leggerezza. La saga dei Cazalet" di Elizabeth J. Howard

È l'estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna per trascorrervi le vacanze. È un mondo dalle atmosfere d'altri tempi, quello dei Cazalet, dove tutto avviene secondo rituali precisi e codici che il tempo ha reso immutabili, dove i domestici servono il tè a letto al mattino, e a cena si va in abito da sera. Ma sotto la rigida morale vittoriana, incarnata appieno dai due capostipiti affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, si avverte che qualcosa sta cominciando a cambiare. Ed ecco svelata, come attraverso un microscopio, la verità sulle dinamiche di coppia fra i figli e le relative consorti. L'affascinante Edward si concede svariate amanti mentre la moglie Villy si lacera nel sospetto e nella noia; Hugh, che porta ancora i segni della grande guerra, forma con la moglie Sybil una coppia perfetta, salvo il fatto che non abbiano idea l'uno dei desideri dell'altra; Rupert, pittore mancato e vedovo, si è risposato con Zoe, un'attrice bellissima e frivola che fatica a calarsi nei panni della madre di famiglia; infine Rachel, devota alla cura dei genitori, che non si è mai sposata per un motivo ben preciso. E poi ci sono i nipoti, descritti mirabilmente nei loro giochi, nelle loro gelosie e nei loro sogni, in modo sottile e mai condiscendente, dalle ingenuità infantili alle inquietudini adolescenziali. Ma c'è anche il mondo fuori...

"Gli anni della leggerezza. La saga dei Cazalet" di Elizabeth J. Howard, Fazi Editore, 606 pagine



"Io non ti conosco" di S. J. Watson

Da quando sua sorella Kate è morta, aggredita a Parigi da uno sconosciuto, la vita di Julia Plummer non è più la stessa: la stabilità che si era conquistata è in pericolo, e lei sente il richiamo del suo vecchio insidioso nemico, l'alcol. L'unica persona con cui Julia può parlare di Kate è Anna, la coinquilina di Parigi, la persona che forse conosceva Kate meglio di tutti. È lei a confidarle una cosa che nessuno sa: Kate si divertiva a vivere mille vite. Andava on-line fingendosi una persona diversa ogni volta, conosceva uomini, li incontrava. Così, Julia non resiste alla tentazione e, usando le credenziali della sorella, decide di provarci anche lei, e vivere per una volta la vita, almeno quella virtuale, di Kate, per capire cosa può esserle successo. È così che, protetta dal nome falso di Jayne, Julia contatta Lukas, uno degli ultimi amanti di sua sorella. All'inizio, lo tratta con sospetto, poi pian piano tra i due nasce qualcosa che Julia scambia per amore. Finché, quando Lukas comincia a cambiare, Julia sarà costretta a domandarsi se le mani che adesso la toccano, con dolcezza ma anche con violenza, non siano le stesse che hanno fatto del male a sua sorella...

"Io non ti conosco" di S. J. Watson, Piemme, 447 pagine



"Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas

L’amore arriva quando smettiamo di essere perfetti.

Ti ho amato prima di saperlo e forse è solo così che si ama.

Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio, annoiato come ogni lunedì mattina. Improvvisamente si volta e lei è lì, di fronte a lui. Gli occhi carichi di stupore e l’imbarazzo tradito dal tremito della dita che afferrano la borsa. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Senza una spiegazione, senza un perché, se n’è andato spezzandole il cuore. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la percuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto. Quante volte ci siamo chiesti com’era l’amore da cui siamo nati? Come si è sentito nostro padre la prima volta che ci ha tenuto in braccio? L’emozione più grande è quella di ritrovare quello che si è perso e amarlo di nuovo, come se fosse la prima volta. Prometto di sbagliare è un fenomeno editoriale senza paragoni. Appena uscito ha conquistato la vetta di tutte le classifiche bestseller, rimanendo per mesi ai primi posti. È stato venduto in tutto il mondo dopo aste agguerrite. La rete è invasa di commenti e migliaia di fan l’hanno eletto libro dell’anno. Perché l’amore ci spezza, l’amore ci stordisce, l’amore ci fa sentire immortali e subito dopo inermi e senza forze. Ma il suo potere più grande è quello di farci sentire liberi. Questo è l’amore che con un sussurro parla direttamente alla nostra anima.
A questo link il booktrailer.

"Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas, Garzanti Libri, 399 pagine