26 -May -2019 - 23:25

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"Il confine del paradiso" di Esmé Weijun Wang

Per i Nowak, proprietari di una celebre fabbrica di pianoforti nella Brooklyn del dopoguerra, il sogno americano sembra essersi realizzato. Hanno un solo problema: David, il loro unico figlio. Bello e timido, sin dall'infanzia deve fare i conti con le proprie nevrosi. Se non fosse per Marianne, suo primo grande amore, la vita gli risulterebbe intollerabile. Alla morte del padre David vende l'azienda e, quando anche il rapporto con Marianne diventa impossibile, inizia a viaggiare per il mondo. A Taiwan, l'incontro con Daisy, l'affascinante figlia della proprietaria di un bordello, segna un punto di svolta. Assieme tornano negli Stati Uniti e comprano una casa nei boschi della California, dove conducono una vita maniacalmente isolata con il loro figlio William. Ma la salute mentale di David continua a peggiorare e la nascita della piccola Gillian darà il via a un tragico corso di eventi che si rivelerà fatale per più di un membro della famiglia. Facendo ricorso a un suggestivo espediente narrativo (ogni capitolo è narrato da un diverso protagonista), "Il confine del paradiso", romanzo d'esordio di Esmé Weijun Wang, ci racconta le varie forme che può assumere la malattia mentale - di cui la stessa autrice soffre -, restituendoci un ritratto di famiglia che lascia sconvolti e turbati, ma anche incredibilmente affascinati.

"Il confine del paradiso" di Esmé Weijun Wang, 414 pagine, Lindau

Incipit "Danze di guerra" di Sherman Alexie

"Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway

"Sono sempre io" di Joyo Moyes

Lou Clark sa tante cose... Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell'Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra. Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L'ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora. Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato... Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.

"Sono sempre io" di Joyo Moyes, 440 pagine, Mondadori

"Le nostre anime di notte" di Kent Haruf

È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto. Dopo la Trilogia della Pianura, Le nostre anime di notte è il sigillo perfetto all’opera di Kent Haruf, uno dei più grandi interpreti della letteratura americana contemporanea.

"Le nostre anime di notte" di Kent Haruf, 171 pagine, NN Editore

Recensione: "Papi" di Rita Indiana

È il mio secondo libri di NN Editore, dopo Kent Haruf, e comincio ad apprezzare sia la veste grafica sia la qualità dei testi scelti da questa casa editrice.
Come posso parlare di “Papi”. Beh, non è facile e il motivo si può già ricercare nella nota critica presente nell’aletta del libro: non dice niente, non racconta niente, sembra un libro senza senso e senza trama.
Quindi cos’è “Papi”?
“Papi” non può essere raccontato, posso scrivere dieci pagine senza necessariamente dirvi niente della trama.
Ma c’è una trama?

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