19 -August -2019 - 22:45

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Recensione "Il ladro di voci" di Jacob Rubin

È raro che un uovo autore riesca a catturare l'attenzione dei lettori nel modo in cui c'è riuscito Jacob Rubin con il suo "Il ladro di voci" ("The Poser"). Ci riesce con lo spirito, l'immaginazione e la prosa tipica di alcuni scrittori classici, american e non. Il suo stile narrativo fa ben sperare per una nuova generazione di artisti, perché la storia ha un grande carattere e una spiccata profondità.
Il protagonista si chiama Giovanni Bernini ed è buffo, ma allo stesso tempo evocativo, che abbia utilizzato questo preciso cognome, che ricorda il celebre pittore e scultore Gian Lorenzo Bernini. Possiamo dire che (senza in alcun modo fare paragoni, ovviamente) entrambi dipingono e scolpiscono, l'uno personaggi e situazioni e anime e l'altro tele e statue e colonnati. Il Bernini di Rubin è un intrattenitore nato, sin dalla nascita fa performance casalinghe di fronte alla mamma e tra i banchi di scuola e si presenta come un anti-eroe nel senso più ampio del termine. È un imitatore, ma questa parola racchiude così poco del personaggio, la sua arte va al di là della semplice imitazione della voce o della postura di certi personaggi famosi, lui non imita attori o donne di spettacolo. Lui imita me, imita noi, lui è noi. È così umano che non riesce a esprimere la sua umanità, se non attraverso la sua arte.
Ma chi è realmente Giovanni Bernini? La sua trasformazione avviene quando conosce Lucy Starlight, una bellissima ed enigmatica cantante che lo infiamma dentro, infiamma le pagine e da quel punto in poi lui e il libro non sono più gli stessi. 
Jacob Rubin indaga nella psiche di Giovanni e, più specificatamente, ci mostra quali trappole e insidie ci metta di fronte la psiche umana. Andiamo alla ricerca, con Rubin, della voce interiore di Giovanni, vorremmo aiutarlo a trovare se stesso in mezzo a tutte quelle persone che spettacolo dopo spettacolo impersona sui palchi che lo hanno reso famoso, ma che lo ha portato inevitabilmente a interrogarsi sull'essenza del suo vero "io". Riuscirà Giovanni a ritrovarsi o a conoscersi per la prima volta?
Un romanzo d'esordio fresco e travolgente, una narrazione pulita che vorremmo trovare spesso negli autori delle nuove generazioni. Da leggere e da consigliare.

"Il ladro di voci" di Jacob Rubin, Edizioni Clichy, 256 pagine. Trad. di L. Taiuti