26 -May -2019 - 23:04

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"Last days of California" di Mary Miller



A volte capita, ma solo a volte, di leggere un libro come se le parole fluissero fuori direttamente dalla propria testa. Come se qualcuno avesse scavato nel tuo subconscio e lo avesse trasformato in parole, in realtà. Poi ti sorprende, ogni tanto, e ti accorgi che stai sperimentando niente di meno che l’universalità dell’esperienza umana. Questo libro è un po’ tutto questo.
Mary Miller è alla sua prima pubblicazione “lunga”, abituata a scrivere racconti (e si nota dal suo stile di scrittura), si cimenta per la prima volta con un romanzo. E non poteva esordire in modo migliore.
La Miller ti catapulta all’interno di una macchina e all’inizio di un lungo viaggio destinazione California, attraverso il paese dall’Alabama (casa natale dei protagonisti), verso la Seconda Venuta del Signore e quindi verso la fine del mondo.
Il libro affronta tanti temi, la religione è solo uno dei tanti e preme sottolineare che NON è un libro religioso. Solitudine, rabbia, scoraggiamento, amore, amicizia, vergogna… tutti i sentimenti che ognuno di noi ha affrontato durante la crescita, sensazioni difficili anche da esprimersi a parole ma la Miller ci riesce. Eccome!
Si può direi che questo è un romanzo toccante di una giovane donna del sud fino al raggiungimento della maggiore età, in un viaggio con il padre cristiano evangelista, l’amara sorella incinta (ma nessuno lo sa, beve e fuma e non condivide la fede della famiglia) e la madre sofferente (il cui marito ha appena perso il lavoro, mentre mantiene il suo falso orgoglio, “Dobbiamo pensare alla nostra reputazione”). Lungo la strada incontra un angelo (“Gabe”) e un diavolo.
La scrittura è bella, che è il motivo per cui ho potuto correre le pagine, forse però inciampano un po’ alla fine, direi che è un “peccatuccio” che possiamo sorvolare, visto che è alla sua prima pubblicazione. Ho apprezzato ogni minuto che stavo leggendo, anche se, a volte, forse stavo apprezzando solo la bellezza della lingua.
Il bello di questo libro è la sua capacità di portarvi in quei momenti, quei precisi momenti che la protagonista, e voce narrante, Jess vive in questo viaggio familiare ma a volte così personale. Siamo nella mente di Jess, nei suoi dubbi, nelle sue paure, nelle sue speranze di una quindicenne che deve scoprire ancora moltissime cose nella vita, compreso il sesso, e se la Seconda Venuta veramente “avverrà” sarà costretta a rinunciarvi. I suoi pensieri e i dialoghi ci fanno capire quanto le persone siano inconoscibili fino in fondo, prima di tutto noi stessi.
Questo libro si ama. Ha un taglio oscuro, ha tante cose da dire sugli Stati Uniti, sulla società odierna ma soprattutto ha una marea di cose da dire sull’animo umano. Inoltre mette in prospettiva la nostra banalità che ci costringe a prendersi troppo sul serio. Il momento più incisivo, e tra i più importanti per Jess (che taccio, ovviamente), ci ricorda quanto tutto accada così velocemente, soprattutto quando si è giovani, come la vita sia breve, come a quindici anni sia tutto così, a volte, dannatamente difficile.
Insomma, Ms. Miller ha un dono per raccontare storie, in termini di prosa e rivelazione. Penso che abbia un futuro meravigliosamente luminoso.

Marco Palagi

"The last days of California" di Mary Miller, Edizioni Clichy, 250 pagine