14 -December -2018 - 01:50

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"Venezia-Dakar" di Elena Torta Silvestri

Gaia è una ragazzina di tredici anni, non molto soddisfatta del suo aspetto e un po' ingenua. Costretta a trascorrere l'estate con la nonna, nella sua casa a Torcello, poiché i genitori sono in un viaggio di lavoro dapprima si annoia molto, ben presto però inizia a fare nuove e interessanti conoscenze: il Musicista, un anziano ex-attore che ha scelto di ritirarsi nella piccola isola e Marco un bel ragazzo mulatto, in vacanza con la madre scrittrice. In seguito a un'escursione in laguna in compagnia di amici Gaia e Marco rinvengono sull'isoletta un piccolo scrigno, contente un anellino e un libricino, che reca la scritta Ossario seguita da una serie di numeri. Incuriositi i due ragazzi cercano di decifrare quello che pare un mistero intrigante ma innocuo. Invece, sarà solo l'inizio di una serie di avventure che, due anni dopo, trascinerà Gaia fino in Senegal, sulle tracce dell'amico improvvisamente scomparso dalla sua residenza di Dakar. Qui tra sciamani e promesse d'amore si consuma un colpo di scena dietro l'altro. Una bella storia in cui due giovani protagonisti si scontrano con le intemperanze del primo amore, la realtà quotidiana che è fatta anche di lontananza, di disagi, di incontri non sempre fortunati.

"Venezia-Dakar" di Elena Torta Silvestri, Giovane Holden Edizioni, 120 pagine

"Il Geranio Rosso" di Paola Gianoli Caregnato

Nell'immaginario collettivo Maria Antonietta, regina di Francia condannata alla ghigliottina nel 1793, è una donna frivola, egoista e superficiale; accusata di aver sperperato il denaro del proprio paese, già fortemente in crisi economica: capro espiatorio per il popolo in rivolta; le vennero attribuite frasi celebri, falsi storici oggi riconosciuti. Ultima figlia di Maria Teresa d'Austria, fu promessa come sposa al nipote di Luigi XIV all'età di quattordici anni quando era ancora una bambina. La futura Delfina di Francia era immatura e ingenua quando arrivò a Versailles, incapace di affrontare un ambiente altezzoso e sofisticato come quello della corte Francia. Dovette fare i conti con usanze e consuetudini che talvolta la intimidivano, altre volte le lasciavano un gelido vuoto nell'anima. Paola Gianoli Caregnato scompagina l'immagine ufficiale di questa sfortunata regina e ricompone un dipinto più realistico che guarda oltre la semplice figura mondana e modaiola di Maria Antonietta; narra della crescita introspettiva della regina e la immagina scampata alla furia della ghigliottina grazie al complotto di pochi fedelissimi. Ecco dunque che Maria Antonietta il quattordici aprile del 1801 è ancora viva e si trova in Belgio.

"Il Geranio Rosso" di Paola Gianoli Caregnato, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"Il quaderno di Jo" di Barbara Giorgi

Guendalina Ginevra Orchidea o meglio Jo, come ha deciso di farsi chiamare in onore della più combattiva delle sorelle March, protagonista del romanzo Piccole donne di Louisa May Alcott, è una quarantenne in crisi con se stessa. La monotonia di una vita che scorre tra le piccole grandi incombenze quotidiane - un marito, due figli, una casa da gestire, un'amica del cuore, una sorella e un fratello - si sgretola alla morte della madre, destabilizzando un già fragile e solo apparente equilibrio. La solitudine la avvolge in una tela di sensazioni e rumori indistinti. Jo decide, allora, di affidare i suoi pensieri a un quaderno. In copertina un gatto nero che tanto somiglia alla sua Ipazia, fedele compagna rinvenuta ai margini di un cassonetto con le zampe legate, e che le pare un segno del destino. Mettere nero su bianco i pensieri per Jo significa riordinare tassello dopo tassello il suo vissuto, fare i conti con un antico dolore e trovare la forza di guardare oltre l'abisso. Barbara Giorgi presta la sua voce a un personaggio femminile che parla all'anima delle donne, con dignità e intima sofferenza, di una violenza che segna una vita per sempre.

"Il quaderno di Jo" di Barbara Giorgi, Giovane Holden Edizioni, 104 pagine

"Dark ice" di Vittoria Silviana Iorio

In una Philadelphia notturna e disinibita, i coniugi Hill, Michelle psicologa e Alexander imprenditore, vivono un'esistenza apparentemente felice passando da un successo mondano all'altro. In realtà i loro rapporti sono tesi e rischiano di rompersi definitivamente quando in città fa ritorno l'ex di Michelle, Cristian Ghilbert, con l'attuale fidanzata. Ghilbert e Hill nutrono vecchi rancori e Michelle è una pedina nella sfida tra i due uomini. Sebbene prossimo alle nozze, Ghilbert è ancora molto attratto dalla ex compagna, attrazione ricambiata dalla giovane che non esita a intrecciare con lui una nuova relazione. Ma i giochi si fanno complessi, perché il rapporto tra i coniugi Hill è fatto anche di tradimenti plateali e Alexander seduce la promessa sposa dell'amante della moglie, Denise. Il gioco si interrompe proprio con l'omicidio di Denise, di cui parrebbe essere responsabile un motociclista visto fuggire dal luogo del delitto a bordo di una moto nera. Il commissario Wollace, incaricato delle indagini, fa i conti con l'attrazione per la sensuale e scaltra Michelle e i sospetti sugli stessi coniugi Hill, possibili omicidi e forse complici. Alexander e Michelle in questo difficile frangente possono contare sul sostegno di un giovane e affascinante avvocato, Dominic Hughes. Quando la situazione pare avviarsi alla sua naturale conclusione, le carte si sparigliano e nessuno si rivela per quello che dice di essere. Un gioco di specchi, una scrittrice che abilmente manipola gli indizi disseminati lungo il percorso di una storia la cui protagonista si impone per la personalità fragile e complessa a un tempo, una donna che utilizza il sesso per gestire il progetto di una vita futura accanto all'uomo che ama.

"Dark ice" di Vittoria Silviana Iorio, Giovane Holden Edizioni, 224 pagine

"Imperfetti" di Matteo Tripepi

Due vicende parallele, apparentemente disconnesse tra loro. Una lirica precede ogni coppia di capitoli. Una struttura narrativa che procede su doppio binario, a tratti spiazzante. La prima vicenda è incentrata sull'efferato omicidio di due fidanzati, Ashley Boots e Luke Kirsten, avvenuto in una piccola cittadina. A indagare è chiamato il commissario Hoffman che sarà affiancato da una squadra volenterosa ma inesperta. La seconda vicenda ha come protagonista il giovane Jeff Kavrak, che si risveglia una mattina insanguinato e senza memoria di quanto accaduto. Consapevole del problema imputabile all'amnesia, tenta comunque di ritornare a vivere normalmente con l'aiuto dei suoi amici, con i quali ha formato da anni una band, e di Christopher Horn. Questi è un vecchio professore ormai caduto in disgrazia, a causa di guai con la giustizia, che gira per il paese raccontando strambe storie sulla sua vita. Riuscirà Jeff, stordito dalle apparizioni in sogno di un bambino con i lineamenti nordici e da eventi imprevisti, a ritrovare se stesso e a ricordare? Qual è il mistero che accomuna le due storie? Qual è la connessione? E ancora, c'è davvero una connessione? Il commissario Hoffman si ritrova alle prese con un groviglio di sospetti, tradimenti, rancori e motivi di risentimento passati e presenti; attraverso lande inesplorate del cuore umano la narrazione incalza e il lettore viene trascinato dalla suspence.

"Imperfetti" di Matteo Tripepi, Giovane Holden Edizioni, 360 pagine

"L'innocenza del germoglio" di Irene Paoluzzi

Greta, quarantenne di origine toscana trapiantata a Milano, in seguito alla morte del padre, torna in Maremma, ospite nella tenuta di proprietà della famiglia. Nei luoghi in cui il genitore, mosso da un viscerale amore per la terra, aveva trascorso tutta la sua vita il senso di perdita si acuisce e, nell'attesa del funerale, Greta è costretta a confrontarsi con la dignitosa sofferenza della nonna paterna e con l'indifferenza della madre. Tre generazioni di donne che silenziosamente, e ognuna a modo proprio, saranno costrette a fare i conti con il passato. La scoperta di un evento traumatico accaduto prima della sua nascita segna profondamente Greta inducendola a mettere in discussione la sua stessa esistenza. Nel suo romanzo di esordio, Irene Paoluzzi tesse una storia a tratti claustrofobica, in cui vittime e carnefici mescolano il proprio sangue ai sogni e alle speranze della giovinezza. L'autrice riserva un'attenzione melanconica e sofferta ai suoi personaggi, soprattutto a quelli femminili, e ne esplora con pacatezza e stile lineare le emozioni cristallizzando nel tempo quel senso di lontananza da sé e dagli eventi che inevitabilmente provoca un dolore troppo grande.

"L'innocenza del germoglio" di Irene Paoluzzi, Giovane Holden Edizioni, 272 pagine