14 -December -2018 - 02:04

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Recensione "Quando tramonta il sole" di Aaron Farina

Marcello è un giovane uomo nato e vissuto in una bellissima, quanto ipotetica città di mare, che non si fatica ad identificare con l’amata Viareggio, in cui vive il giovane autore Aaron Farina.
Un romanzo intriso di passione per il mare, per la sua città e per i luoghi a lui familiari che suscitano nel protagonista sensazioni di benessere e di pace, quando sul molo, appoggiato ad uno scoglio, vede tramontare il sole. Cogliere il momento in cui il sole si eclissa nel mare significa fermare per un istante il tempo pensando a se stesso, ai suoi affetti, ai suoi ideali e alla vita che scorre inesorabile e non può far nulla per fermare. Solo quell’attimo ha la forza di regalare una tregua ai suoi affanni, alle sue incertezze, ai dubbi che tormentano questo giovane nel suo percorso di crescita morale e spirituale. A seconda degli stati d’animo il tramonto incarna il trapasso dalla luce amica del giorno al buio ostile delle tenebre, dalla speranza di un mondo migliore fondato su giustizia e onestà, alla delusione per gli ideali traditi e le certezze dissolte dal precipitare degli eventi, come la brezza marina che disperde minuscoli granelli di sabbia nel vento facendo assaporare solo il sale degli schizzi delle onde sul viso. Da questo quadro idilliaco fatto di buoni sentimenti, dall’amore per Sofie, alla soddisfazione per aver saputo migliorare il proprio tenore di vita culminato con la carriera di scrittore e cronista, dopo essersi lasciato alle spalle un passato infelice di miseria e umiliazioni, inizia il viaggio.
Lo scoppio della guerra, evento improvviso e catastrofico, ha un effetto dirompente nella vita del protagonista facendo emergere in lui, con tutta la sua forza il desiderio di conoscere mondi nuovi, di capire le cause che hanno provocato un tale drammatico avvenimento e cominciare a porsi molte domande, fino a quel momento sopite, su cosa sia giusto o sbagliato e in quali ideali credere per rendere migliore la società che lui vede corrotta e condannata alla distruzione. Non esita a partire volontario, in missioni di inviato speciale del suo giornale tra le truppe al fronte, fino ad arrivare a conoscere l’orrenda realtà della prima linea di fuoco, dove giovani ragazzi cadono come mosche sotto i colpi di mortaio.

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"Il bambino delle fate" di Annalinda Buffetti

Il romanzo, seconda parte della trilogia iniziata con "Il finocchio selvatico sa d'anice", ripropone le avventure dei Castiglioni dal Fiume, che alla fine delle Seconda guerra mondiale avevano lasciato Livorno per trovare rifugio in Brianza. Sono trascorsi quattro anni. La loro vita, in apparenza tranquilla e serena, scorre tra i mille guai della normalità quotidiana e alterna momenti esaltanti ad amare disillusioni. Eugenia e Rodolfo, attirati dalla prospettiva di un ritorno definitivo in Toscana, vanno a Livorno, ma trovano la città ancora devastata della guerra e alla fine, per una serie di imprevedibili circostanze, sono costretti a una fuga precipitosa. Anche al paese si sono complicate le cose: la Penerona, un tempo moglie dispotica di Aimone, è alla ricerca dei fantasmi del suo passato e sprofonda nella pazzia. Eugenia si scontra con la dura realtà: non c'è posto per suo figlio Augustino alla scuola del paese. Ma la caparbietà di Rosa, diventata maestra, e la scoperta che il bambino ha delle capacità insospettate capovolgeranno la situazione. Intanto nuove scoperte gettano luce su vecchie vicende: cosa è successo ad Aimone quattro anni prima? Le storie degli adulti sfiorano, senza toccarlo, il mondo parallelo in cui si muovono i due bambini: Augustino e Federica. Solo il nonno possiede la chiave per entrare nell'universo segreto e, con delicatezza, cerca di costruire un ponte per avvicinare il nipotino autistico alla realtà.

"Il bambino delle fate" di Annalinda Buffetti, Giovane Holden Edizioni, 208 pagine

"I giocatori invisibili" di Irene Giuffrida

L'affascinante Guido, modello e aspirante scrittore, cultore di filosofia e inquieto bisessuale, viene ritrovato morto sul retro del Casinò più celebre di Torino, città in cui si trovava per un convegno insieme all'amante. Il Commissario Saverio Strano, di origini siciliane, è chiamato a risolvere il caso, insieme a Viola, collega alle prime armi, di cui inevitabilmente è destinato a innamorarsi nel corso delle indagini. Indagherà così le più strette e recenti frequentazioni di Guido, tra cui Alessio Severi, il noto pittore dalla dubbia moralità che lo ritraeva per lavoro, e lo stuolo di donne che usava sedurre e abbandonare, per lenire con incontri occasionali la sua sofferenza psicologica. Guido è un giocatore invisibile, un uomo che vive la sua esistenza con una distanza di sicurezza. Il commissario troverà in hotel, insieme a droghe e psicofarmaci che alteravano di certo la visione della realtà di Guido, anche un romanzo scritto di suo pugno Il mondo secondo Guido, in cui viene narrata l'intera sua vicenda biografica, la sua spiccata sensitività, l'amore per l'Arte, l'incontro con la misteriosa Morgana, a suo dire la propria anima sgusciata via dal corpo, le violenze domestiche subìte da ragazzo e il patto d'infedeltà firmato con l'amante. Attraverso una ricostruzione dell'esistenza di Guido il commissario ripercorrerà, come in un gioco di specchi, parte della sua stessa esistenza, e giungerà infine alla soluzione di un enigma.

"I giocatori invisibili" di Irene Giuffrida, Giovane Holden Edizioni, 208 pagine

"Le anime piacevoli" di Rodolfo Piangatelli

La storia per molti versi autobiografica si può dividere in due parti, una vissuta in cliniche psichiatriche, l'altra in un piccolo paese di provincia. Un uomo conosce una donna grazie a una chat e se ne innamora perdutamente. Lei vuole incontrarlo ma lui sa di essere brutto e rimanda l'appuntamento. L'uomo è troppo innamorato e impazzisce o meglio diventa folle d'amore. Un TSO, e inizia per il protagonista un calvario fatto di Ospedali psichiatrici, Cliniche e Strutture Riabilitative. Conosce l'inferno nel quale vivono segregati i malati di mente. L'uomo porta sempre con sé un notebook grazie al quale continua a chattare con la sua donna perché a dispetto di ogni avversa circostanza, di nuove conoscenze, degli amici, delle tentazioni è lei la sua anima piacevole, la persona che ama oltre ogni cosa: quell'unico essere al mondo che dà un senso alla vita. Riuscirà il protagonista a lasciarsi alle spalle il peso della propria bruttezza? Il senso opprimente di vuoto in cui la depressione lo catapulta nonostante tutto? Ma soprattutto e ancora, sarà lui l'anima piacevole della sua lei?

"Le anime piacevoli" di Rodolfo Piangatelli, Giovane Holden Edizioni, 160 pagine

"Il farmacista di Ilhéus" di Vincenzo Celano

La incrociai per caso lontano da qui, dall’altra parte del lago... Ebbi la sensazione, già prima di avvicinarla, che la sua gonna scarlatta, che le fasciava i fianchi ben torniti, e l’ampia camicetta di un bianco splendente lanciassero un messaggio a me indirizzato. Mi comunicavano un anticipo della sensualità e del candore che abitavano in quella donna. Rimasi incantato a guardarla. I capelli raccolti, bassi sulla nuca, lasciavano bene in evidenza, come per contrasto, il davanti del suo collo longilineo armonizzato con un viso appena segnato da qualche accenno di rughe che attestavano una bellezza arrivata a compimento.

È la storia tormentata di un uomo che, a un certo punto della sua giovinezza, fugge dal paese, dove la sua anomalia sessuale è stata accidentalmente scoperta nel corso della gara degli sticchiaruli (corsa di ragazzi nudi) e dove la sua natura di diverso gli impedisce di vivere una vita normale. Imbarcatosi clandestino su un piroscafo diretto in Brasile, arriva a Ilhéus, dove fa il tagliatore di canna da zucchero. Dopo vicissitudini varie, diventa ragazzo di bottega nella farmacia all'aperto del dottor Ruggiero Pace, don Rogerio per i clienti che la frequentano. Alla morte del farmacista, l'ex tagliatore è la reincarnazione perfetta del titolare e per i clienti continuerà a essere solo e semplicemente don Rogerio. Tuttavia, a causa della sua diversità anche là venuta alla luce, improvvisamente conosce un amaro degradante destino, che trascina la sua vita ai margini di una discarica nello stato di Bahia, dove per caso lo incontra Campoleone, un pittore che è approdato oltreoceano spinto da un'ossessione giovanile a partire dall'Italia meridionale per studiare e ritrarre i policromi uccelli degli ambienti umidi del Pantanal e con l'ambizione di emulare i pittori fiamminghi. La curiosità di Campoleone fa venire a galla il passato rimosso del protagonista, ma la storia cruda dell'esistenza dello strano personaggio, a causa di un'oscura empatia, finisce per sconvolgere la vita, i propositi e la cifra artistica dello stesso pittore che l'ha riesumata.

"Il farmacista di Ilhéus" di Vincenzo Celano, Giovane Holden Edizioni, 88 pagine

"Cerebellare a chi?" di Emme T

Emme T è lo pseudonimo di una giovane donna che racconta in prima persona la scoperta e la successiva convivenza forzata con l'atassia cerebellare. Sì, perché cerebellare non è una parolaccia, ma solo una allegra condizione dell'essere che i medici chiamano, invece, sindrome patologica. È come se la persona con atassia cerebellare camminasse su una corda sottile rischiando ogni momento di cadere: ogni gesto di vita quotidiana rappresenta una sfida come lavarsi i denti, firmare un documento, prendere un caffè con un'amica. Persino il tempo diventa qualcosa di non misurabile, poiché le scansioni temporali non esistono, tutto è passato tutto è presente tutto è futuro. La protagonista, che prima della diagnosi ha avuto quasi tutto dalla vita, si impegna a far funzionare non disarticamente cioè in armonia i tanti pezzi del suo corpo e della sua vita, incontra e si scontra con un universo di persone che l'aiuteranno a diventare una donna diversa. Diversa, ma più consapevole della fragilità dell'esistenza, dei suoi ritmi e aperta alle esperienze, capace di goderne appieno senza riserve incurante di dover dare spiegazioni per il suo comportamento o per le sue scelte. Pronta, insomma, a sorridere in faccia a un destino apparentemente avverso o forse. Una narrazione semplice e lineare per una storia che ci invita a soffermarci e a riflettere che, magari, non proprio tutto il male viene per nuocere veramente.

"Cerebellare a chi?" di Emme T, Giovane Holden Edizioni, 64 pagine