14 -December -2018 - 02:55

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"Morbide impronte" di Anna Chiara Venturini

Marta, rimasta sola, nel corso di un sopralluogo nel sotterraneo di una scuola che il preside vuol trasformare in archivio comincia a osservare gli scaffali dove sono appoggiati di traverso faldoni pieni di vecchi documenti e pile di quotidiani ormai sbiaditi. Si accorge, nel frattempo, che dietro una scatola di cartone spunta un volumetto bianco con la copertina bordeaux: si tratta di un numero della selezione del Reader’s Digest, la stessa collana a cui anche suo padre era abbonato negli anni Sessanta. In famiglia erano in sette, cinque figli in dieci anni, papà Nanni medico e mamma Lilia casalinga. Oltre ai panini con la marmellata, i libri di favole, il Corriere dei PiccoliDiabolikTopolino, c’erano anche i numeri di questa pubblicazione. Apre il volumetto e ne legge il sommario, tra i racconti uno in particolare attira la sua attenzione “Che noia un medico in famiglia!”Così si siede sui gradini del seminterrato, sotto il neon, e comincia a leggere l’articolo sul medico e sulla sua famiglia. E quello che legge fa pattinare indietro i suoi ricordi: la scuola, le maestre, le penne bic, gli erbari e le ricerche fatte sfogliando l’enciclopedia Conoscere, le marmellate della tata Rosella che raccontava le avventure di Pirinpinpin mentre stirava, i pigiami riscaldati nelle sere d’inverno sulla stufa a kerosene, le gite al mare e le conchiglie, le estati in montagna, la prima comunione con il vestito da sposa, la macchina da scrivere a cui affidare il suo futuro di scrittrice, le straordinarie frittelle della mamma…
Una storia deliziosa, un inno alla famiglia e ai ricordi che come morbide impronte tracciano un sentiero fatto di immagini, luoghi ed emozioni.

"Morbide impronte" di Anna Chiara Venturini, Giovane Holden Edizioni, 160 pagine

"Il patto terapeutico" di Daniele Mangiola

Il protagonista si muove quasi fuori dal mondo reale, per rifugiarsi in una realtà parallela, in un dentro riflessivo, molto più vero delle vicende quotidiane che lui, quasi in uno stato allucinatorio, attraversa: in sintesi, gli eventi sono filtrati dal suo inconscio e il risultato di questa alchimia è il venir fuori della sua sincera realtà. Questo è il motivo che giustifica l'assenza di un ordine cronologico convenzionale. Il protagonista, un giovane avvocato, ha appena iniziato a seguire una terapia psicoanalitica quando viene informato che lo studio legale per cui lavora ha intenzione di mandarlo a Milano per uno stage della durata di qualche mese. Il terapeuta allora gli consiglia di tenere un diario sul quale appunterà tutto ciò che gli succede di modo che, una volta rientrato, sarà materiale su cui incardinare la ripresa delle sedute di psicoterapia: un diario che fungerà da trampolino per scandagliare al meglio le dinamiche mentali e comportamentali del paziente. Questo l'espediente letterario da cui si innesca la storia, che si presenta come una libera compilazione, una stesura senza censure né limiti, un luogo non luogo in cui prenderanno forma eventi, riflessioni, sogni, incontri, personaggi, fatti reali o più frequentemente eventi interiori: la vita interiore, infatti, prevale sulla vita vissuta in queste pagine, essendo un racconto di eventi psichici, di descrizioni degli effetti che la quotidianità produce dentro la personalità del protagonista.

"Il patto terapeutico" di Daniele Mangiola, Giovane Holden Edizioni, 280 pagine

"Ernesto e Bondìo" di Tiziana Angilletta

Sergio Accardi lavora come guardia notturna presso una società privata. Ha richiesto di svolgere le sue mansioni solo durante le ore notturne a causa di una forte fotosensibilità, che gli rende difficile esporsi alla luce del sole e lo obbliga a condurre una vita con pochi contatti sociali. Una notte, mentre si trova solo, piantonato davanti al deposito di un vecchio magazzino viene avvertito dai colleghi della centrale di alcuni movimenti sospetti all'interno dell'edificio, identificati dalle telecamere. È così che recatosi per scrupolo anche sul retro dell'edificio, tra l'erba umida della notte estiva, inciampa in qualcosa. Si tratta del corpo senza vita della giovane Alice Zamboni, poco più che adolescente. Da quel momento la vita del protagonista cambia. Avverte il bisogno di conoscere Alice, di scoprire la verità sulla sua morte. Decide così di condurre una sua personale indagine, parallela a quella ufficiale della polizia, nel corso della quale si imbatte nella migliore amica di Alice, Lara, anche lei in pericolo di vita che gli rivela i retroscena di un grosso giro di prostituzione minorile di alto borgo in cui entrambe erano rimaste coinvolte. Sergio, miracolosamente, inizia a tollerare la luce del giorno e ad apprezzarne l'esperienza ma allo stesso tempo si trova a dovere fronteggiare una insolita paura della notte, che lo costringe a prendere dei calmanti. Nel suo percorso verso la verità, Sergio dovrà confrontarsi con personaggi grotteschi e luoghi degradati fino a degradare e corrompere sé stesso.

"Ernesto e Bondìo" di Tiziana Angilletta, Giovane Holden Edizioni, 152 pagine

"Traditi e traditori" di Guglielmo Mariani

È l'8 aprile 1945, mancano alcune settimane alla fine del III Reich. Kristine riceve un messaggio da suo marito, generale delle SS di stanza in Polonia: lei e i loro tre figli devono salire in macchina e fuggire verso ovest fino a che non raggiungeranno la Baviera, invasa dagli americani. Attorno a loro è in atto la migrazione biblica di milioni di persone in fuga dall'Armata Rossa incalzante. Dopo tre notti all'addiaccio, sfiniti e affamati, i fuggitivi scoprono una casa disabitata nella foresta e lì finalmente possono recuperare le forze dimentichi del dramma che si svolge non distante da loro. Finché non irrompe nelle loro vite Vladislav anche lui in fuga, in realtà in missione per la Resistenza Polacca. Il giovane si unisce alla compagnia e, improvviso, nasce un amore impossibile, tumultuoso e contrastato per la differenza di età con Kristine e per il vissuto di entrambi. Non lontano, al di fuori della foresta, avvengono eventi drammatici mentre quattro eserciti si stanno dispiegando sul territorio tedesco sbaragliando quello che resta di uno degli eserciti più forti di tutti i tempi, in rotta rovinosa. L'incontro e la fuga dalla casa nel bosco sono caratterizzati da contrasti interiori e da colpi di scena che coinvolgono Kristine e Vladislav consci del fatto che il loro rapporto non possa andare oltre il contingente della fuga stessa. Il futuro riserverà ad ambedue sorprese che segneranno profondamente le loro vite.

"Traditi e traditori" di Guglielmo Mariani, Giovane Holden Edizioni, 184 pagine

"La forma dell'aria" di Annalinda Buffetti

Il romanzo, ambientato nel 1967 tra la Brianza lecchese e la Toscana, conclude la trilogia dedicata alla famiglia livornese Castiglioni dal Fiume. Personaggi vecchi e nuovi animano le storie di paese che fanno da sfondo alle vicende della famiglia, ormai affermata nel campo dell'industria calzaturiera e della pelletteria. Augustino, il bambino delle fate, diventato adulto, è riuscito a mettere a frutto la propria unicità nel lavoro al calzaturificio, ma è fortemente limitato dall'autismo nei rapporti con le persone. La famiglia ha creato intorno a lui un mondo sicuro e protetto e il nonno Amilcare e la sorella Federica cercano di guidarlo verso l'autonomia. La ragazza parte per Firenze con i nonni, per conoscere la famiglia del fidanzato, combattuta tra il senso del dovere verso Augustino e il desiderio di indipendenza e di affermazione personale. A casa, intanto, Eugenia deve affrontare da sola il ricovero improvviso di Rodolfo all'ospedale e la gestione delle due aziende. Le viene in aiuto Salvo, dipendente fedele, amico fraterno di Augustino e, da sempre, innamorato di Federica. In questo terzo capitolo della trilogia l'autrice riallaccia tutti i fili dipanati nei precedenti episodi e fa calare il sipario sulle vicende di una famiglia che unita ha saputo affrontare ogni difficoltà.

"La forma dell'aria" di Annalinda Buffetti, Giovane Holden Edizioni, 248 pagine

"Piotr e i treni" di Oscar Simonetti

Vi sono luoghi, dove la realtà è generata dai sogni di coloro che in quel luogo vivono. Reves, Drimmoli, Traumlich, Dulcimer sono alcuni di questi, uniti da una fratellanza che si rinnova due volte l'anno, in occasione dell'equinozio di primavera e di quello d'autunno, con una festa che dura parecchi giorni e che ognuno di essi ospita a turno. È durante un equinozio di primavera, a Dulcimer, che ha inizio questa storia. Su un palcoscenico visionario e immaginifico si muovono personaggi mistici: i suonatori di gocce, capaci di rendere liquide e musicali le emozioni; il Narratore, che un'antica leggenda vuole destinato a raccontare le vicende di quanto sta per accadere; la scogliluna, sorta di sciamana unita da un profondo legame alla terra; Piotr, un ragazzino che osserva i treni passare perché per poter andare qualcuno li deve guardare; e ancora la seminatrice di sogni, gli incantatori di ricordi, i danzatori temporali. Mentre fervono i preparativi per la festa, la seminatrice di sogni ha un oscuro presagio: un'ombra si sta addensando intorno, un'ombra pesante che minaccia di distruggere la serenità di Dulcimer. L'autore dipinge una Realtà del sogno, approdando a un finale, non scontato, in cui ribadisce, appunto, l'importanza che ha il sognare, anche, e soprattutto, in un mondo che sembra avere smarrito la capacità di farlo. Anzi, è proprio in un mondo del genere che il Sogno può evolversi, sino a trasformarsi nel più potente strumento che abbiamo per ridefinire la realtà.

"Piotr e i treni" di Oscar Simonetti, Giovane Holden Edizioni, 200 pagine