24 -February -2020 - 08:25

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Recensione "Quando tramonta il sole" di Aaron Farina

Marcello è un giovane uomo nato e vissuto in una bellissima, quanto ipotetica città di mare, che non si fatica ad identificare con l’amata Viareggio, in cui vive il giovane autore Aaron Farina.
Un romanzo intriso di passione per il mare, per la sua città e per i luoghi a lui familiari che suscitano nel protagonista sensazioni di benessere e di pace, quando sul molo, appoggiato ad uno scoglio, vede tramontare il sole. Cogliere il momento in cui il sole si eclissa nel mare significa fermare per un istante il tempo pensando a se stesso, ai suoi affetti, ai suoi ideali e alla vita che scorre inesorabile e non può far nulla per fermare. Solo quell’attimo ha la forza di regalare una tregua ai suoi affanni, alle sue incertezze, ai dubbi che tormentano questo giovane nel suo percorso di crescita morale e spirituale. A seconda degli stati d’animo il tramonto incarna il trapasso dalla luce amica del giorno al buio ostile delle tenebre, dalla speranza di un mondo migliore fondato su giustizia e onestà, alla delusione per gli ideali traditi e le certezze dissolte dal precipitare degli eventi, come la brezza marina che disperde minuscoli granelli di sabbia nel vento facendo assaporare solo il sale degli schizzi delle onde sul viso. Da questo quadro idilliaco fatto di buoni sentimenti, dall’amore per Sofie, alla soddisfazione per aver saputo migliorare il proprio tenore di vita culminato con la carriera di scrittore e cronista, dopo essersi lasciato alle spalle un passato infelice di miseria e umiliazioni, inizia il viaggio.
Lo scoppio della guerra, evento improvviso e catastrofico, ha un effetto dirompente nella vita del protagonista facendo emergere in lui, con tutta la sua forza il desiderio di conoscere mondi nuovi, di capire le cause che hanno provocato un tale drammatico avvenimento e cominciare a porsi molte domande, fino a quel momento sopite, su cosa sia giusto o sbagliato e in quali ideali credere per rendere migliore la società che lui vede corrotta e condannata alla distruzione. Non esita a partire volontario, in missioni di inviato speciale del suo giornale tra le truppe al fronte, fino ad arrivare a conoscere l’orrenda realtà della prima linea di fuoco, dove giovani ragazzi cadono come mosche sotto i colpi di mortaio.

Col tempo rinnega le proprie convinzioni del passato, basate sul principio che bisogna distruggere il presente per costruire un futuro migliore e sul disprezzo della povertà come fosse una malattia incurabile che colpisce solo i reietti della società. A mano a mano la mente di Marcello si libera dall’incertezza e la confusione, attraverso un travagliato processo di maturazione scandito dal dolore, dalla rabbia e dalla voglia di riscatto e si apre a pacate visioni con cui abbraccia una nuova identità di uomo maturo e consapevole. Impara a riconoscere le persone che veramente lo amano e lo rispettano da quelle che lo strumentalizzano in cerca di vantaggi personali e in preda a manie di protagonismo come il suo amico Antonio, conosciuto in caserma, che senza partecipare a nessuna azione in battaglia diventa dirigente di partito e giustiziere implacabile alla fine del conflitto. Rimpiange solo dopo la sua morte il vecchio Somerset, il barelliere apparentemente distaccato e insensibile a qualsiasi tragedia umana, comprendendo quanto lo avesse protetto fino all’ultimo e con tutto se stesso.
In un crescendo di tragici eventi fa ritorno alla sua città anch’essa distrutta e irriconoscibile, dopo essere stato ferito gravemente. L’ultima sua certezza si sgretola nel vagare affamato tra le macerie della sua casa, del suo quartiere. Anche l’amata moglie sembra dissolta nel nulla, ma quando tutto sembra finire ecco che qualcosa di bello succede, la vita ricomincia come il nuovo giorno dopo una notte buia passata all’inferno. Rifiorisce con un nuovo amore, una nuova famiglia e ritorna a passeggiare su quel molo per rimirare il disco di fuoco che si tuffa dietro l’orizzonte. Finalmente torna alla sua vita di sempre deciso a cancellare dalla memoria i brutti ricordi.
La storia è raccontata dal giovane Aaron in prima persona, come un diario senza tempo, in cui ha raccolto le sue riflessioni e dove ha affrontato con sorprendente maturità grandi temi esistenziali come la ricerca della felicità, l’origine delle contraddizioni che affliggono la nostra società e domandosi con quali mezzi superarle, cercando di fare chiarezza dentro se stesso tra cosa è bene e cosa è male. Alla stregua del protagonista è intimamente combattuto tra la paura di sbagliare e la voglia di sfidare le regole, preso dal desiderio di conoscere cosa si nasconde dietro alle sue montagne lontano dalla sua gente. L’attaccamento e l’amore per la sua terra fa sì che egli ritorni dopo ogni esperienza più forte e sicuro dei propri mezzi per difendere e tramandare alle future generazioni gli insegnamenti derivanti da ciò che ha sperimentato così duramente sulla propria pelle… fino alla prossima guerra!

"Quando tramonta il sole" di Aaron Farina, Giovane Holden Edizioni, 240 pagine