24 -March -2019 - 06:46

Cerca


Inserisci la tua mail:

Delivered by FeedBurner

"Due righe di blu all'orizzonte" di Pierluigi Aristei

Estate. Un’estate, intesa non soltanto come condizione atmosferica, ma anche come tempo di riposo, di svago, di pause concesse. È come se nello smettere i panni di un quotidiano frenetico, per qualcuno un ritaglio stagionale, per altri un ritaglio di vita, i personaggi, dei dodici racconti brevi che compongono la raccolta, diano il meglio di sé. Un darsi in libertà, di cui lo scrittore sembra quasi approfittarne. E approfittandone, lo racconta, lo osserva. Di più. Può notarsi, anche, nella trama narrativa, una dicotomia costante tra aspirazione (sensazione di ritrovarsi in una sorta di tempo appeso, quasi onirico) e realtà effettuale che tiene il lettore agganciato all’attualità. Tale dicotomia nulla toglie a un richiamo al cambiamento che al contrario vuole farsi concreto. Nell’ultimo racconto, sì come alla fine di una vera stagione che tutto di sé ha già dato, l’Autore concentra la sua attenzione su una striscia blu che appare all’orizzonte: un blu che avanza, poco, ma comunque uno spiraglio. E di nuovo, un pretesto al sogno, nell’attesa, magari, di farlo proprio a breve, nel viverlo appieno. Un sentirsi già altrove ancor prima del cambiamento. Ancor prima che arrivi. Quando arriverà, se arriverà, anticipato magari da un vento improvviso.
Una raccolta di racconti che pare un’ipnosi ad andamento lento.
Un’anatomia della fragilità dell’esistenza, implacabile.
 
[…] chiesi un caffè. Cominciò a piovere. Pioggia vera. Ma quella striscia di blu all’orizzonte, che il signore della sdraio aveva chiamato ottobre, si avvicinava a vista d’occhio. Il rumore della pioggia sul vetro, rivoli d’acqua scomposti che vi scivolavano sopra, ora interrompendosi, ora riprendendo a scorrere. Scrissi due righe. In blu.

"Due righe di blu all'orizzonte" di Pierluigi Aristei, Giovane Holden Edizioni, 72 pagine

"Silvia" di Franco Carboni

Tre vicende, i cui protagonisti si trovano ad affrontare l’elemento imprevisto capace di sconvolgere le esistenze più serene.
Giovanni, un esperto pilota, durante un volo in solitario diventa cieco all’improvviso e deve chiedere soccorso a terra. Mentre la torre di controllo tenta il tutto per tutto, egli ripercorre mentalmente le difficoltà che sta attraversando nella relazione con la moglie.
Riccardo, scrittore e critico, apprende con sbigottimento che nel suo organismo si sono sviluppate delle metastasi tumorali. In stato di choc, accetta di sottoporsi alla radioterapia. Sarà un lungo ciclo di sedute che lo porteranno a contatto con altri malati sfortunati come lui, e che progressivamente gli debiliteranno mente e fisico.
L’atmosfera festosa del carnevale di Viareggio è complice nel far sbocciare l’amore tra Enrico, timido studente universitario, e la graziosa e spigliata Silvia, sua coetanea impiegata d’azienda. Le famiglie sono molto amiche e i due giovani, che continuano a vedersi di nascosto, non prevedono serie difficoltà per poter coronare il loro progetto d’amore. Ma sono gli anni Sessanta e Silvia dovrà fare i conti con il perbenismo e le malelingue.
Tre persone normali, dunque, che conducono vite tranquille. Tranquille fino a quando qualcosa di inatteso e terribile si abbatte su di loro e sembra travolgerle. Ognuno a modo suo saprà però trovare la forza per reagire alle avversità.
 
"Silvia" di Franco Carboni, Giovane Holden Edizioni, 152 pagine

"Le parole restano" di Martino Sgobba

Le parole restanoLe parole sono protagoniste assolute
Sensuale e misterica raccolta di racconti in cui le parole vivono di vita propria

Un volume destinato a chi ama le avventure della mente. Le parole sono le protagoniste assolute, sono urna di memoria, fiore di ginestra, vivono di vita propria e fuoriescono dai personaggi come il destino, le parole hanno un significato come se avessero una loro libertà. La narrazione limpida, a tratti sensuale regala un’esplosione lussureggiante di emozioni visive e semantiche, in cui immergersi e vibrare.
Le parole rivelano una dolcezza di pensiero e una creatività linguistica che arricchiscono i testi di raffinatezza e intuizioni geniali. Nessuna concessione al superfluo, tutto è ridotto all’essenziale per giungere come una staffilata al cuore di chi legge.
Un percorso narrativo affascinante che parte dallo sguardo dell’autore soffermandosi su ognuno dei protagonisti dei suoi racconti, per giungere a uno sguardo dentro se stesso e il suo universo.
Un universo nel quale, ognuno potrà facilmente riconoscere qualcosa che gli appartiene.

"Le parole restano" di Martino Sgobba, Giovane Holden Edizioni, 160 pag.

"La grande Eulalia" di Paola Capriolo

La-grande-EulaliaSolitudine e tentazione
Quattro straordinari racconti tra favola e realtà

La solitudine assedia le figure dei racconti di Paola Capriolo. È una solitudine guadagnata in partenza, sebbene appaia sempre come la punizione di un lungo inseguimento. In ognuno dei racconti, infatti, un personaggio cerca di mettersi in rapporto con una figura separata da una distanza invalicabile, una figura che genera una sorta di passione sottile e inespressa. Per raggiungerla sarà necessario guardarsi dentro e scoprire nell’altra, come in uno specchio, un po’ di se stessi.
Si avverte un’attenta lettura dei classici oltre a una profonda attitudine al linguaggio.

"La grande Eulalia" di Paola Capriolo, Feltrinelli, 128 pagine