22 -March -2019 - 17:32

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"Storie apparentemente insensate" di Massimiliano Di Grazia

Dodici racconti per esplorare la parte più nascosta di noi stessi.

Storie apparentemente insensate è una raccolta di dodici racconti quantomeno bizzarri, persino assurdi. Eppure, dopo qualche istante di riflessione, addentrandoci nel labirinto di personaggi e situazioni che l'autore abilmente dipinge con un linguaggio pulito e scevro da contaminazioni, ci si rende conto che quegli stessi personaggi non sono affatto dissimili dalle persone che incrociamo tutti i giorni, forse addirittura qualcuno di loro assomiglia proprio a noi. La raccolta è suddivisa in quattro sezioni: la prima è dedicata alle piccole debolezze, la seconda ai misteri della seduzione, la terza a chi fa di tutto per complicarsi la vita, la quarta alle potenzialità che la nostra mente possiede. Una sorta di percorso attraverso le sfaccettature e le smagliature della mente umana: le nostre fragilità, le nostre insicurezze messe a nudo, quasi una difesa, una reazione alle pressioni subite fin dalla più tenera età, che ci impediscono in vario modo di mostrarci come realmente siamo e di fare quello che ci piace. Se riusciamo a liberarci dalle convenzioni possiamo raggiungere obiettivi che ci erano sempre sembrati impossibili e dopo tutto, forse, non importa nemmeno se questi obiettivi riusciamo effettivamente a raggiungerli perché quello che conta è rincorrerli.

"Storie apparentemente insensate" di Massimiliano Di Grazia, Giovane Holden Edizioni, 96 pagine

"Cosa facevo quando ti lasciavo fuori" di Matteo Marchiotti

Matteo Marchiotti raschia il marciume dalle fughe del mondo e poi ne fa un quadro, una manciata di storie in bilico tra l'assurdo e l'osceno, tra il disgustoso e il fin troppo reale, spiattellate sulla carta come mota lanciata con una mano. Un alcolista che deve fare i conti con alcuni mostri venuti da chissà dove e chissà come giunti fino a casa sua, i deliri di un suicida, la follia di un militare, un gruppo di ragazzi fuori dal comune. Storie raccontate nella semplicità della vita di ogni giorno in cui si impastano realtà che non tutti vorrebbero conoscere, storie che una volta lette ti fanno venire voglia di spalancare la finestra per far entrare un po' d'aria. "Cosa facevo quando ti lasciavo fuori" non è un romanzo e forse non è neppure una silloge di racconti, piuttosto uno specchio in frantumi e raccogliendone i pezzi si può correre il rischio di tagliarsi...

"Cosa facevo quando ti lasciavo fuori" di Matteo Marchiotti, Giovane Holden Edizioni, 112 pagine

"Salento" di Maria Francesca Mariano

Maria Francesca Mariano nei suoi racconti cesella con pudica finezza quattro figure femminili e attinge ai temi cari alla cultura salentina per rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. In “La danza” esplora l’accoglienza riservata agli stranieri migrati nel nostro paese calando l’esperienza di un giovane giudice nel mito del tarantismo legato alla danza della pizzica; ne “Il soldato inglese” racconta l’esperienza della Prima guerra mondiale e dei soldati inglesi, sepolti nel cimitero di Otranto, morti per proteggere la costa meridionale italiana; con “Il Tempio” narra del mistero dei resti archeologici che spuntano sul mare di fronte a Torre San Giovanni e dà prova di saper fondere con forza epica e grande leggerezza, mito e storia; infine nell’ultimo racconto “La cortigiana di Costantinopoli” rievoca le vicende che portarono alla costruzione della meravigliosa cripta di Otranto.Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, l’Autrice si conferma come una delle voci più interessanti nel panorama culturale italiano. 

"Salento" di Maria Francesca Mariano, Giovane Holden Edizioni, 160 pagine

"Nella terra dei diavolo" di Maria Teresa Landi e Luciana Tola

Venti racconti in cui le autrici tracciano un percorso nella storia della Versilia dalle origini alla fine dell’Ottocento. Fatti e personaggi, attinti con scrupolo e partecipazione da fonti storiche e storiografiche, rivivono con l’occhio della fantasia, ricostruendo un passato che appartiene ormai solo alla Memoria. I racconti descrivono con sguardo ora ironico e distaccato, ora amaro o pietoso, le vicende umane di uomini e donne spesso “vittime” inconsapevoli degli avvenimenti; uomini e donne con le loro passioni, con le loro miserie, con le loro speranze… Ne nascono pagine intense e musicali, tinteggiate di drammatici chiaroscuri, ravvivate da indimenticabili cammei.

"Nella terra dei diavolo" di Maria Teresa Landi e Luciana Tola, Giovane Holden Edizioni, 320 pagine

"Ieri oggi domani" di Marina Catalano Mc Vey

Una silloge di dodici racconti brevi, che attinge alla memoria e costruisce un percorso, libero e fantasioso, costellato di imprevisti, ricordi e momenti di grande meraviglia. Sebbene i racconti siano tra loro assai diversi per genere, li accomuna uno stile che sconfina, talvolta, nel pittorico. L'autrice pare avvertire l'esigenza di dipingere in parola i vari stati d'animo dei suoi inquieti personaggi animati da una insoddisfazione di fondo che cambia di intensità, frequenza e potenza della stilettata, se stimolata da un odore, una parola, un'immagine o un ricordo e sono proiettati verso una nuova consapevolezza, di se stessi prima che del tempo che passa e tutto trasforma. Guardarsi allo specchio, cercare somiglianze, sorridere al trovarle. Pensare all'amore che abbiamo ricevuto e che abbiamo ricambiato. E continuare a darlo, questo amore invisibile ma non meno vero, alle persone che non abbiamo più al nostro fianco fisicamente, ma sempre dentro il nostro cuore.
 
"Ieri oggi domani" di Marina Catalano Mc Vey, Giovane Holden Edizioni, 120 pagine

"A morte piacendo" di Giorgio Ronco

L’ispettore Armelie Bernardi è tornata. Nel suo mirino il finanziere, un feroce assassino che fa strage di consulenti finanziari.

Il tragico e fallimentare epilogo del caso del cacciatore, il suo primo caso di omicidio, fa cadere l’ispettore Armelie Bernardi in una profonda crisi. Solo l'arrivo di una nuova, agghiacciante serie di delitti sembra pian piano farla uscire da quella spirale di degrado che pare non avere fine. è il caso del finanziere, un feroce assassino che fa strage di consulenti finanziari e che ben presto si impossessa delle pagine di cronaca nera.
Il finanziere, dà vita a una vera crociata contro il mondo finanziario. Una folle impresa, condotta sotto il costante incombere della morte. Avvicina le sue vittime ricorrendo a dei geniali travestimenti, per poi ucciderle di notte, mentre stanno rincasando, con un colpo di .22 alla nuca. Un'esecuzione. Quindi firma le sue imprese mettendo loro in tasca un foglio con la cronaca di un vecchio crac finanziario, e avente in calce la scritta Redde Rationem (rendi conto).
Calato in un ambiente provinciale, Pordenone, il romanzo offre un impietoso spaccato sul mondo delle piccole agenzie pubblicitarie, oltreché su quello della bassa finanza nazional-popolare. Caratteristica di Giorgio Ronco è quella di non dare eccessiva importanza all'identità dell'assassino, svelata già dopo i primi capitoli, quanto al modo in cui la storia viene a svilupparsi fino al crescendo finale.

"A morte piacendo" di Giorgio Ronco, Giovane Holden Edizioni, 248 pagine