22 -March -2019 - 17:37

Cerca


Inserisci la tua mail:

Delivered by FeedBurner

"Il primo passo" di Antonio De Palma

Scopo e realtà: troppo spesso questa irriducibile coppia influenza il nostro modo di vedere la vita, di organizzarla secondo differenti priorità, conducendola tra le braccia di una corsa senza fine, piuttosto che a un sano percorso di autoconoscenza. Per questo motivo, dall'alba dei tempi le speranze degli uomini si sono affaccendate a cercare il senso profondo di un viaggio talvolta affascinante, talvolta noioso: queste brevi storie vogliono porsi in qualche modo nell'esatto centro della questione, alla ricerca di un equilibrio sempre più difficile da difendere. Se consideriamo, infatti, noi stessi e la nostra coscienza come lo scopo primo di ogni cosa, la volontà di conoscerci in quanto necessità irrinunciabile, ecco che ci ritroviamo catapultati nella realtà, la quale costituisce già fase finale della nostra personale ricerca. Passeremo da uno stato embrionale di volontà di conoscenza nata da atti inconsapevoli come l'innamoramento, a una maggiore consapevolezza delle verità nascoste nella società umana, nel rifiuto di essa. Viaggiare - con il corpo o con la mente - conoscere nuovi modi di concepire la vita e il modo di stare al mondo possono a volte costituire la via più rapida per una vera e propria epifania. Il primo passo può essere insomma l'ostacolo più difficile da superare, e a volte coincidere addirittura con il viaggio stesso. Perché dunque non provare a goderselo?

"Il primo passo" di Antonio De Palma, Giovane Holden Edizioni, 80 pagine

"Trentasette passi e poi la luna" di Fabio Castano

La realtà che viviamo è influenzata da come la percepiamo e descriviamo. Tra noi e il mondo esistono dei filtri interpretativi: le parole con cui ci esprimiamo, le orecchie con cui ascoltiamo, i pensieri, l'esperienza di vita, la cultura in cui siamo immersi e l'educazione che, insieme, si trasformano in occhiali a gradazioni varie con cui guardare. E dunque, dove si trova la realtà? Dietro ai miei occhi o oltre il mio sguardo? Uno sguardo privilegiato sulla realtà - con tutte le limitazioni di cui sopra - è quello di chi scrive. Nella sua silloge di racconti l'autore raccoglie il suo personale sguardo sulla realtà. Trentasette volte. Quasi tutti i suoi personaggi sono inquieti, non si accontentano di ciò che hanno e pur essendo costretti, a volte, a una staticità forzata trovano il modo di essere comunque in continuo movimento. Pur nella variazione di generi e temi, il comune denominatore è la speranza. E la sensazione che l'incastro della vita ti porti esattamente quello di cui in quel momento hai bisogno per evolvere. Come nel racconto che dà il titolo alla silloge "Trentasette passi e poi la luna" in cui a una visita svogliata al nonno in casa di riposo segue la riscoperta delle radici, fino all'emozione finale di una bellezza ritrovata nella luce della luna.

"Trentasette passi e poi la luna" di Fabio Castano, Giovane Holden Edizioni, 136 pagine

"La ruota della fortuna" di Igor Colombi

Sette racconti che affrontano temi e generi differenti. Apre la silloge un racconto noir. Rosemary, una donna allo sbando e vittima in gioventù di una terribile violenza, si ritrova prigioniera di un'entità misteriosa e apparentemente malvagia. Lo scorbutico e introverso detective privato Barney Castelli sarà chiamato a risolvere il mistero. Segue la storia di Cesare che dalla provincia di Milano si trasferisce in Thailandia dove spera di trovare un senso alla sua vita tendente al grigio. Un breve racconto che fotografa uno spaccato dei tragici giorni che contraddistinsero la fase finale della seconda guerra mondiale. La storia di Peter, erede solitario di una nobilissima famiglia di origine tedesca, che ha come unico sogno quello di sperimentare la sensazione del silenzio assoluto, condizione nella quale pensa di poter vivere in pace lontano dalle pacchianerie e dal cattivo gusto del mondo moderno. Quindi un racconto di fantascienza. La vita di Mike viene sconvolta da un rapimento alieno nel cuore della notte. Gli alieni propongono un patto che Mike non può rifiutare. Se lo vuole, diventerà un semidio e vivrà in eterno sopravvivendo alle umane debolezze. Ma a quale prezzo? La storia di Vincenzo immigrato in America per sfuggire alla miseria. Il pugilato sembra l'unico treno per raggiungere il sogno di una vita agiata e sotto i riflettori, ma il destino ha in serbo altro per lui. Chiude la silloge un racconto che narra dell'amore di un motociclista per la sua Harley.

"La ruota della fortuna" di Igor Colombi, Giovane Holden Edizioni, 192 pagine

"Il custode del cimitero" di Giuliano Conconi

Sette racconti del terrore di impronta gotica accomunati dalla figura di Cornelius Stone, custode del cimitero di L., cittadina inglese di fantasia sempre cornice di eventi inspiegabili. Grazie alle sue facoltà paranormali svela al Lettore dimensioni ignote, narra di manufatti dai poteri spaventosi, di vampiri antichi e moderni, di medium formidabili, di enigmi, di spettri vendicativi e di demoni. Cornelius Stone di volta in volta protagonista, voce narrante o semplice comparsa, apre il tetro cancello del suo camposanto e tra pomposi monumenti funebri, illacrimate lapidi ricoperte di licheni e cripte abbandonate, guida il lettore attraverso i suoi incubi più spaventosi.

"Il custode del cimitero" di Giuliano Conconi, Giovane Holden Edizioni, 120 pagine

"Trasgressioni" di Gianni Cameri

Una società in cui l'egocentrismo e l'individualismo portano a ritenere interscambiabili i partner mettendo al primo posto la soddisfazione dei bisogni individuali piuttosto che quelli di coppia rappresenta un terreno fertile per il tradimento. Conseguentemente l'infedeltà, collettivamente sempre più tollerata e giustificata, diventa un'esperienza assai frequente nelle odierne e fragili coppie. La propensione al tradimento o alla trasgressione è una caratteristica individuale e se per alcuni l'infedeltà è una tentazione irresistibile, per altri essa rappresenta un atto contro se stessi e i propri ideali, prima ancora che un'infrazione nei confronti del partner. Gianni Cameri in questa silloge di racconti, spietato affresco di varia e caleidoscopica umanità, guarda a coloro che nella trasgressione trovano una sorta di passaggio verso se stessi senza per questo dover interrompere alcun viaggio di coppia. Amori profani che travolgono la gran parte degli umani. Almeno una volta nella vita l'avventura, cercata o trovata, li investe ma, di norma, non lascia ferite sanguinanti. Produce soltanto una smagliatura nel tessuto della loro storia. Convinto che il dominio eroico dei propri sensi sia una virtù praticata o per un esasperato sentimento di pudore o per un'illimitata fede in valori superiori, l'autore narra, con indulgenza, debolezze umane spesso contenute in vicende di cui soltanto i protagonisti hanno nozione.

"Trasgressioni" di Gianni Cameri, Giovane Holden Edizioni, 216 pagine

"Corpo grottesco" di Edoardo Balacchi

Non c'è niente di normale. Soprattutto quando l'apparenza deforma la quotidianità. La silloge di racconti Corpo grottesco, opera prima del giovane scrittore Edoardo Balacchi, è una celebrazione dell'assurdo, un'esaltazione della vita in ogni suo aspetto, anche grazie alla morte, una presa di coscienza ironica dell'irrazionalità del reale. Tra metamorfosi canine, amori adolescenziali proibiti dalla società benpensante, assassini senza scrupoli e fuori di testa, droghe allucinogene, cannibali da salotto televisivo, amanti di plastica, le vicende di tutti i giorni si spalancano su uno spettacolo delirante e contraddittorio, in cui anche i dettagli più inspiegabili sembrano intersecarsi perfettamente con ciò che viene abitualmente etichettato come normale. Cadono le barriere, il grottesco si mischia all'ordinario, i personaggi si muovono in un territorio che tende a esaltare le loro debolezze.

"Corpo grottesco" di Edoardo Balacchi, Giovane Holden Edizioni, 192 pagine