23 -November -2017 - 04:50

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Recensione: "Antichi misteri e piccole manie"

Gli scrittori peggiori sono “quelli che davvero dichiarano di raccontare la verità”.
Con queste parole, nel racconto intitolato “Lo scrittore”, il vecchio scrittore, seduto “come uno scrittore”, “ingobbito e sprofondato” nella semioscurità della sua stanza, riceve la giovane scrittrice, convocata apposta per ricevere l’annuncio del suo proposito di non scrivere più, perché non può più dire menzogne. Poi contraddittoriamente le affida un faldone di incipit perché sia lei a svilupparli in tante storie da raccontare e trovare poi un editore che le pubblichi.
Da un lato il riconoscimento dell’insignificanza dello scrivere ma anche della sua inevitabilità, come del resto, sul versante opposto del leggere, lo stesso bisogno di “un libro per la notte” non ha poi – come si dice appunto nel racconto dallo stesso titolo – molta più rilevanza del riempire le caselle di un cruciverba sul vecchio numero di una rivista di parole crociate spuntata per caso da un cassetto.
Perché, come dice la cagnetta Bumbum alla padrona, tutto quel dire di voi umani, sul tema della felicità ad esempio, «quello ve lo inventate voi perché sapete soltanto scrivere, ecco perché… Ne parlavo ieri sera anche con quello là, quel Wallace (il gatto di casa, ndr): “Secondo te cos’è la felicità?” gli ho chiesto… Era acciambellato sul tuo plaid migliore, ha aperto un solo occhio e mi ha detto “rrrn, rrrn, rrrn”, e ho capito che intendeva: “E con questo ho detto tutto”».

"Simpatia" di Raffaele Pepere

Sette racconti brevi volti a esplorare, utilizzando un registro stilistico e narrativo modulato, la differenza, intesa come capovolgimento della ripetizione di ruoli e tempi, come sostanza attiva e pulsante sotto le più variegate forme d'identità. L'altro si fa elemento essenziale per liberare dal vaso di Pandora, nelle recondite profondità dell'animo umano, l'universo emozionale di cui ogni individuo, in quanto tale, si fa portatore. Emblematico in tal senso, il racconto "Prima colazione" strutturato in modo tale che il lettore ha la sensazione di cogliere al volo una conversazione al bar, un dialogo ai limiti del monologo tra il proprietario cieco e i suoi compagni di vecchia data, un sordo e un muto; si assiste a un processo dialettico di ricerca, durante il quale la debolezza si fa forza e la pena, frustrazione. Per altro verso molto interessante è il racconto "Il regno dei Vuoti", apparentemente una favola della buonanotte che un nonno molto premuroso racconta al nipotino. In questo regno, posizione sociale e relativi privilegi derivano dal numero di facce di cui ognuno dispone, finzione e apparire sono viatici della potenza, è nelle bettole della decadente periferia che si possono ascoltare le tristi storie delle vittime dei Vuoti; la portata della differenza consiste nell'obiettivo del nonno ovvero non di illudere la nipotina per assicurarle un sonno incantato bensì quello di disilluderla, aiutandola a rimanere sveglia e vigile in futuro. Ai limiti estremi della tematica generale è il racconto "Illudopatia" che affronta il problema attualissimo della ludopatia. Una vecchietta investe la gran parte della pensione nelle slot, si assiste in questo caso a un duplice processo, umanizzazione della macchina e disumanizzazione dell'anziana signora che non riuscendo più a distinguere il demoniaco apparecchio dalla nipote, perderà il senno cercando d'inserire, al posto delle monete, lumachelle...

"Simpatia" di Raffaele Pepere, Giovane Holden Edizioni, 48 pagine

"Antichi misteri e piccole manie" di Rosa Galli Pellegrini

Una variopinta carrellata di situazioni paradossali, amare considerazioni e tragici eventi che si trasformano nella rivincita degli ultimi. In bilico tra uno scomodo passato, una delusione d'amore e un segno del destino si dipanano le storie dei ventiquattro racconti, in cui sapientemente l'autrice alterna momenti comici ad altri più intensi e toccanti, sempre nell'ottica di una narrazione piacevole e mai scontata. Arricchisce il nutrito ventaglio di episodi nel susseguirsi di vicende scabrose, omicidi mai risolti e misteriose leggende mitologiche, contrapponendo figure insignificanti, mediocri e ingenue descritte nei loro piccoli affanni, a personaggi senza scrupoli privilegiati dalla vita nel godere più di quanto si fossero onestamente meritati. Così Firmino benedirà il terremoto, Giovanni avrà esaudito il suo ultimo desiderio, l'aspirante scrittore vivrà di vana gloria e qualche altro avrà visto la sirena nel pozzo. A ciascuno il suo motto. Una sana ironia pervade i racconti, riportando i temi trattati sul filo della memoria costellata da un vissuto ricco di esperienze proprie dell'autrice, la quale affronta con uno spiccato senso critico episodi e personaggi diffidando il lettore dal credere vi sia una verità assoluta e immutabile. Nella semplicità della saggezza popolare sta la formula magica per scacciare vizi e manie figlie di quella vanità, cupidigia, lussuria e falsità che in piccoli dosi ognuno di noi, dentro di sé, possiede. Riconoscibile l'impronta eclettica della scrittrice sempre alla ricerca di nuove sfide di stile da affrontare.

"Antichi misteri e piccole manie" di Rosa Galli Pellegrini, Giovane Holden Edizioni, 168 pagine

"Storie sdrucciolevoli" di Chiara Nobilia

Al suo esordio narrativo, Chiara Nobilia compone un libro lieve e intensissimo. Nove racconti veloci ed essenziali, una scrittura precisa per uno stile originale. Arijana, che rimane incinta prostituendosi, e Franco, stritolato nella morsa dell'usura, ma anche Paolo, invischiato in una storia d'amore patologica, e Giordana, alle prese con un licenziamento subito dopo la fine del suo matrimonio: sono alcuni dei personaggi di Storie sdrucciolevoli, che raccontano tentativi di affrancamento all'insegna di una resilienza innestata nella fragilità. Il tutto, nello scenario dell'Italia di oggi - quel terreno sdrucciolevole su cui Arijana, Franco e gli altri poggiano i piedi.

"Storie sdrucciolevoli" di Chiara Nobilia, Giovane Holden Edizioni, 64 pagine

"Come seme sotto raffiche d'inverno" di Alessandro Izzi

Nove racconti, storie di un piccolo borgo durante il secondo conflitto mondiale. La guerra, la politica gli eventi osservati dal punto di vista delle persone che meno possono capire: i bambini, le donne, gli ultimi, i dimenticati. Nove racconti di ordinaria sopravvivenza, di quando il quotidiano confina con il mito e la speranza di futuro si confonde con l'eterno presente di un mondo che vorrebbe restare uguale a se stesso anche malgrado la guerra. Nove fiabe amare che non vogliono in nessun modo essere una cronaca o una cronologia della drammatica situazione di uno specifico borgo durante l'occupazione nazista, benché in alcuni momenti riconoscibile come Gaeta ma prima di tutto luogo letterario, quanto piuttosto proporsi come un caleidoscopio di epifanie sull'orrore della guerra e sulle conseguenze dell'odio dell'uomo sull'uomo.

"Come seme sotto farriche d'inverno" di Alessandro Izzi, Giovane Holden Edizioni, 128 pagine

"Mio marito..." di Claudia Fiorotto Zampieri

La silloge si compone di trentatré storie tessute su esperienze vissute in cui i mariti sono raccontati in diretta con parole schiette, asciutte tratteggiando quell'immagine sicura e stabile che spesso vorrebbero proporre all'esterno. Per contro traspare poi esitante anche il riflesso più intimo e autentico: uomini colti nel loro agire o nella loro immobilità, amati, ricordati, desiderati, avvicinati, a volte definitivamente allontanati. I loro ritratti prendono forma attraverso i pensieri di donne diverse, donne giovani, a tratti ancora inconsapevoli, mature, sagge e disincantate che svelano ciò in cui sono o sono state immerse, scandagliano i propri sentimenti e i propri vissuti. Donne che acquisiscono familiarità con l'intimità profonda del corpo e dell'anima. Alcune possiedono la chiave della vita, altre sono semplicemente in cammino o decidono di sostare in attesa di un segno, di qualcosa da ascoltare, mettere in pratica o trasformare. Ogni donna, attraverso le proprie esperienze quotidiane, realizza il marito che, nel gioco della relazione affettiva, in un continuo divenire, porta con sé curiosità, stupore, amore e disincanto, ferite, tradimenti, gioia e un rinnovato richiamo all'autenticità.

"Mio marito..." di Claudia Fiorotto Zampieri, Giovane Holden Edizioni, 144 pagine