22 -March -2019 - 17:46

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"La nera verità" di Giorgio Ronco

Dopo la conclusione del caso del finanziere, l'ispettore Armelie Bernardi lascia la polizia e apre l'agenzia investigativa AR.MANI. La AR.MANI viene coinvolta, dal carismatico capo dell'Anticrimine Renato Vitale, in due casi di omicidio, uno apparentemente di facile soluzione, il secondo collegato al traffico di opere d'arte. Juba Al Fazhed, una giovane somala, viene trovata morta nel suo appartamento. Colpita alla testa, e poi soffocata con un cuscino. L'omicidio sembra una storia di sesso finita male, poi mascherata con la messinscena di un improbabile furto. Alla morte della giovane immigrata si sovrappone l'omicidio di Nicola Mursini, maturo antiquario di Ferrara, che si è arricchito con il commercio di opere delle Avanguardie Russe. Questi, vecchio amico di Giorgio Romani, viene trovato morto nella sua camera di albergo durante il periodo della fiera Antiquaria, di cui è un tradizionale espositore. Nelle indagini Armelie è affiancata da Giorgio Romani, suo socio nell'agenzia e amante nella vita. Ex-manager e uomo di apprezzato impegno sociale, dirige da anni una onlus che si occupa di ragazze-madri, Romani ha però anche un passato torbido, cui è collegata la stessa Armelie e la sua decisione di lasciare la polizia. Sarà lui, investigatore di stampo classico, più incline alle sensazioni e ai richiami morali, che non alle prove scientifiche e agli imperativi giuridici, ad arrivare alla conclusione dei due casi. E lo farà in contrasto con tutti, e con la stessa Armelie, che si troverà alla fine ad affrontare il peso di una sconvolgente verità.

"La nera verità" di Giorgio Ronco, Giovane Holden Edizioni, 104 pagine

"Questa non te l'aspettavi, ispettore!" di Rosa Galli Pellegrini

Giovanni Battista Rossi è un giovane ispettore genovese. Trent'anni circa, una mamma che lo accudisce con sollecitudine, un mentore affetto da emiplegia, un capo con la vocazione di stargli costantemente alle costole. E una giovane fidanzata, Elena, che ha deciso, malgrado i suoi mugugni, di fare la guida turistica e di partire alla volta dell'Uzbekistan. Mentre l'ispettore fa i conti con sospetti messaggi in cui Elena gli canta le lodi di un prestante collega di nome Keymal, il suo capo, al solito, lo convoca per affidargli un incarico abbastanza sui generis. Si tratta di infiltrarsi a un funerale per quella che viene definita una ispezione informale sì da accertare se c'è qualcosa di poco chiaro nel suicidio di un commerciante di biancheria intima. Rossi, in effetti, appura che ci sono elementi sospetti e si appresta a fare una relazione dettagliata al suo capo quando la fidanzata lo chiama da Bukhara dove è rimasta insieme al suo gruppo di turisti vittima di un presunto attentato terrorista e lo supplica di raggiungerla. Tra presunti suicidi e presunti attentati, come sempre è il capo di Rossi a stabilire le priorità inviando il giovane ispettore in missione con il compito di riportare a casa i turisti genovesi. Come al solito Rossi si troverà a far fronte a una situazione molto più complicata del previsto, senza sapere che sarà al suo rientro a Genova che lo aspetterà la prova più difficile.

"Questa non te l'aspettavi, ispettore!" di Rosa Galli Pellegrini, Giovane Holden Edizioni, 152 pagine

"Un tesoro di ragazza" di Maria Teresa Landi, Luciana Tola

2024. La tecnologia ha influito su alcuni aspetti della realtà quotidiana. Enormi display ovunque per restare sempre connessi, tram e metro rigorosamente green, prime auto intelligenti a combattere lo smog e gli ingorghi perenni, driverless-car. In sostanza, però, la vita non è cambiata molto se non negli aspetti più esteriori, appunto. A Lubecca, un giovane scienziato di origini italiane sta segretamente lavorando a un progetto di meccatronica, nello specifico lo sviluppo delle funzioni autonome di un robot. Convinto di essere spiato, a corto di fondi per portare avanti quella che ritiene una scoperta rivoluzionaria, cerca avidamente una soluzione ai suoi problemi. A Roma, una anziana vedova, amorevolmente accudita da una giovane badante, è vittima dei raggiri del nipote sfaccendato, fin troppo ansioso di entrare in possesso dell'eredità. Nel corso di un'estate afosa la tranquillità del signorile quartiere romano, in cui abitano le due donne, sfuma a causa di una serie di omicidi destinati a mettere a dura prova le capacità del tenente Gargiulo, integerrimo poliziotto di origini siciliane. Tutti hanno qualcosa da nascondere e verità e giustizia appaiono mete indistinte quanto mai difficili da raggiungere. Un giallo breve, una storia in cui nulla si rivelerà essere come appare.

"Un tesoro di ragazza" di Maria Teresa Landi, Luciana Tola, Giovane Holden Edizioni, 96 pagine

"Il Matto con gli Stivali" di Marco Miele

Franco Danzi, soprannominato Nero, commissario di polizia, dopo l'indagine sull'omicidio della bella Kim Chiu che lo aveva riportato da Roma a Ginepre, paese nel cuore della Maremma tra Piombino e San Vincenzo, si ferma a casa del padre, Gino, per partecipare al funerale dell'amico Leonardo Gnocchi, detto Legno. Gli ex compagni del magistrale, sebbene ognuno abbia preso la propria strada, sono ancora molto uniti e partecipano in gruppo alle esequie di Legno. Quasi in contemporanea al funerale, due eventi tragici segnano la cronaca di Ginepre: il primo è il decesso per affogamento, sulla spiaggia di Baratti, di un turista austriaco nel tentativo di salvare i suoi tre figli dalla furia delle onde; il secondo è l'omicidio dell'avvocato Marco Tavano, padre di Carla, detta Katia, che fa parte del gruppo degli amici di Nero. Eventi fortuiti indicano lei come parricida e costringono Nero a impegnarsi come non mai per trovare il vero colpevole assistendo il commissario locale. In paese è tornato anche, nel frattempo, un faccendiere locale, tale Giovanni Bisleri detto Ferro, implicato in un caso di scorie radioattive e ricercato dalla polizia che si è deciso a tornare per organizzare l'evasione dal carcere delle Sughere di Livorno del suo giovane braccio destro Massimo Giacalone, soprannominato Han Solo, reo confesso di parecchi reati. Come se non bastasse, a complicare la situazione, quello che si era presentato come un sicuro incidente rivela aspetti poco chiari su cui è d'obbligo indagare. Marco Miele usa come pretesto la vicenda gialla per raccontare la storia di un gruppo di amici che faticano a diventare adulti. Fa da sfondo ancora una volta l'uso del dialetto livornese e un'ironia bonaria e simpaticamente birichina.

"Il Matto con gli Stivali" di Marco Miele, Giovane Holden Edizioni, 128 pagine

Recensione "Oltre il muro" di Romano Nigiani

Il confine europeo più odiato, l’incubo di milioni di Tedeschi, la massima espressione di un regime politico totalitaristico e crudele, i sogni infranti di chi ha creduto ed è morto per la libertà sono rappresentati dalla costruzione del muro di Berlino, che l’autore racconta nel suo avvincente romanzo ripercorrendone i fatti fin dal 13 Agosto 1961. L’amicizia tra due ragazzi Helmut ed Hans che vivono nel quartiere della Berlin Mitte fa da sfondo all’inizio della tragedia che l’improvvisa separazione della città in due blocchi, divisi dal filo spinato, steso in una notte, e dai fucili dei soldati puntati contro la popolazione inerme e sgomenta, segnerà per sempre la vita dei protagonisti. L’intera città impaurita è tenuta in ostaggio dalla polizia segreta e dalla rete capillare di informatori e infidi delatori che pervadono l’intero tessuto sociale, sempre a caccia di informazioni che reprimano sul nascere qualsiasi tentativo di ribellione o di fuga. Al centro del racconto vi è la storia della famiglia Schuster che studia in gran segreto un piano di fuga e realizza insieme ad altri un tunnel sotterraneo per attraversare lo sbarramento invalicabile scavando attraverso gli scantinati senza essere visti. 

L’intricata trama così abilmente tessuta dall’autore che spazia dal genere poliziesco, al realismo giornalistico, alla ricerca del profondo sentimento dei legami che sfidano il tempo denota un’approfondita conoscenza dei luoghi e della vicenda storica. Grazie alla sua lunga permanenza a Berlino e alla testimonianza raccolta direttamente da una sopravvissuta si respira appieno il clima di tensione e di sospetto che la guerra fredda tra i due opposti schieramenti Est contro Ovest ha condizionato così duramente la vita di un’intera generazione.

------ SEGUONO SPOILER ------

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"Oltre il muro" di Romano Nigiani

Nelle prime ore del tredici agosto del 1961 le unità armate della Germania dell'Est interrompono tutti i collegamenti tra Berlino Est e Ovest e iniziano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti degli abitanti di entrambe le parti, un muro insuperabile che attraversa tutta la città, dividendo le famiglie in due e tagliando la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università. Non solo a Berlino ma in tutta la Germania il confine tra Est e Ovest diventa una trappola mortale. I soldati ricevono l'ordine di sparare su tutti coloro che cercano di attraversare la zona di confine, la cosiddetta striscia della morte. Vicini amici e parenti vengono separati. Persone disperate arrivano a saltare dalle finestre delle loro abitazioni che danno sulla parte Ovest della città spesso pagando questo tentativo con la vita. Altri tentano di passare all'Ovest attraverso tunnel scavati nelle cantine. Romano Nigiani ricostruisce un periodo difficile della nostra Storia recente senza sentimentalismo e partigianeria. Anche a Bernauer Straße, via rimasta nella parte Est, alcuni abitanti tra cui la famiglia di Hans Schuster si cimentano in un drammatico tentativo di fuga. Helmut Wimmer, coetaneo di Hans, non si dimenticherà dell'amico né della bellissima sorella e continuerà a interrogarsi sul loro destino.

"Oltre il muro" di Romano Nigiani, Giovane Holden Edizioni, 200 pagine