20 -January -2019 - 05:34

Cerca


Inserisci la tua mail:

Delivered by FeedBurner

"La Casa di Amin" di Romano Bavastro

Milioni di bambine, ragazze, donne nel mondo subiscono violenza. Di ogni tipo. Che lo si appelli donnicidio o femminicidio, la realtà dei fatti non cambia: un essere umano, quasi sempre di sesso maschile, compie un atto violento con la volontà di degradare un altro essere umano, di sesso femminile dotato di personalità, intelligenza, diritti etc., ad animale da macello. La lista è lunga e va dalle fustigazioni, all'acidificazione, all'infibulazione, allo stupro legalizzato fino alla riduzione in stato di schiavitù. Nessun continente ne è immune. Romano Bavastro, giornalista di professione, scrive un romanzo che ricorda nel taglio un reportage cadenzato da lanci d'agenzia in cui affondano come lame di coltelli le infami vicissitudini di esseri umani che hanno avuto il solo torto di nascere femmine. Quattro giovani agiati, di diversa nazionalità, a cui se ne aggiungeranno altri tre nel corso della storia si riuniscono in una sorta di confraternita segreta. Essi, mettendo a repentaglio la propria vita, decidono di punire, a solo titolo dimostrativo, appiccando incendi controllati coloro che materialmente usano violenza alle donne o fiancheggiano e applicano leggi inique contro di loro. Determinante in questa risoluzione l'apporto di Athina Shastri, già membro della Gulabi Gang, che istituirà in Svizzera un centro di ricovero per donne vittime di gravi violenze. Ma anche i piani meglio congegnati sulla carta devono scontrarsi con la realtà dei fatti che solitamente si ribella al bilancino della logica astratta. Un romanzo di respiro internazionale, ambientato tra il Cinquale, Londra, la Svizzera e i territori di confine arabo-israeliano.

"La Casa di Amin" di Romano Bavastro, Giovane Holden Edizioni, 304 pagine